Idrija, la deliziosa cittadina slovena con tre perle Unesco

I suoi fiori all’occhiello sono il merletto lavorato a mano col tombolo, l’ex miniera di mercurio, il Geoparco e gli žlikrofi, tipici ravioli idrijčani a mezzaluna. Cosa vedere nel centro storico e nei dintorni

La Casa delle Api di Idrija.@T.Argazzi

Idrija, è una cittadina piccola, affascinante e misteriosa, adagiata lungo la stretta conca del fiume Idrijca, nella Slovenia nord occidentale, dove il mondo prealpino si congiunge con quello carsico.

Inoltre è una delle poche città al mondo con ben tre designazioni Unesco: la prima è l’estrazione del mercurio (qui è stata in attività per circa 500 anni seconda miniera di mercurio più grande del mondo), la seconda è il merletto fatto a mano col tombolo e la terza è il Geoparco che comprende un territorio di quasi 300 km² che arriva ad includere alcuni dei monumenti più riconoscibili del patrimonio naturale e culturale di Idrija.

Idrijski žlikrofi una leccornia a forma del petit chapeau di Napoleone

Idrijski žlikrofi. @Jošt Gantar

A queste secondo i buongustai bisogna aggiungerne una quarta: gli “Idrijski žlikrofi”, i tipici ravioli idrijčani  con un ripieno molto gustoso a base di patate, cipolla, lardo speziato (zaseka) o pancetta affumicata tritata, erba cipollina (šnitleh), pepe nero e maggiorana. Una delle particolarità che li contraddistingue ancora oggi è che sono tutti fatti a mano.

La loro forma a mezzaluna sembra riportare al “Petit chapeau di Napoleone. Infatti una leggenda locale narra che furono preparati per la prima volta in occasione della visita ad Idrija del condottiero transalpino. Per rendergli omaggio vennero creati dei ravioli che si ispiravano al suo famoso “cappello a forma di bicorno che Napoleone indossava sempre per distinguersi da generali ed ufficiali del suo esercito.

Agli žlikrofi è anche dedicato un seguitissimo festival. L’edizione 2026 è in programma il 22 agosto al Parco Mejca dove sarà possibile assaggiare una trentina di varianti di questi gustosi fagottini ripieni che la Ue nel 2010 ha iscritto nel Registro delle specialità tradizionali garantite e tutelate a livello europeo.

Idrija: una storia iniziata nel 1490

Il luogo dove il costruttore di mastelli trovò per caso il mercurio @T.Argazzi

La sua storia è iniziata oltre 500 anni fa quando uno škafar, un costruttore di mastelli e recipienti in legno, trovò in un ruscello gocce di una sostanza scintillante, insolitamente densa e pesante.

Si scoprì poi che era mercurio, un prezioso metallo liquido, a quell’epoca chiamato “argento vivo” in ragione del suo colore, che da quel momento segnò la vita di Idrija che da piccolo villaggio agricolo si trasformò in uno dei centri minerari più importanti d’Europa, la cui economia ha ruotato per cinque secoli attorno all’estrazione di quel prezioso metallo.

E la visita al centro storico di Idrija  può iniziare proprio dal luogo in cui lo škafar scoprì il mercurio. In quel punto è stata eretta la chiesetta gotica della Santissima Trinità (Cerkev sv. Trojice), l’edificio religioso più antico di Idrija  con un pregevole presbiterio tardo gotico.

La scuola di merletto nel centro di Idrija attiva dal 1876 @Dunja Wedam

A poca distanza si incontra piazza Mestni Trg, una delle quattro che racchiudono il centro storico di Idrija. È dominata dal Municipio in stile Liberty, costruito nel 1898 e  dalla prestigiosa Scuola di merletto, che da 150 anni, precisamente dal 1876, si occupa dell’insegnamento, della conservazione e dello sviluppo del “klekljanje idrijske čipke, l’arte del merletto a mano, inserita dall’Unesco  nel Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità.

klekljanje idrijske čipke, merletto fatto a mano col tombolo @T.Argazzi

Oggi la scuola oltre a tramandare tale preziosa arte alle nuove generazioni sviluppa nuovi approcci e prodotti innovativi, che collocano il merletto nelle tendenze moderne della moda e delle arti. 

Grad Gewerkenegg: un Castello minerario oggi museo civico

Castello Gewerkenegg @Jošt Gantar

L’imponente Castello di Gewerkenegg, che dall’alto di Prelovčeva ulica  domina il centro storico di Idrija, è sicuramente uno dei suoi simboli più riconoscibili. Intanto è l’unico caso al mondo di “castello minerario”. Infatti non è mai stato residenza di famiglie nobili ma era utilizzato come sede amministrativa della miniera cittadina, dall’inizio del XVI secolo fino al termine della Seconda guerra mondiale.

Le sue cantine ben costruite e sorvegliate servivano come deposito sicuro per il prezioso mercurio in attesa di essere spedito in ogni parte del mondo. Oggi il maniero rinascimentale ospita il Museo Civico di Idrija che presenta al visitatore con due mostre assolutamente da vedere.

La prima riguarda i “Cinque secoli della miniera di mercurio e della città di Idrija”. Inaugurata nel 1995, intende rappresentare in modo esauriente, chiaro ed avvincente i cinque secoli della miniera cittadina.

La famosa Tovaglia di Jovanka

La seconda riguarda  “Il merletto di Idrija, un storia scritta con il filo”. È collocata al secondo piano e contiene oltre 8.000 oggetti.  Una chicca è la grande tovaglia interamente creata a tombolo, larga 1,8 metri e lunga tre metri.

Un prodotto eccezionale, completo di 24 tovaglioli di lino con bordo di pizzo cucito, che doveva essere donato alla moglie di Tito. Sebbene tale opera d’arte non le sia mai stata consegnata è nota al pubblico come la “Tovaglia di Jovanka”.

Idrija apprezzata anche da Pier Paolo Pasolini

La targa ricorda Pier Paolo Pasolini che visse ad Idrija per un anno (1930 – 1931) @T.Argazzi

La cittadina ha occupato un posto speciale ed affettuoso nella memoria di Pier Paolo Pasolini. Il legame tra il poeta e intellettuale friulano risale alla sua infanzia quando visse lì con la famiglia per un anno (1930 – 1931) in ragione degli incarichi del padre Carlo Alberto ufficiale dell’esercito italiano.

Ha frequentato la quarta elementare e successivamente ha rievocato con affetto il periodo idriano in alcuni versi contenuti nella raccolta Via degli Amori (per un poema della mia infanzia).

La miniera di Idrija è patrimonio Unesco

Galleria Antonijev rov.@Jani Peternelj

Il “pezzo” forte di Idrija è sicuramente la sua miniera che l’Unesco ha inserito nell’elenco dei beni di valore universale. Un reticolo di 700 chilometri di gallerie e di livelli collegati gli uni agli altri da scale di legno che si inabissano per 400 metri nel sottosuolo.

E’ visitabile solo in minima parte e sempre con una guida. Sono previsti vari tour giornalieri della durata di un’ora e mezza, che diventano più frequenti nel periodo estivo. All’entrata viene fornito il casco protettivo e la giacca a vento in quanto all’interno delle gallerie la temperatura è di circa 10-11°C.

Si entra da Antonijev rov,la Galleria di Antonio, che si trova in Kosovelova ulica all’interno del Šelštev, il palazzo dove avveniva l’adunata quotidiana dei minatori.

Entrata della miniera da Antonijev rov @T.Argazzi

Dopo essersi augurati Srečno” che in sloveno significa “buona fortuna”, si entra nella miniera fino alla piccola cappella dedicata a Santa Barbara e Sant’Acacio, i Santi  che gli “knapi” (i minatori) andavano a ringraziare per un nuovo giorno di vita.

Si prosegue quindi scendendo sempre più in basso, per rivivere in parte la vita dei minatori e capirne meglio il duro lavoro. Se si è fortunati si incontra anche Pergmand’lc, il leggendario folletto della miniera con il suo berretto rosso e la giubba verde.

La kamšt di Idrija: una perla del patrimonio tecnico sloveno

La grande ruota Kamšt di Idrija.@Jošt Gantar

La Kamšt è un dispositivo che serviva a pompare fuori l’acqua dagli spazi più profondi della miniera. La sua particolarità più evidente è la grande ruota motrice in legno di 13,6 m di diametro.

Le kamšt hanno rappresentato una vera rivoluzione nella tecnologia di pompaggio dell’acqua. Entrate in funzione a partire dal XVI secolo la loro efficacia è stata tale che alcune sono rimaste in funzione anche dopo l’avvento degli impianti a vapore realizzati a tale scopo.

La Fonderia Hg: la storia del mercurio dal minerale alle gocce

La fonderia di Idrija dove veniva lavorato il mercurio estratto nella miniera.@Jošt Gantar

Molto interessante la visita alla Fonderia Hg dove in cinque secoli sono state lavorate quantità impressionanti di mercurio. Il tour è articolato in due parti, la prima comprende una dimostrazione interattiva, in sloveno ed inglese, riguardo alle tecniche utilizzate per estrarre il minerale dal mercurio e gli usi passati e presenti.

La seconda è relativa alla visita vera e propria agli impianti dell’ex fonderia: dai nastri trasportatori, alla teleferica, dal trituratore al forno rotante, il più grande del mondo.

Al piano terra invece c’è un bel museo con molti pannelli illustrativi che mettono in evidenza l’evoluzione della miniera e ripercorrono i tanti utilizzi del mercurio nella scienza, nella tecnologia, nell’industria, nella medicina, nella cultura e nella vita quotidiana, dalla preistoria ai giorni nostri. Una chicca assolutamente da vedere prima di lasciare Idrija.

Il Geoparco Globale di Idrija: Patrimonio Unesco

In bici alla scoperta del Geoparco Globale di Idrija.@Jošt Gantar

Il Geoparco di Idrija si estende sull’intero territorio di Idrija. Grazie al suo ricco patrimonio naturale e culturale è una delle regioni più affascinanti della Slovenia. La sua posizione al crocevia tra le Alpi e le Dinaridi, nei Balcani occidentali, determina un territorio estremamente vario e diversificato, con profonde gole, vasti altipiani e alte vette che offrono panorami che spaziano dalle Alpi al Mar Adriatico.

I dintorni di Idrija: il Lago Selvaggio

Il famoso Lago Selvaggio (Divje Jezero) di Idrija.@Bojan Tavčar

Per chi è alla ricerca di vacanze tranquille a stretto contatto con la natura, i dintorni di Idrija sono un paradiso. Una chicca è il Lago Selvaggio (Divje Jezero) che si trova  a circa tre chilometri dalla città lungo la strada Idriskij Log e fa parte del Krajinski park Zgornja Idrijca, un parco di 4.230 ettari per la maggior costituiti da colline e boschi.

Percorso didattico naturalistico che costeggia il “rake”.@T.Argazzi

Costeggiando il Lago Selvaggio e poi attraversando un ponte tibetano sospeso sull’ Idrijca si arriva al “rake” un canale artificiale lungo circa 4 chilometri, costruito nel XVI secolo per fornire acqua alla miniera di mercurio. Oggi l’intera area è protetta dall’Unesco ed il canale è affiancato da un pregevole percorso didattico naturalistico dove è possibile toccare con mano le tante peculiarità storiche e geologiche di questo territorio.  

Idrija e la sua cucina

Un piatto a base di carne della interessante idrijska kuhinja.@T.Argazzi

Non si può lasciare la cittadina senza avere provato la sua cucina, la “idrijska kuhinja”, un crocevia di gustose sorprese. Molti dei piatti che oggi fanno bella mostra nei menu dei ristoranti del territorio, affondano le radici nella cucina povera, quella delle famiglie dei minatori, le cui pietanze giornaliere erano preparate essenzialmente con gli ingredienti forniti dall’orto dietro casa.

L’offerta culinaria oltre agli žlikrofi, di cui abbiamo già detto, propone anche lo smukavc, una minestra con cavolo e patate, poi l’ocvirkovca e la zeljševka, due roulade di pasta soffice e morbida, la prima ripiena di “ocvirki”’ (carne di maiale fritta) e la seconda di erba cipollina.

Da provare anche gli štruklji di Fara, rotoli di pasta ripieni di ricotta e cotti al forno e per dessert il  “Tortino Rezi” che racchiude tutti gli elementi più caratteristici di Idrija: le sfumature rossastre ricordano i colori del suo mondo sotterraneo ricco di cinabro, mentre il merletto di zucchero, sopra la glassatura di cioccolato, ne mette in risalto il lato più morbido e sofisticato. Una vera leccornia, assolutamente da assaggiare.

Infoutili

Sito web dell’Ufficio turistico di Idrija

Testo di Tiziano Argazzi| Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com.