La nostra inviata a Venezia la fotografa e giornalista Giovanna Dal Magro incontra l’artista Marina Abramovich alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Il mio primo incontro con Marina Abramovich è stato nel 1974 alla Galleria Il Diagramma di Milano. Il gallerista Luciano Inga-Pin mi rinchiuse in una stanza dove in un angolo c’era una giovane donna nuda e tremante davanti a un implacabile ventilatore. Dopo 45 minuti si accasciava stremata a terra. Questa è stata la prima performance milanese di Marina, dal titolo RHYTM 4.

Il pubblico la vide in un’altra stanza attraverso uno schermo TV.

Tre anni dopo la raggiunsi a Bologna dove con Ulay, il suo compagno, misero in scena IMPONDERABILIA‘ , forse la più famosa e la più pubblicata nella storia delle performances, alla Galleria Comunale d’Arte Moderna. Marina e Ulay , impassibili costringevano gli spettatori a interagire con i loro corpi nudi scegliendo da quale dei due girarsi.

Io fotografai tutto il giorno diventando, forse, impassibile e permettendo a quei momenti irripetibili di restare nella storia dell’arte per sempre. La coppia in quegli anni, innamoratissima, aveva acquistato in Olanda dove viveva,un furgone Citroen, ex cellulare della Polizia, e viaggiava libera in compagnia della cagnolina Alba.

Nel 2017 la Famiglia Ceretto invitò Marina ad Alba e lei presentò un’opera video-installativa nel Coro della Maddalena dal titolo HOLDING THE MILK.

Era autunno e le colline con i vigneti erano davvero splendide e trasmettevano un’ autentica serenità. A Firenze nel 2024 ci fu la grande mostra THE CLEANER, a Palazzo Strozzi, che ripercorreva la sua carriera attraverso cento opere, performance dal vivo e installazioni. Il titolo indica una ripulitura profonda del suo lavoro, della sua memoria e del suo archivio. In quell’occasione Ulay andò a Firenze, ma non sono sicura che quella sua visita non abbia causato sofferenza.

Marina , all’apertura della mostra, ringraziò le autorità e anche me presentandomi come la sua prima e importante fotografa e questo mi emozionò davvero molto. A Bergamo, nella galleria Gres Art 671, una fantastica ristrutturazione di spazi industriali , sempre nel 2024, si inaugurò un nuovo spazio per l’arte e la cultura con 30 opere di Marina. Dal titolo BETWEEN BREAYH AND FIRE .

In una sala con il mitico Willem Dafoe c’era l’installazione cinematografica SEVEN DEATH dove l’artista interpreta la tragica morte di sette eroine della storia nell’opera lirica con il canto di Maria Callas. Un lavoro meraviglioso e così coinvolgente che dovetti vederlo a più riprese perché l’emozione era troppo forte. E ora a Venezia le Gallerie dell’Accademia consacrano Marina Abramovich, accolta in Laguna come una Dogaressa, prima e unica donna nei secoli a questo grande onore.

Da vedere, fino al 19 ottobre 2026, TRANSFORMING ENERGY nell’ambito della 61esima Biennale, curata da Shai Baitel di Shanghai. Nella mostra i visitatori vengono accompagnati e invitati a sperimentare una serie di Transtory Objects interattivi: letti in pietra e cristalli che pendono e sfiorano il viso. In piedi sotto piramidi di quarzi.

Appoggiando la fronte e il busto contro ametiste o quarzi contro il muro e attraversando le sale con cristalli, quarzi e ametiste per sperimentare la loro potenza con la propria anima. Abramovich ha riproposto anche La Pietà, sua opera del 1983, in cui rivedeva con Ulay, al posto di Cristo , il famoso dipinto di Tiziano: un commovente abbinamento con la storia dell’arte del 1575.

E’ stato emozionante partecipare al grande trionfo mondiale di una donna che ha portato il suo corpo e la sua mente a limiti estremi, oltre il dolore, oltre la paura. Ma capace di versare le lacrime in un momento di commozione.
Informazioni utili
GALLERIE DELL’ACCADEMIA di VENEZIA
MARINA ABRAMOVICH TRANSFORMING ENERGY

Testo e foto di Giovanna Dal Magro|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

































![Valle della Loira: due grandi mostre per il Festival “AR(t]CHIPEL” Castello-Chaumont-fiume-loira](https://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Castello-Chaumont-fiume-loira-218x150.jpg)












