Abruzzo, Riviera del Gigante dove il mare incontra il Gran Sasso

In Abruzzo c’è un tratto di costa che fino a poco tempo fa si raccontava a voce bassa, lasciando che fossero gli ospiti a diffonderne la fama Poi, un giorno, i sette comuni della provincia di Teramo insieme hanno inventato un nome che dice tutto: Riviera del Gigante.

Dalla montagna al mare in un unico viaggio. La riviera dei Giganti, 7 Comuni uniti da bellezza, natura, accessibilità.

Il Gigante è il Gran Sasso d’Italia,2.912 metri di roccia e neve che dominano l’orizzonte a pochi chilometri dal mare. È lui il silenzioso coprotagonista di questa storia: un’ancora visiva e simbolica che distingue questo litorale da qualsiasi altra riviera adriatica. Da una parte le spiagge, l’acqua, la brezza salata; dall’altra, appena dietro le colline, il tetto degli Appennini. Un contrasto che in poche ore si può toccare con mano — letteralmente.

Sette comuni, un’unica voce

Il progetto nasce dall’ATS-Città della Costa, un’associazione temporanea di scopo che riunisce Silvi — comune capofila — con Alba Adriatica, Giulianova, Martinsicuro, Pineto, Roseto degli Abruzzi e Tortoreto. Sette realtà con caratteri propri, storia diversa, vocazioni distinte, eppure capaci di riconoscersi in un’identità comune e di presentarsi al mercato con una voce sola.

Il debutto ufficiale a scala nazionale è arrivato alla BIT di Milano, nel Padiglione Abruzzo. Una vetrina davanti a operatori, tour operator e media internazionali. Il messaggio era inequivocabile: questa non è la solita proposta balneare italiana. È qualcosa di più complesso, più ricco — e più autentico.

L’obiettivo è diventare hub green del centro d’Italia, dalla costa al Gigante, il Gran Sasso, un’economia fiorente per anni a venire, che attrae investitori, turisti e viaggiatori autentici” — così Andrea Scordella, sindaco di Silvi e presidente dell’ATS, sintetizza la visione che ha mosso il progetto fin dalla sua nascita.

Un ecosistema verde, accessibile, tutto l’anno

I trabucchi sono tipici della costa abruzzese. “Case dei pescatori” spesso si trasformano in affascinanti ristoranti sul mare.

Tutti e sette i comuni vantano la Bandiera Blu, riconoscimento internazionale per qualità delle acque e gestione ambientale delle spiagge. Tutti e sette sono certificati Plastic Free per l’impegno concreto nella riduzione dell’inquinamento da plastica lungo i 60 chilometri di litorale. E il marchio Bandiera Lilla, assegnato alle destinazioni che garantiscono accessibilità reale per persone con disabilità, certifica che la Riviera del Gigante è una destinazione che include.

Il filo che unisce fisicamente i sette comuni è la pista ciclabile litoranea, realizzata lungo l’intera lunghezza della riviera con il mare Adriatico come sfondo costante. Uno di quei percorsi che raccontano meglio di qualsiasi brochure la filosofia di questo territorio: lento, accessibile, naturale.

Nell’entroterra si apre un mondo ancora poco frequentato dai grandi flussi turistici. L’Area Marina Protetta del Cerrano custodisce fondali integri e una biodiversità rara per il Mediterraneo. La Riserva Naturale del Borsacchio offre dune, canneti e avifauna in un paesaggio fermo nel tempo. E poi i borghi collinari, i vigneti del Montepulciano d’Abruzzo, le sagre, l’olio e il tartufo: un entroterra gastronomico che da solo varrebbe il viaggio.

I numeri di una crescita reale

Una natura ancora intatta, la possibilità di godere del mare e dell’entroterra ne fanno una destinazione per tutti.

Il 2025 ha consegnato alla Riviera del Gigante cifre che confermano la traiettoria positiva: oltre 3,5 milioni di presenze registrate nei sette comuni. L’aeroporto d’Abruzzo di Pescara ha registrato un incremento del 31,5% rispetto al 2024, superando il milione e centomila passeggeri. Dato che riflette l’apertura di nuove rotte, in particolare verso il Nord Europa.

C’è poi una componente meno ovvia ma potentissima, il turismo delle radici. La diaspora abruzzese nel mondo è stimata in circa 1,2 milioni di persone. Discendenti degli emigranti che nel corso del Novecento hanno raggiunto le Americhe, l’Australia, il Canada, il Belgio. Per molti di loro, un viaggio in Abruzzo è un autentico ritorno, una ricerca di identità, di sapori e paesaggi che appartengono alla memoria familiare prima ancora che alla geografia.

La scommessa della destagionalizzazione

La vera ambizione del progetto è trasformare questa riviera in una destinazione che funzioni dodici mesi l’anno. Le premesse ci sono tutte. Il clima mite dell’Adriatico prolunga la stagione balneare ben oltre l’estate. L’autunno porta le sagre del tartufo e le vendemmie, l’inverno apre le piste del Gran Sasso raggiungibile in meno di un’ora dalla costa. La primavera regala una lentezza e un’energia che le destinazioni di massa non riescono più a offrire.

Scordella parla di apertura verso nuovi mercati nordeuropei e di un calendario di eventi culturali, sportivi ed enogastronomici integrato tra tutti e sette i comuni. Creando un sistema capace di trasformare la singola visita in un motivo per tornare. Tutt’altro che un prodotto da consumare, ma un territorio da conoscere nel tempo.

Il Gigante è sempre stato lì. Adesso ha una storia da raccontare, e il mondo ha cominciato ad ascoltarlo.

Informazioni e itinerari: rivieradelgigante.it

Testo e foto di Teresa Scacchi|2026 Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com