Porto, o Oporto, ha l’energia di una capitale europea e il fascino seducente di certe città d’oceano. Avvolta da un’atmosfera suspended, per certi versi vagamente parigina. Lo si può percepire passeggiando tra strade, piazze e vicoli, dove eleganti case storiche restaurate convivono con facciate consumate dal tempo, creando un’insieme piacevolmente fané e originale.

Ingredienti principali del carattere dinamico di Porto sono una comunità giovane, in gran parte universitaria, un forte tasso di integrazione e una vivacità culturale in costante crescita. Resa oggi ancor più accessibile anche dall’Italia grazie ai comodi collegamenti easyJet da Milano (in inverno 5 voli settimanali da Linate e 2 da Malpensa). Può essere un weekend, una breve pausa o la scelta per un piacevole stop over verso mete più lontane. Avendo a disposizione un paio di giorni ecco un itinerario per esplorare almeno in parte la bella Cidade Invicta.
Primo giorno: mercati, scorci nascosti e il cuore della Ribeira
Il risveglio al Mercado do Bolhão

Il viaggio inizia nel cuore del gusto, al suggestivo Mercado do Bolhão (Rua Formosa 322), il luogo perfetto per immergersi nelle tradizioni locali. Banco dopo banco, la spesa diventa un’esperienza sensoriale tra formaggi artigianali, da non perdere il Queijo da Serra da Estrela, salumi tipici e vini soprattutto del territorio. Per una sosta gourmet, ci si ferma ai banchi del pesce fresco a gustare ostriche crude, suave o salgada, e perceves. Sono i prelibati crostacei delle scogliere oceaniche dall’aspetto strano, che può ricordare un artiglio o un piccolo piede.

Ideali accompagnati da un calice di Vinho Verde, Douro bianco o rosé, oppure un Porto bianco e secco, freddo. Salendo al piano galleria del mercato vi attende Culto ao Bacalhau, ristorante segnalato dalla Guida Michelin dove la tradizione del baccalà viene servita in chiave contemporanea. Sulla balconata si trovano inoltre diversi altri locali che servono piatti tipici e proposte internazionali.

Tra monumenti d’arte e devozione
A pochi passi dal mercato si incontra la spettacolare Igreja do Carmo (Praça de Gomes Teixeira), con la parete laterale interamente rivestita di azulejos bianchi e blu. E la Igreja da Misericórdia, scrigno di arte barocca lungo la pedonale Rua das Flores. Proseguendo verso il centro, la stazione di São Bento lascia stupiti per i suoi oltre 20.000 azulejos dedicati alle battaglie storiche del Portogallo.

Risalendo verso il punto più alto della città s’incontra la maestosa Cattedrale del Sé, una fortezza romano-gotica da cui si domina il dedalo di tetti arancioni fino al fiume. Scendendo verso le rive del Douro, una tappa fondamentale è la Igreja de São Francisco (Rua do Infante D. Henrique). L’interno incanta per la profusione di intagli in legno dorato barocco.
Concept store, scope di saggina e vicoli segreti

Un consiglio è quello di evitare la celebre e bellissima Livraria Lello, ormai soffocata da code chilometriche e biglietti d’ingresso che ne snaturano la magia (pare che alcune sale abbiano ispirato Harry Potter). Vale la pena indirizzarsi piuttosto verso l’affascinante concept store ricavato all’interno di un antico emporio aperto dal 1886 e famoso per prodotti tradizionali portoghesi. Fernandes, Mattos & Cia (Rua das Carmelitas 108), dove il design contemporaneo sposa arredi d’epoca. Tra le curiosità più originali della città, merita una visita la minuscola Escovaria de Belomonte (Rua de Belomonte 34). Un negozio specializzato unicamente in scope di saggina e spazzole artigianali fatte a mano, vero esempio di abilità d’altri tempi.

Inseguendo un’anima cittadina più verace e meno turistica, si sale lungo Rua das Taipas, antica viuzza acciottolata in pendenza tra case popolari d’epoca. Qui si incontra il Chafariz da Rua das Taipas, storico lavatoio in pietra del 1772. Prima di risalire al Passeio das Virtudes, il punto di ritrovo preferito dagli studenti universitari e giovani YPro e grindset. Per bere una birra, un copo di vino, una ginha, magari al tramonto, con vista sul fiume.
La Ribeira, l’artigianato e la traversata sul Douro
Il quartiere della Ribeira rappresenta il centro scenografico di Porto. Affascinante e ricco di atmosfera, ricorda per vitalità il Quartiere Latino di Parigi, tra ristorantini all’aperto, artisti di strada e vicoli che scendono verso il fiume. Proprio di fronte al Centro di degustazione del vino di Porto e al Palácio da Bolsa sorge il Mercado Ferreira Borges (Praça do Infante D. Henrique). Una grande struttura in ferro battuto rosso del 1885 oggi trasformata in uno spazio culturale e market d’artigianato locale. Il posto ideale per scovare ceramiche, accessori in sughero e creazioni d’autore.

Dalla Ribeira si attraversa a piedi il Ponte Dom Luís I, sulla campata superiore, dove passa anche la metropolitana all’aperto. Guardando giù nelle giornate più calde non è raro avvistare ragazzi temerari che si tuffano direttamente nelle acque del fiume tra gli applausi dei passanti. Oppure si può scegliere di risalire verso la parte alta di Batalha a bordo della scenografica Funicular dos Guindais. Costruita nel 1891 per collegare i due livelli della città correndo lungo le antiche mura medievali (Muralha Fernandina), è diventata un’attrazione. E in più permette di superare il dislivello senza fatica, offrendo uno scorcio emozionante sul Douro e sul Ponte Dom Luís I.

Secondo giorno. Le cantine di Vila Nova de Gaia e l’alta cucina
Nel regno del Porto, tra cantine secolari e tavole d’autore

Oltrepassato il fiume si entra a Vila Nova de Gaia, dove da secoli matura il vino Porto all’interno delle storiche caves. Una visita presso produttori come Graham’s, Taylor’s, Calem o Sandeman è un passaggio obbligato per comprendere l’universo dei vini fortificati. Dai Ruby ai Tawny invecchiati decenni. Dopo gli assaggi, la pausa di gusto si fa d’autore presso Vinum restaurant, affacciato sulle bottaie di Graham’s e segnalato dalla Guida Michelin.
Oppure salendo verso The Yeatman Gastronomic, accreditato con 2 stelle, per un’esperienza d’alta cucina sospesa sui tetti della città. Invece per un aperitivo prima di cena, la terrazza del distretto WOW – World of Wine offre uno scorcio sul fiume che si illumina al calar del sole.
L’incanto vintage del Douro, a bordo di Barcos Rabelos e tram d’epoca

Per guardare la città dall’acqua ci si imbarca dal molo della Ribeira a bordo di un Barco Rabelo, l’antica imbarcazione in legno dal fondo piatto che per secoli ha trasportato le botti di vino Porto. Affrontando la crociera dei sei ponti tra le imponenti architetture in ferro del Ponte Maria Pia, firmato da Gustave Eiffel, e del panoramico Ponte Dom Luís I, capolavoro della sua scuola. In alternativa, per respirare l’aria frizzante dell’Oceano Atlantico, la porta d’accesso è lo storico Tram n. 1. Parte da Infante e scivola lento lungo la riva del fiume fino alle scogliere e ai fari di Foz do Douro.
E se avete ancora tempo, cafè, musei, shopping e miradouro
Per completare l’itinerario vi sono altre tappe molto interessanti. Il Café Majestic in Rua Santa Catarina 112, famosa anche per lo shopping, merita una sosta. Un elegante locale Art Nouveau aperto nel 1921, con specchi decorati e intagli in legno. Accanto a São Francisco sorge il Palácio da Bolsa (Rua Ferreira Borges), edificio neoclassico celebre per la spettacolare Sala Araba ispirata all’Alhambra di Granada.
Gli amanti dell’arte possono visitare il Museo di Arte Contemporanea di Serralves (Rua Dom João de Castro 210), immerso in un parco lussureggiante e firmato da Álvaro Siza Vieira.

Infine, tra i punti panoramici della città spicca, oltre al già citato Virtudes, il Miradouro da Vitória (Rua de São Bento da Vitória), situato nel vecchio quartiere ebraico. Un sito perfetto per abbracciare con lo sguardo la distesa dei tetti della Ribeira.
Guida al gusto, Baccalà 365, dolci e specialità
In Portogallo si dice che esistano 365 modi per cucinare il baccalà, uno per ogni giorno dell’anno. E a Porto la cultura gastronomica e la pasticceria raggiungono vette d’eccellenza.

Per assaggiare il celebre Pastel de Nata, crostatina di sfoglia con crema cotta e cannella, i punti di riferimento sono Castro – Atelier de Pasteis de Nata (Rua de Mouzinho da Silveira 94) e Manteigaria (Rua de Alexandre Braga 24). I Jesuítas, dolci di sfoglia glassata con meringa e ripieni di crema, tipici di Santo Tirso, si gustano alla Confeitaria do Bolhão (Rua Formosa 339).
Le tradizionali Pastéis de Bacalhau, crocchette di baccalà e patate fritte, vengono servite anche con cuore di formaggio Serra da Estrela fuso. Da assaggiare alla Casa Portuguesa do Pastel de Bacalhau (Campo dos Mártires da Pátria 108). Il Bacalhau à Gomes de Sá, preparato al forno con patate, cipolle, uova sode e olive, trova la sua espressione ideale al Restaurante Abadia do Porto (Rua do Ateneu Comercial do Porto 22).
Per uno spuntino verace si sceglie la Francesinha, ricco sandwich con carne, formaggio fuso e salsa al vino e birra, ispirato al Croque Monsieur. Da provare da Cervejaria Brasão (Rua de Ramalho Ortigão 28) o in uno dei tanti locali che la propongono (c’è anche la versione senza lattosio e vegana!). Oppure ci si può lanciare sulla classica Bifana, panino con sfilacci di maiale marinati e speziati.

Durante le passeggiate in centro non può mancare un cicchetto di Ginjinha (o semplicemente Ginja), il dolce e aromatico liquore alle amarene servito tradizionalmente con o senza il frutto sotto spirito. A volte viene proposto in piccoli bicchierini di cioccolato fondente da mangiare subito dopo aver bevuto.
Informazioni pratiche
Porto si visita facilmente a piedi nei suoi quartieri storici, ma offre una rete di trasporti pubblici efficiente per ogni spostamento. La metropolitana M è moderna, pulita e panoramica. Con la Linea E che collega direttamente l’aeroporto Francisco Sá Carneiro al centro cittadino e tratte in superficie come la traversata sul Ponte Dom Luís I.
Per un viaggio dal sapore vintage ci sono i tram storici, in particolare la citata linea 1 verso Foz do Douro. Chi preferisce i taxi tradizionali li riconosce dalla livrea classica nera con tetto verde oppure interamente crema. Sono reperibili in strada o nei posteggi, a tariffe accessibili. Capillarmente diffuse anche le app di ride-hailing come Uber e Bolt, comode ed economiche per muoversi tra le colline della città o raggiungere le cantine di Gaia.

Come arrivare a Porto: easyJet collega Milano Malpensa e Linate con comodi voli della durata di due ore e mezza (in inverno 5 voli settimanali da Linate e 2 settimanali da Malpensa). Sempre attenta alla sostenibilità, la compagnia ha recentemente introdotto su tutta la flotta europea e britannica nuovi vassoi riutilizzabili per i pasti dell’equipaggio. Iniziativa che segue l’adozione di tazze e posate riutilizzabili a bordo ed evita l’impiego di circa 1,5 milioni di confezioni monouso in cartone ogni anno.
Dove dormire:
Per il soggiorno l’offerta è vasta, ma per vivere la città con stile locale è consigliabile scegliere un appartamento all’interno di dimore storiche, come YOUROPO o Oporto Chic & Cozy
Dove mangiare:

Una scelta infinita, ma oltre alle tavole già citate, per la cena si segnalano Casa Virtudes (Passeio delle Virtudes 58) per una cucina tradizionale in ambiente raffinato. E poi Taberna S. António (Rua das Virtudes 134), piacevole punto d’incontro tra ricette classiche e atmosfera giovanile.
Testo di Teresa Scacchi, foto autori vari |Riproduzione riservata 2026 © Latitudeslife.com






































