Dai ricoveri segreti di La Spezia ai vigneti sospesi delle Cinque Terre, fino ai borghi autentici della Lunigiana: un itinerario emozionale tra storia, paesaggi e grandi vini, dove ogni tappa racconta un’Italia ancora sorprendente.
E’ un tratto d’Italia dove il viaggio non è solo uno spostamento, ma un intreccio continuo di storie, paesaggi e sapori. È l’area vasta ligure-apuana, un mosaico che unisce costa e entroterra, mare e colline, borghi sospesi e città vive. Qui, tra La Spezia e la Lunigiana, si costruisce un itinerario che parla di emozioni autentiche, di esperienze da vivere con lentezza.
La Spezia, memoria e mare

Il viaggio comincia da La Spezia, città di mare e di memoria. Sotto le sue strade, quasi nascosti agli occhi dei più, si trovano i“ricoveri” antiaerei della Seconda guerra mondiale, il più grande , il “Quintino Sella” è stato appena restaurato e riaperto al pubblico: gallerie scavate sottoterra, che restituiscono con forza il senso di un passato non così lontano. Camminarci dentro è come entrare in un racconto sospeso, dove il silenzio pesa più delle parole.
Poco distante, l’Arsenale militare custodisce un patrimonio inaspettato, fra cui le polene, antiche figure lignee che un tempo decoravano le prue delle navi. Volti scolpiti, simboli e figure mitologiche che raccontano il rapporto profondo tra la città e il mare.
E poi ci sono i musei. Tra tutti, il Museo Civico Amedeo Lia celebra i suoi trent’anni: una raccolta raffinata che attraversa secoli di arte, dai primitivi italiani alle miniature, fino alle nature morte fiamminghe. Un luogo raccolto, quasi intimo, che sorprende per qualità e varietà.
Riccò del Golfo, il fascino dei dettagli
Lasciata la costa, si sale verso Riccò del Golfo. Qui il viaggio cambia ritmo. I borghi si svelano nei dettagli: portali in pietra scolpiti, architravi incisi, simboli che raccontano mestieri, devozioni, storie familiari. È un luogo che invita a rallentare, a osservare. Ogni casa sembra avere qualcosa da dire.
Le Cinque Terre, cinque anime diverse

Arrivare nelle Cinque Terre è come entrare in una cartolina, ma viverle davvero è tutta un’altra cosa. I cinque borghi – Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore – hanno caratteri distinti, e scoprirli uno a uno è parte del viaggio.
A Monterosso il mare si apre generoso, con la spiaggia più ampia e una vocazione più balneare. Vernazza è pura scenografia, con il porto che sembra dipinto. Corniglia resta sospesa, più appartata, quasi contemplativa. Manarola è luce e poesia, soprattutto al calare del sole. Riomaggiore, infine, è verticale, intensa, autentica.

Ma il vero capolavoro qui è umano: i vigneti terrazzati. Chilometri di muretti a secco costruiti pietra su pietra, dove la vite cresce in condizioni estreme, sospesa tra cielo e mare. È una viticoltura eroica, fatta ancora oggi in gran parte a mano, con piccoli trenini che trasportano le cassette lungo i pendii.
Il racconto del vino

Il vino delle Cinque Terre non è solo un prodotto, è un paesaggio liquido. Il bianco DOC nasce da vitigni autoctoni come Bosco, Albarola e Vermentino, e racchiude tutta la sapidità del mare: fresco, minerale, con una nota salmastra che lo rende immediatamente riconoscibile.
Poi c’è lui, lo Sciacchetrà. Un passito prezioso, ottenuto da uve lasciate appassire lentamente, che restituisce un nettare dorato, intenso, con profumi di miele, albicocca, erbe mediterranee. Un vino da meditazione, che racconta la pazienza e la fatica dei vignaioli.
E se si sale appena verso l’interno, il panorama enologico cambia ancora: etichette più strutturate, vini che parlano di boschi e colline, di una Liguria meno conosciuta ma altrettanto autentica.
Levanto e Lerici, il respiro del Golfo dei Poeti

A pochi chilometri, Levanto offre un’altra dimensione del mare: più ampia, più rilassata, con un’anima autentica che conquista subito. È il luogo dove fermarsi, rallentare, osservare il ritmo quotidiano.
Dall’altra parte del golfo, Lerici si specchia in acque tranquille, dominata dal suo castello. Siamo nel cuore del Golfo dei Poeti, così chiamato per aver incantato artisti e scrittori come Lord Byron e Percy Bysshe Shelley.
Portovenere, tra mito e poesia
A chiudere il golfo è Portovenere, uno dei luoghi più suggestivi della costa. La chiesa di San Pietro si slancia sul mare come una prua, mentre il borgo si stringe in un gioco di altezze e colori.
Qui la Grotta di Byron merita uno sguardo più lento. Non è solo una cavità nella roccia battuta dalle onde: è un luogo carico di suggestione. Si dice che Lord Byron amasse sostare qui, lasciandosi ispirare dal fragore del mare. Ancora oggi, sedersi sugli scogli e ascoltare il vento che entra nella grotta significa entrare in una dimensione quasi sospesa, dove il tempo sembra rallentare. L’acqua cambia colore con la luce, dal blu profondo al verde smeraldo, e ogni onda racconta una storia.
Lunigiana, tra colline e identità
Il viaggio si sposta poi verso la Lunigiana. A Bolano il paesaggio cambia ancora: colline morbide, boschi, piccoli nuclei abitati che raccontano una Liguria interna, lontana dalle rotte più battute. Non è solo un luogo di passaggio, ma una porta d’ingresso verso un mondo più raccolto.
Bolano è fatto di angoli ognuno con la propria identità, di sentieri che attraversano uliveti e campi, di silenzi interrotti solo dai suoni della natura. Qui il viaggio diventa esperienza quotidiana: una passeggiata nel borgo, una chiacchiera con chi vive ancora il territorio con ritmi antichi, una sosta che sa di autenticità.

E poi Fivizzano, elegante e colta, conosciuta come la “città della stampa”. Nel Cinquecento qui si sviluppò la prima tipografi della Toscana, e ancora oggi si respira un’aria intellettuale, tra piazze armoniose e palazzi storici.
Il gusto del territorio
Questo itinerario si assapora anche a tavola. La cucina ligure incontra quella toscana in un dialogo continuo: pesto profumato, acciughe, focacce, ma anche testaroli e panigacci cotti nei testi, salumi e formaggi della Lunigiana.
E il vino torna protagonista anche qui. Accanto ai bianchi marini delle Cinque Terre, compaiono rossi più strutturati, vini contadini, sinceri, che raccontano un entroterra ancora poco esplorato. Ogni bicchiere è una storia diversa, ma sempre profondamente legata alla terra.
Viaggiare nell’area vasta ligure-apuana significa attraversare paesaggi diversi in pochi chilometri, ma soprattutto vivere un’esperienza completa: storia, natura, cultura e gastronomia si intrecciano senza soluzione di continuità. È un viaggio che resta addosso, fatto di dettagli, incontri e scorci che si trasformano in ricordi
Testo di Graziella Leporati|Riproduzione riservata 2026© Latitudeslife.com













































