Dai labirinti acquatici delle backwaters del Kerala alle imponenti architetture sacre del Tamil Nadu, un viaggio nell’India del Sud rivela un Paese inatteso. Qui tutto è natura e sacralità. Questa India avvolge il viaggiatore con delicatezza e profondità, conducendolo verso il tempo sospeso dei villaggi sull’acqua

Testo di Nadia Ballini Foto di Luca Bracali|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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Nota per la produzione del tè, Munnar, a poco più di 130 chilometri da Kochi, si raggiunge attraverso una strada inerpicata lungo i fianchi dei Ghati Occidentali, un ambiente tanto affascinante da essere tutelato dall’Unesco.

Qui l’aria è frizzante e il panorama è un susseguirsi di piantagioni ondulate dalle geometrie perfette. Al mattino sono avvolte da una nebbia leggera che, diradandosi lentamente, svela uno scenario fiabesco e alcune delle vette più alte dell’India del sud.

Munnar: il paradiso verde dal passato coloniale 

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In questo paradiso tropicale si respira un’atmosfera tipicamente inglese. Furono i britannici, nella seconda metà dell’Ottocento, a intuire il potenziale di queste terre scoscese: le strapparono così alle comunità indigene Adivasi per fare spazio a vaste coltivazioni di tè e reclutarono, dal vicino Tamil Nadu, manodopera bisognosa di un’alternativa di sussistenza.

Un’impresa di ampio respiro che ha trasformato Munnar in una delle capitali mondiali del pregiato infuso con ben duecentocinquanta piantagioni che si estendono tra i 1.400 e i 2.400 metri di quota. Qui si produce tè nero, bianco e verde, dal carattere fresco e aromatico grazie all’altitudine.

Le foglie sono raccolte con gesti agili da lavoratrici in sari variopinti, che si muovono con precisione tra i filari sui versanti delle colline. È un lavoro duro, che le impegna dall’alba sino al tramonto quando, sotto il peso di oltre 10 chili di raccolto, ritornano ai layam, le minuscole e sovraffollate case a schiera color pastello. 

Backwaters: dove la vita scorre sull’acqua

Munroe Island, Kerala, navigando sulle backwaters di Munroe ©Shutterstock

Se Munnar è il polmone verde del Kerala, le Backwaters di Alappuzha appaiono come un labirinto acquatico esteso per oltre 900 chilometri tra lagune e canali. È uno degli luoghi più affascinanti dell’India con un ecosistema unico in cui le correnti dolci dei fiumi si fondono con le maree salmastre.

Ad Alappuzha, detta anche Alleppey, antico porto mercantile per le spezie, la vita sociale, religiosa e commerciale scorre interamente sull’acqua, all’ombra di lussureggianti palmeti.

È un mondo sospeso nel quale l’uso delle canoe è una necessità primaria per svolgere le attività quotidiane: andare a scuola o recarsi al mercato o al tempio. Anche postini, medici e commercianti si muovono su piccole imbarcazioni a remi per raggiungere le comunità isolate e le abitazioni che non hanno un accesso stradale.

Qui il paesaggio è fortemente caratterizzato dalla presenza delle Kettuvallam, un tempo chiatte per il trasporto di cereali e spezie, oggi convertite in confortevoli dimore galleggianti, in legno, paglia e fibra di cocco, che permettono ai viaggiatori di immergersi nella quotidianità di queste piccole comunità.

Tuttavia, se da un lato il turismo ha dato nuova vita a queste imbarcazioni dalle tradizioni costruttive antichissime, dall’altro la loro presenza contribuisce a mettere a rischio il fragile equilibrio di queste acque già insidiate dalla crescita esponenziale dei giacinti che riducono i livelli di ossigeno alterando l’ambiente e soffocando pesci e altri organismi.

Kochi, crocevia del mondo

A meno di 60 km da Alappuzha, Kochi mostra la sua identità di crocevia del mondo. In questa località, estesa tra isole e penisole, ogni dominazione ha lasciato un’impronta distintiva.

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Fort Kochi trasmette un’atmosfera romantica e decadente tra le facciate color ocra dei palazzi olandesi e la chiesa di San Francesco, che ospitò le spoglie di Vasco da Gama. 

Il quartiere di Mattancherry mostra la vocazione multietnica della città: nella “Jew Town” la sinagoga di Paradesi sorge a pochi metri da moschee, templi induisti e chiese cristiane, evidenziando una tolleranza storica e un tessuto sociale pluriculturale che hanno contribuito a sviluppare l’identità locale

Icona della costa sono, sul lungomare a nord ovest di Fort Kochi, le Cheenavala, reti da pesca a sbalzo su leggere strutture in legno e bambù, ereditate dai mercanti della corte di Kublai Khan nel XIV secolo, particolarmente suggestive al tramonto. 

Kochi custodisce molte delle arti tradizionali del Kerala, tra le quali il Kathakali, un’antica forma di teatro-danza dalla disciplina ferrea, a partire dalla formazione più che decennale e durissima alla quale si sottopongono gli attori per controllare il movimento di ogni muscolo facciale e apprendere il linguaggio dei mudra, i gesti delle mani.

Il significato della danza è racchiuso nei colori del trucco che simboleggiano l’eterna lotta tra il bene e il male portando in scena i grandi miti del Mahabharata.

In viaggio tra i mestieri

È lungo i bordi delle strade, tra le mura domestiche, nei mercati brulicanti di persone o sulle spiagge che l’India del sud rivela il suo volto più autentico.

Anche il viaggio tra una località e l’altra si trasforma in un racconto di vita, dove mestieri millenari resistono all’avanzata della tecnologia.

Come accade nelle fornaci di mattoni, riconoscibili da lontano per le sottili colonne di fumo, dove il lavoro è un affare di famiglia: uomini e donne impastano l’argilla, riempiono gli stampi, allineano file perfette di laterizi ad asciugare per poi spingere carichi pesantissimi su carretti sotto un sole impietoso.

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Nella penombra delle case dei villaggi, il ritmo produttivo è scandito dal rumore dei telai artigianali dove mani esperte intrecciano cotone e seta per creare i drappi per confezionare i sari. Ed è nei mercati locali che le tonalità di questi abiti tradizionali si fondono con quelle della merce esposta: è l’India e la sua straordinaria capacità di armonizzare ogni sfumatura.

Questi luoghi non sono solo centri di scambio: i fiori esposti sulle bancarelle, non servono solo come ornamento, ma forniscono la materia prima per i riti quotidiani che animano i templi.

Sulla spiaggia di Mararikulam, al mattino, si riparano le reti e le barche colorate sono spinte faticosamente sulla sabbia, sfidando le onde dell’oceano.

La spiaggia si anima con un incessante via vai di uomini che trasportano il pescato verso le bilance. La battigia diventa così teatro di vivaci contattazioni, mentre la giornata prende forma tra voci e l’odore pungente del pescato. 

Madurai, anima del Tamil Nadu

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Madurai, non lontana da Munnar, è il cuore pulsante e spirituale dell’India del Sud. Tra le città più vetuste del mondo, è stata progettata a forma di loto seguendo i dettami di antichi trattati di architettura.

La scoperta della città deve iniziare già all’alba, nel vibrante mercato delle banane dove, tra sedici varietà diverse e caschi dai colori giallo, verde e rosso, le trattative animate si mescolano al profumo della frutta, base della gastronomia locale. 

Ancora prima che si faccia giorno, sulle soglie delle case, le donne tracciano i kolam, disegni geometrici sacri che propiziano la fortuna, con polvere di riso, farina o gesso. 

Mentre la città si risveglia, la vita si anima intorno al Tempio di Meenakshi Amman. Qui, dominano dodici gopuram decorati con più di mille statue di divinità, demoni, guerrieri e animali mitologici che rappresentano il Samsara, il ciclo della vita e della rinascita.

Il tempio non è solo un santuario, ma un perno economico e sociale in cui la fede si intreccia al commercio legato alle offerte per le puja.

Il momento più intimo è la cerimonia serale quando la statua di Shiva è portata in processione per ricongiungersi alla sposa Meenakshi.

Ma è a gennaio, durante il Teppam Festival, che la sacralità varca le mura del tempio: le divinità sfilano in processione lungo le Masi Streets, precedute dall’elefante Parvathi che purifica il cammino. Questo percorso rituale consacra i confini della città mentre la spiritualità sembra pervadere ogni vicolo.

È proprio questo intreccio tra sacro e vita vissuta a definire l’essenza dell’India del Sud che tra riti, tradizioni e gesti quotidiani, preserva intatta la propria integrità culturale.

InfoUtili:

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Un viaggio nell’India del sud offre un’immersione in un ambiente tropicale e dai ritmi lenti, celebre per le sue backwaters, le piantagioni di spezie e tè, e una tradizione millenaria nel campo della medicina ayurvedica. Per informazioni sui viaggi in India visitare il sito Incredible India.

Infoutili

Come arrivare: Per il Kerala l’ingresso principale è l’Aeroporto Internazionale di Kochi (COK) collegato con varie compagnie aeree quali Emirates, Qatar Airways, Kuwait Airways e Air India con scalo nei rispettivi hub.

Quando andare – Clima: Il periodo migliore per effettuare un viaggio va da ottobre a marzo, quando il clima è secco e le temperature sono gradevoli. Il Kerala è fortemente influenzato dai monsoni (giugno-settembre).

Dove dormire: Il Kerala offre una vasta gamma di sistemazioni per tutte le esigenze: hotel di lusso, boutique hotel, resort, lodge, ostelli e guesthouse.

The Old Court House (Kochi) – Affascinante hotel storico ristrutturato con comfort moderni, situato nel cuore di Fort Kochi.

The panoramic getaway (Munnar) – A circa 1200 metri sul livello del mare, l’hotel offre comfort e raffinatezza in una località considerata tra le più spettacolari dell’India.

Xandari Cardamom County (Thekkedy) – Un complesso di cottage adagiato sul pendio di una collina vicino alla Riserva delle tigri di Periyar.

Ether Marari Beachfront (Marari) – Situato direttamente sulla spiaggia è un mix di comfort, tradizione e modernità.

Lakes & Lagoons Houseboat (Alappuzha) – Storiche Kettuvallam dotate di comfort moderni, tra i quali camere da letto completamente arredate, servizi igienici, terrazze solarium e cucina a base di piatti locali.

Regency Madurai – Fra i migliori hotel situati vicino al Meenakshi Amman Temple.

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Dove mangiare: A differenza del nord, la cucina del Kerala è dominata dall’uso del cocco, del riso e delle spezie più profumate (pepe nero e cardamomo). La dieta è prevalentemente vegetariana, ma lungo la costa ci sono piatti a base di pesce freschissimo.

Fuso orario: Quattro ore e trenta minuti in avanti rispetto all’Italia durante l’ora solare; e tre ore e trenta minuti in avanti durante l’ora legale.

Documenti: Per fare ingresso in India, è necessario un passaporto con validità residua di almeno 6 mesi. Inoltre, è obbligatorio ottenere un visto che può essere anche richiesto online tramite il sistema di e-Visa.

Vaccini: Non sono richiesti vaccini obbligatori, ma sono raccomandati quelli contro la Febbre tifoide, l’Epatite A e B e la febbre gialla, obbligatorio solo se si proviene da Paesi a rischio.

Lingua: La lingua locale è il Malayalam, ma l’inglese è parlato quasi ovunque grazie all’altissimo tasso di alfabetizzazione.

Religione: Il Kerala è un eccezionale esempio di convivenza pacifica, dove l’induismo (la religione più praticata) coesiste con comunità cristiane e islamiche in un profondo rispetto reciproco tra le diverse fedi. Nel Tamil Nadu prevale l’induismo.

Valuta: La valuta ufficiale è la Rupia Indiana (INR). Le carte di credito possono essere utilizzate nelle città e nei resort. Il contante è indispensabile nei villaggi e nelle backwaters.

Elettricità: Prese di tipo C, D e M con tensione di 230V. È utile portare adattatore universale.

Abbigliamento: Abiti leggeri in cotone per la costa. Un maglione leggero è necessario per le sere nelle piantagioni di tè in quota. Nei templi è richiesto indossare un abbigliamento decoroso.

Shopping: Il Kerala è il regno delle spezie, dell’artigianato in legno e dei tessuti in cotone e seta.

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Suggerimenti: Evitare di bere acqua del rubinetto e usare mezzi di trasporto sicuri e affidabili.

Eventi: In Kerala gli eventi salvaguardano e promuovono l’arte e la cultura. Tra le feste principali è Onam (agosto/settembre) che celebra il ritorno del Re Mahabali e la prosperità del raccolto con sontuosi banchetti. Il Vishu è il capodanno astrologico all’insegna della prosperità. Il Thrissur Pooram è un festival religioso con maestose parate di elefanti. 

Link utili: incredibleindia.gov.in

www.lucabracali.it

Testo di Nadia Ballini Foto di Luca Bracali|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com