C’è un momento preciso in cui il mondo si è accorto di un piccolo arcipelago adagiato nel mezzo dell’Atlantico. È l’effetto “Mundial”, una cavalcata straordinaria che ha visto Capo Verde qualificarsi a una Coppa del Mondo, superare la fase a gironi da imbattuto, strappando tre storici pareggi contro due colossi del calibro di Spagna e Uruguay, più la ricca Arabia Saudita.

Il sogno si è infranto agli ottavi di finale a Miami, contro l’Argentina, che è riuscita a spuntarla a fatica per 3-2 solo ai tempi supplementari. Sconfitta sul tabellone, sì, ma vittoria morale assoluta che ha fatto piangere di gioia e sognare un intero popolo.
Un portiere Mundial
A difendere i pali di questo miracolo c’era Josimar José Évora Dias, per tutti Vozinha. Nato a Mindelo, quarant’anni e un cammino arrivato al Mondiale senza nemmeno un contratto professionistico attivo, con un ingaggio di appena 50 mila euro all’anno. Eppure, Vozinha ha parato come il più celebrato dei fuoriclasse. La sua determinazione ha commosso il pianeta, trasformandolo in un fenomeno globale. Nel giro di poche settimane il suo profilo è schizzato da 200 mila a oltre 14 milioni di follower.
Capo Verde dov’è?

Grazie al calcio, finalmente, il mondo ha imparato a collocare sulle mappe Capo Verde, scoprendo che l’arcipelago conta ben dieci isole. Un piccolo Paese di appena 500.000 abitanti che, però, vanta una diaspora grandiosa: il triplo dei residenti vive all’estero. Una migrazione iniziata secoli fa e mai interrotta, che oggi però sta cambiando segno. Molti capoverdiani della diaspora stanno tornando per investire, innovare e migliorare la propria terra.
Anima Bubista
Il legame tra il miracolo calcistico e il territorio è viscerale e ci porta direttamente a Boa Vista. L’artefice tecnico di questa impresa, il commissario tecnico della nazionale, è Pedro Leitão Brito, soprannominato “Bubista” proprio per le sue radici profonde nell’isola. Nato nel 1970 a Povoção Velha, il primo, storico insediamento abitativo di Boa Vista dove tuttora vive la sua famiglia, Bubista ha difeso la maglia della nazionale per 28 volte da giocatore prima di diventarne la guida in panchina. Nominato direttore del calcio africano dell’anno, nella vita di tutti i giorni fa il controllore all’aeroporto.
Ma il legame tra Boa Vista e la spedizione mondiale non si ferma alla panchina. In squadra, acclamato al suo rientro sull’isola con un calore travolgente, c’era anche il difensore Kelvin Pires. Nonostante non sia sceso in campo durante il torneo, il suo ritorno a casa è stato quello di un eroe. Kelvin, che oggi gioca in Finlandia in Serie A, è figlio d’arte in un modo tutto capoverdiano.

Suo padre è Eliseu Pires, storica e nota guida dell’isola, nonché uno dei primi conducenti di aluguer a far scoprire le piste e i segreti di questo paradiso ai viaggiatori. Una staffetta generazionale che unisce chi ha aperto le strade di Boa Vista al turismo a chi, oggi, porta il nome dell’isola nel calcio europeo. Persone normali che fanno cose straordinarie, dimostrando che un altro mondo è possibile e svelando il carattere indomito e fiero di questo popolo.
il 2026 difficilmente si scorderà a Boa Vista. I giorni del Mundial sono stati momenti indimenticabili e sono coincisi anche con la Festa di St. Isabel, la Patrona dell’isola, il 4 luglio e la celebrazione il 5 di luglio dell’Indipendenza capoverdiana. Il primo di luglio è stata anche inaugurata la nuova piazza, Largo Santa Isabel con un concerto a cui ha partecipato, fra gli altri artisti, Mayra Andrade, tutto organizzato dalla Câmara Municipal da Boa Vista.
Boa Vista ridisegna il suo futuro

Boa Vista è una delle due isole più turistiche dell’arcipelago, celebre per le spiagge infinite, le balene che danzano al largo e le tartarughe marine che a decine di migliaia scelgono le sue sabbie per nidificare. Ma oltre le dune e la sabbia dorata c’è molto di più. C’è un’isola che sta cercando di ridisegnare il proprio futuro all’insegna della sostenibilità.
Se i calciatori lottano sul campo, la comunità isolana cerca nuove strade per preservare il proprio paradiso. La gestione dei rifiuti e l’impatto della plastica rimangono sfide aperte. Ma l’isola sta rispondendo con l’avvio della raccolta differenziata e con una serie di progetti virtuosi, diffusi sul territorio per sensibilizzare residenti e turisti.
Una biodiversità eccezionale da proteggere

Un pilastro importante nella salvaguardia del patrimonio naturale è Bios Cabo Verde, associazione di tutela ambientale. Una ONG che lavora instancabilmente sul campo per la conservazione, il monitoraggio e la ricerca biologica sulle tartarughe Caretta caretta, le balene e gli uccelli. Anche altre ONG svolgono un prezioso ruolo sul territorio. Turtle Foundation, oltre al lavoro sulle tartarughe marine, si impegna in progetti di sensibilizzazione come Lixo Limpo.
Una virtuosa iniziativa focalizzata sul riciclo della plastica quotidiana, dove tappi, flaconi di shampoo e contenitori vengono sottratti alle discariche o all’abbandono e trasformati. Educando la comunità a vedere il rifiuto come risorsa. Il loro impegno si fonde spesso con l’arte del riciclo creativo. Come dimostra la maestosa scultura a forma di balena installata su una spiaggia, realizzata interamente con materiali plastici recuperati durante i beach clean-up e in collaborazione con Eurico Andrade.
Arte Up cycling

Eurico è un estroso artigiano-artista che con il suo brand Art do Mar trasforma conchiglie, legni e frammenti restituiti dall’oceano in gioielli e vere e proprie opere d’arte. L’economia circolare si esprime anche nei laboratori locali. E’ il caso di Multibom Sabão Ecológico, che recupera gli oli esausti per trasformarli in saponi naturali, contribuendo a ridurre l’inquinamento delle falde. Stessa filosofia per le serre idroponiche a Rabil, Uuhaa Good Greens. In un territorio dove l’acqua dolce è un bene preziosissimo, queste coltivazioni rappresentano una rivoluzione, riducendo il consumo idrico fino al 90% e garantendo ottimi ortaggi freschi a km zero.

Oceano e natura
La centralità della tutela marina a Boa Vista troverà un momento di massima espressione internazionale a brevissimo. Dal 16 al 24 luglio l’isola ospiterà infatti una settimana densa di incontri, conferenze e laboratori di sensibilizzazione. Iniziative nell’ambito del Década do Oceano (Decennio dell’Oceano – Decade of Ocean Science for Sustainable Development).
Una mobilitazione globale vitale per la salvaguardia del mare e del pianeta che vedrà l’isola trasformarsi in un vero laboratorio di idee e di alleanze ecologiche. Il 23 e 24 luglio si terrà la V conferenza della Década do Oceano. Sotto il patrocinio della Presidenza della Repubblica di Capo Verde e centrata sul tema “Blu economy: vie sostenibili”.

La valorizzazione etica della terra trova la sua espressione anche nel progetto Aloe Boa, una realtà di cosmesi naturale e biologica che incarna la filosofia della purezza. Aloe Vera Barbadensis Miller (la “babosa” della tradizione curativa capoverdiana), rispetto dei cicli naturali e trasformazione in prodotti di altissima qualità. E l’intento nel prossimo futuro di creare creare occupazione rispettando la biodiversità.
In fondo al mar

Per comprendere meglio la cultura, le tradizioni, la storia dell’isola e di Capo Verde, una tappa imprescindibile è il Museo dos Náufragos. L’artefice di questa meraviglia è Maurizio Rossi, ideatore e creatore di uno spazio espositivo capace di introdurre il visitatore, letteralmente, nel fondo del mare come metafora dei lati oscuri della vita umana. Per poi risalire lungo vicende che segnano lo scorrere dei secoli in questa parte di mondo e non solo. Varcare la sua soglia significa entrare in una dimensione onirica e storica, dove i relitti e i reperti dei naufragi diventano un viaggio illuminante nel tempo. Svelando il legame profondo tra le isole e l’oceano e la dolorosa storia degli schiavi.
Barceló Marine Boavista, 5 stelle storico e sostenibile

L’evoluzione turistica di Boa Vista racconta anche questo cammino di crescita consapevole. Un percorso iniziato più di 30 anni fa con l’apertura delle prime storiche strutture. Un esempio di rilievo è rappresentato dal Barceló Marine Boavista, resort a 5 stelle (che accoglie ospiti dai 16 anni in su) che dispone di 160 camere disseminate in ville e piccoli edifici ben inseriti nel paesaggio fra costa e montagna, di fianco alla bellissima Praia da Cruz.
Progettato per minimizzare l’impatto visivo e adottare tecnologie per il risparmio energetico e idrico, dimostra una spiccata attenzione all’ambiente. La plastica monouso vi è totalmente bandita. Eliminando ogni bottiglia di plastica dalla ristorazione, dai bar e dalle camere a favore di bottiglie in vetro riempite con acqua microfiltrata.
Vita da local
Per i viaggiatori che cercano invece un’esperienza più indipendente e a stretto contatto con la vita locale, la formula ideale è rappresentata dagli appartamenti privati abbinati alle escursioni su misura. Fra gli opertori, le proposte di I Love Boavista sono perfette per scoprire l’isola con gli occhi di chi la vive e la ama ogni giorno. E per chi desidera toccare il cielo, la novità assoluta è Ad Astratours, nata dall’esperienza di Naturalia.

Con le sue guide accompagna i viaggiatori nel cuore del deserto di Viana. Circondati dal silenzio assoluto delle dune e in totale assenza di inquinamento luminoso, si può ammirare la volta celeste in tutta la sua grandiosità e magnificenza. Inoltre da metà luglio riprenderanno anche le escursioni naturalistiche alle tartarughe più altre novità ancora in fieri.
Ma la vera essenza di Boa Vista, quella che si sposa intimamente con il carattere indomito e fiero che ha stupito il mondo sui campi di calcio, la trovi quando meno te lo aspetti. Ti capita così, una sera qualunque, di entrare da Silvino all’Embuscade 2, una rhumerie — o per meglio dire, una groguerie — angolo di Parigi trapiantato nel cuore dell’isola. Ed è lì che l’inatteso si concretizza.
Ti volti e trovi Tito Paris, in visita sull’isola. Un mito assoluto, uno dei più grandi e raffinati musicisti, autori, cantanti della storia capoverdiana, seduto a un passo da te. In un attimo, abbattuta ogni barriera tra palcoscenico e vita reale, ti ritrovi a cantare insieme a lui, uniti dalla musica e dallo spirito autentico della morabeza. È la conferma definitiva che a Boa Vista, tra dune, oceano e sogni calcistici, un altro mondo non solo è possibile, ma è già incredibilmente reale.

Info Utili per il viaggio
Un viaggio che oggi è ancora più vicino grazie ai comodi collegamenti aerei. Operativa dall’ottobre 2025 EasyJet propone soluzioni interessanti anche per stopover con Lisbona e Porto e collegamenti diretto da Milano a isola di Sal, per ora. Voli di linea di TAP Air Portugal con scalo a Lisbona, fino ai voli diretti di Neos, e tante soluzioni da capitali europee per raggiungere comodamente questo straordinario laboratorio di futuro e resilienza nell’Atlantico.
E se volete info e consigli per organizzare il vostro viaggio contattatemi pure teresa@latitudeslife.com. Conosco e frequento Boa Vista e Capo Verde da quasi 30 anni!
Testo di Teresa Scacchi|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com










































