In un continente più grande dell’Europa, il Western Australia occupa un terzo dell’intero Paese. Tra deserti, oceani e foreste millenarie, un viaggio ai confini del continente, dove mito e paesaggio coincidono.
Testo e foto di Guido Lattuneddu

C’è chi ha definito l’Australia la “soffitta del mondo”, il luogo terribilmente lontano per antonomasia. In un continente più grande dell’Europa, gli australiani sono pochissimi in rapporto alla superficie. E al numero di canguri.
Mentre da altre parti ci si scervella a riflettere su quante persone vivano effettivamente in un chilometro quadrato l’australiano, invece, ragiona su quanti chilometri ha a sua disposizione. Perché l’Australia è davvero grande: 7.688.000 km², Tasmania compresa.
A questo punto, dopo aver familiarizzato con lontananza, numeri e dimensioni, è il momento di capire come mai un terzo dell’intero paese rientra fieramente nel grande Stato del Western Australia.
Perth: la città più isolata

Perth è il centro amministrativo di questa fetta di mondo, sospesa tra la vastità dell’Oceano Indiano e quella dell’arido entroterra. La città detiene il record di capitale più isolata del pianeta, trovandosi più vicina a Bali, Jakarta o Dili piuttosto che alle australiane Sydney, Brisbane o Canberra.
Originariamente, al Tempo del Sogno secondo la tradizione aborigena, l’intera area diventa dimora del popolo Whadjuk Nyoongar.
La storia di questa gente è legata intimamente al paesaggio che la circonda, raccontata non con libri ma con canti tramandati generazione dopo generazione. Bruce Chatwin le definì “le vie dei canti”, coordinate dense di significati che anche oggi confondono il paesaggio col mito.
Il Kings Park, 4.06 km² di vegetazione rigogliosa, è uno dei parchi cittadini più grandi del mondo. Anche il Central Park di New York al suo confronto è poco più di un’aiuola.
Inoltrandosi in questa giungla cittadina, lo sguardo corre verso l’isolotto di Matta Gerup, l’attuale Heirisson Island, dove verso sera è possibile avvistare le sei femmine di canguro grigio del Kangaroo Sanctuary che quindi continuano a vivere in centro città.
Rottnest Island: il paradiso dei quokka
A pochi chilometri dalla costa, l’isola di Rottnest (nido dei ratti) custodisce una delle creature più fotografate d’Australia: il quokka, il cosiddetto “animale più felice del mondo”, un marsupiale con un innato sorrisetto sul muso.
L’isola è un paradiso in miniatura che si esplora facilmente su una bici a noleggio, tra spiagge di sabbia bianchissima e onde che si frangono in esplosioni di spuma tra le quali spesso si avvista la pinna di qualche balena di passaggio.
South-West: foreste e vini

Chi viaggia nel Western Australia finisce per guardare a quei paesini affondati nel folto di foreste disseminate di vigneti dai nomi romantici come Juniper, Ashbrook o Vasse Felix.
Qui la costa da bella diventa incantevole, si riempie di lidi nascosti e acque di azzurri irreali. C’è persino chi afferma, sull’onda dell’entusiasmo, che il sud di questo Stato sia il Chianti con le spiagge della Sardegna.
Busselton vanta il molo in legno più lungo dell’emisfero australe: 2 chilometri di pali proiettati verso l’oceano. L’esperienza più suggestiva è fare snorkeling alla scoperta del museo subacqueo di statue.
Margaret River, pochi edifici dove otto persone su dieci vivono in van, è il centro spirituale di quasi 140 aziende vinicole. Grazie al clima mediterraneo, l’area produce alcuni fra i migliori vini australiani permettendo esperienze a metà strada fra un set hollywoodiano e l’ebbrezza di un simposio.
La foresta dei giganti
Tra Pemberton, Northcliff e Walpole crescono le più scenografiche foreste di eucalipto del continente.
In una sequenza di aree verdi che lega il Dave Evans Bicentennial Tree, il Giant Tingle Tree e la Valle dei Giganti si esplorano tutte le combinazioni possibili: arrampicandosi per venti metri su scale a pioli, entrando nel tronco cavo di eucalipti centenari, passeggiando fra le fronde su ponti sospesi a trenta metri dal suolo.
Le spiagge del sud

Secondo uno studio, per vedere una spiaggia australiana al giorno si impiegherebbero 27 anni. La topografia della costa ha una ricercatezza che sembra artificiale. Il colore blu raggiunge gradi di intensità difficili da spiegare.
A Surfers Point sciami di surfisti sfidano l’oceano fino alla foce del fiume Margaret. Ad Hamelin Bay potrete osservare gruppi di mante fluttuare fin quasi sul bagnasciuga. Ma è quando arrivate a Esperance che il paesaggio raggiunge il suo apice.
Le strade dopo Albany diventano linee rette attraverso l’Outback che si apre in scorci di terra arancione. Esperance appare come un miraggio. La sabbia sfuma dal classico bianco zucchero fino a diventare l’elemento caratterizzante di Lucky Bay e Wharton Beach, considerate le più belle d’Australia.
Qui ragazzi biondi e super abbronzati, con addomi a tartaruga e occhiali da sole parcheggiano i loro 4×4 direttamente in spiaggia, bevono birra, organizzano barbecue e per tutto il giorno, fino alle prime luci del tramonto, si dilettano con la tavola a disegnare geroglifici di schiuma fra le onde.
Il blu della costa e quello del cielo si aprono insieme mentre i canguri si spingono fino all’oceano.
Il Nord: i colori del deserto
L’arte di viaggiare in Australia consiste nel non lasciarsi scoraggiare dalle lunghe distanze. Se si potesse ridurre l’intero Western Australia a due macchie di colore quelle sarebbero: l’azzurro per il sud e il rosso per il nord.
L’imponente vegetazione scompare, sostituita dal profilo di colline di sabbia arancione ricoperte da spinifex e cespugli di banksia dai fiori gialli e rossi. Finirete lungo solitarie linee d’asfalto percorse da giganteschi train truck e 4X4 guidati da eccentrici tipacci che spariscono in un lampo dietro leggere cortine di polvere dorata.
Shark Bay e la penisola di Peron
Risalendo la penisola di Peron in direzione Shark Bay, a Shell Beach sarete in balia di 60 chilometri di spiaggia ricoperti da tonnellate di candidi gusci di tellina. Il terreno scricchiola sotto i piedi e l’andirivieni delle onde produce un tintinnio simile a quello di tante monete nella tasca di una giacca.
Alle prime luci del tramonto, in una solitaria radura nell’Outback, la sabbia arancione si mescola a quella bianca della riva diventando una tenue fascia di rosa. Un tramonto da quelle parti vale tutti i chilometri percorsi per arrivare fin qui.
Karijini: canyon e cascate

Abbandonata la costa per l’entroterra all’altezza di Karratha, scivolate dentro il Karijini National Park: roventi distese di erba, eucalipti e catene montane simili a ziggurat, le monumentali piramidi a gradoni tipiche dell’antica Mesopotamia.
Nelle profondità di canyon crescono strisce di rigogliosa vegetazione dove scorrono rivoli che si raccolgono in tranquilli specchi d’acqua.
A Hamersley Gorge, Fern Pool o Dales Gorge, fluttuando sul pelo dell’acqua, osservate le pieghe della pietra mentre i suoni delle cascate portano la mente lontano dal caldo e dalla fatica e dalla polvere dei giorni precedenti.
Broome: tra giungla e tropici
Lasciando Port Hedland e tirando dritto fino a Broome, il deserto rimane alle spalle. Si alza una vegetazione tropicale di palme, sicomoro e mangrovie che nasconde la città, immobile nella sua bolla di umidità. Le case in legno, i portici ombreggiati, i tetti in lamiera decorati trasmettono un senso di vicinanza al sudest asiatico.
La costa diventa un impasto di acque turchese, sabbia rossa e mangrovie. I cartelli mettono in guardia da coccodrilli e meduse.
Scoprirete anche che a quelle latitudini, il desiderio di mosche e zanzare di entrare in ogni cavità rasenta l’ossessione. Forse non è un caso se gli australiani parlano per contrazioni: ai tropici, aprire la bocca il meno possibile è vitale.
La soffitta piena di meraviglie

All’inizio si era detto che molti considerano l’Australia la “soffitta del mondo”. Alla fine di questo viaggio possiamo dire che c’è del vero, ma nel senso che è piena di cose e situazioni incredibili che molti paesi hanno dimenticato, come abbandonate in una soffitta.
Laggiù i bambini saettano in bici con la canna da pesca, un impiegato può occhieggiare dalla finestra un ritaglio di giungla, un perfetto sconosciuto vi saluta per strada senza motivo, ogni passeggero scendendo dal bus ringrazia l’autista.
Una delle peculiarità più singolari dell’Australia è quella di lasciare alcune bellezze naturali in luoghi talmente remoti da dare l’impressione di aver bisogno di una navicella spaziale per raggiungerli.
È anche questo il bello: non sapere mai quello che potrebbe succedere, nella vita all’aria aperta come in città.
Testo e foto di Guido Lattuneddu |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com
Infoutili
Informazioni: per organizzare un viaggio in Western Australia tutte le informazioni si trovano sul sito Tourism Western Australia
Come arrivare: ci sono diverse compagnie aeree che effettuano la tratta Milano–Perth: le più consigliate sono la Thai con scalo a Bangkok o Qantas che prevede anche volo diretto (ma da Roma).
Quando andare – Clima: Il Western Australia è immenso e il clima varia a seconda di dove vi trovate: Perth e il sud (Down South) è consigliabile visitarlo fra metà ottobre e marzo, il nord dai primi di aprile fino a settembre.
Dove dormire: Dipende dal genere di esperienza che avete in programma. Se avete un’idea di viaggio che preveda anche qualche comodità non sarà difficile trovare alberghi o campeggi ben attrezzati. Se, invece, sceglierete una formula più on the road, nel vero senso dell’espressione, allora potrete contare su rest area (più frequenti al sud, un po’ meno al nord) il più delle volte gratuite e dotate di servizi igienici, oppure su campeggi più modesti nei quali in genere si spende 30$ a veicolo.
Dove mangiare: l’Australia è un Paese di surfisti, di gente che vive secondo regole semplici quanto la cucina locale. Per questo, volendo dividere la giornata in momenti diversi, si potrebbe iniziare ordinando un Flat White (una versione australiana del Cappuccino di cui laggiù vanno orgogliosi) a uno dei tanti caffè, a pranzo ci si potrebbe concedere una meat pie (esistono di pollo e manzo, ma anche vegetariane) e la sera, per concludere la giornata, si vive la magia di un barbecue in riva all’oceano. Certi tratti di costa, come per esempio Scarborough o Coogee Beach, sono dotati di barbecue pubblici e gratuiti dove poter stare in compagnia di conoscenti e amici.
Fuso orario: a seconda del periodo è + 7 ore avanti (in inverno) e + 6 ore in avanti (in estate)
Documenti: Passaporto e visto turistico (eVisitor subclass 651) gratuito e valido 12 mesi per soggiorni fino a 3 mesi consecutivi.
Vaccini: quelli di routine
Lingua: inglese
Religione: cristiana
Valuta: dollaro australiano (AUD)
Abbigliamento: casual, tecnico per escursioni
Suggerimenti: Non fare mai free camping. Ranger e polizia sono molto tolleranti, ma si possono rischiare multe da oltre 300$. Per il telefono le due compagnie principali sono Telstra e Optus – Telsra prende di più nelle aree remote.
Eventi: Il 26 gennaio l’Australia Day con festa e fuochi d’artificio.
Link utili: il sito Fuel Radar permette di trovare la pompa di benzina meglio ubicata e al miglior prezzo.
Testo e foto di Guido Lattuneddu|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com









































