Cosa succede quando una città decide di fare della cultura il suo principale motore di rinascita? Succede Nantes. Ogni estate, per due mesi, la capitale dei Paesi della Loira si reinventa come un grande museo diffuso grazie al Voyage à Nantes: installazioni, performance e interventi site-specific disseminati lungo un percorso aperto a tutti e segnato da un’iconica linea verde.

le-voyages-a-nantes-elogio-trasgressione-arte-contemporanea
Una delle installazioni di Le Voyages a Nantes in Cours Cambronne: Éloge de la transgression, di Philippe Ramette ©Lucio Luigi Rossi 2026

La linea verde: il filo d’Arianna della città

La creatività francese trova la sua massima espressione nelle città d’arte. Un esempio perfetto è l’evento estivo Le Voyage à Nantes, un itinerario culturale unico nel suo genere. Il filo conduttore del progetto è, appunto, una striscia di verde brillante dipinta sull’asfalto, che si snoda per quasi 20 chilometri nel tessuto urbano, portando il visitatore da un’opera site-specific a un monumento del patrimonio, attraverso architetture storiche o contemporanee e diversi punti di vista sulla città e sull’estuario.

Il Voyage à Nantes (VAN) ha coinvolto negli anni alcuni tra i più grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale: Daniel Buren, Pierrick Sorin, Tadashi Kawamata, Lilian Bourgeat, Philippe Ramette, Iván Argote, solo per fare qualche nome. Nel tempo, oltre un centinaio di opere sono diventate permanenti, trasformando Nantes in una collezione pubblica a cielo aperto, ludica e surreale.

Le zone della città: un atlante artistico

L’Île de Nantes, cuore dei cantieri navali, è la zona più densa di installazioni fisse nel paesaggio urbano. Lungo la passeggiata del vecchio porto si trova Les Anneaux di Daniel Buren e Patrick Bouchain: al calare della luce, gli anelli illuminati colorano la punta dell’isola di blu, rosso e verde.

Sempre sull’isola, le leggendarie Machines de l’Île con il Grand Éléphant meccanico, erede poetico dei cantieri navali. Place Graslin e Place Royale sono ogni anno i grandi palcoscenici delle installazioni più monumentali, mentre il centro storico accoglie mostre temporanee e insegne (animali fantastici, dentiere giganti, unicorni di ghiaccio) nate dall’immaginario degli artisti.

La collina Sainte-Anne accoglie il Belvédère de l’Hermitage di Tadashi Kawamata, passerella lunga 36 metri che somiglia al nido di un uccello gigante. Place Bouffay ospita l’Éloge du pas de côté di Philippe Ramette, statua in bronzo di un uomo che sembra voler scappare dalla sua base di pietra: l’allegoria dell’audacia di Nantes nel suo rapporto con la cultura.

Il Voyage non si ferma alle porte della città. Da Nantes a Saint-Nazaire, lungo l’estuario della Loira, una trentina di opere costituisce una collezione permanente visitabile tutto l’anno. Tra le più poetiche, la Maison dans la Loire di Jean-Luc Courcoult: una casa solitaria in mezzo al fiume, mentre la corrente consuma lentamente le sue fondamenta.

L’edizione 2026: la Terra come primo elemento

francia-nantes-place-graslin
Edifici neoclassici in Place Graslin, Nantes ©Lucio Luigi Rossi 2026

Dal 4 luglio al 6 settembre 2026, il Voyage à Nantes inaugura un ciclo di quattro anni dedicato agli elementi naturali: terra, acqua, aria e fuoco.

Come spiega la direttrice Sophie Lévy: “La terra è il luogo in cui si iscrive la storia, ma solleva anche questioni politiche ed ecologiche. La terra la condividiamo e ce la disputiamo, ci nutre, è il nome del nostro globo e l’origine di tutti i miti che ci costituiscono”.

Il tema si prepara già prima dell’estate: dal 23 maggio, nello spazio immersivo della HAB Galerie, “il nostro mondo” si è trasformato in un territorio quasi sconosciuto da riscoprire attraverso le opere di venti artisti visivi nella mostra INTERSTELLAR.

Ogni artista mette in dialogo il lontanissimo e il vicinissimo per mostrarci il pianeta da angolazioni inaspettate. Dal 4 luglio questa riflessione esce dalle pareti della galleria e invade la città: nove artisti e quattordici opere inedite si dispiegano lungo il fil vert, tra piazze, giardini e cripte.

Tra le installazioni più attese, Les Mistériennes di Barbara Schroeder al Jardin Extraordinaire: sei colonne monumentali costruite con letame bovino, terra, ovatta e cemento, con foglie e sementi essiccate per settimane. Il letame è un materiale antico quanto l’uomo, usato da sempre per fertilizzare, riscaldare, costruire e, in India, persino come agente purificatore nei riti sacri.

Per la cornice neoclassica di Place Graslin, Théo Mercier lavora con la sabbia, fragile e instabile per natura, ma anche ciò che resiste e inevitabilmente riemerge.

Nantes-cattedrale-San Pietro-Paolo
La cattedrale di San Pietro e Paolo a Nantes ©Lucio Luigi Rossi 2026

Anne-Charlotte Finel porta nelle cripte della cattedrale di San Pietro e Paolo un video girato all’aeroporto di Nantes, dove i falchi usati per allontanare altri uccelli rivelano le piste come habitat animale oltre che zona di transito.

Pierrick Sorin trasforma una voliera abbandonata del Jardin des Plantes con figure olografiche a grandezza naturale: i visitatori si trovano davanti a un giardiniere distratto che brucia foglie secche nella voliera chiusa, scena reale eppure straniante.

Le installazioni continuano con Louis Guillaume (Notre dit pays) nel fossato del Castello dei Duchi di Bretagna, Caroline Le Méhauté (Ce que la terre retient) nel Passaggio Saint-Croix, Ali Cherri (Le machine du Sacré) in Place Félix-Fournier, Dominique Petitgand (L’eau est là) in Place Daviais.

Nei musei, il Musée d’Arts accoglierà Anne e Patrick Poirier, mentre al Château des Ducs de Bretagne Expression(s) décoloniale(s) incrocia storia, arte e sguardi sul passato coloniale della città.

Come vivere il VAN

francia-le-voyages-a-nantes
Le Carrousel des Mondes Marins, Nantes ©Lucio Luigi Rossi 2026

Il VAN (Voyages a Nantes) si può vivere nell’arco di una giornata, ma la soluzione più piacevole resta un weekend completo. E per chi vuole portare a casa un ricordo insolito, il VAN lancia il proprio vino: il Muscadet du Voyage, assemblaggio biologico dai cinque principali terroir del vigneto nantese, prodotto in sole 500 bottiglie, imbottigliato durante la Nuit du VAN il 4 luglio.

Nantes è anche la porta d’accesso ideale per chi desidera estendere l’itinerario e scoprire i meravigliosi castelli della Valle della Loira.

Nantes non è una città che si visita soltanto: è una città che si abita, anche solo per qualche giorno. La linea verde è lì che aspetta, pronta a fare da guida silenziosa tra il vecchio e il nuovo, tra l’arte e la vita quotidiana. E quest’estate, porta dritti fino alle radici della Terra.

Infoutili

Informazioni: informazioni generali sulla città si trovano sul sito, completissimo di ogni informazione curiosità, dettagli sulla storia, gli hotel, i ristoranti e le attrazioni in città e dintorni. Numerose informazioni e idee di viaggio sono disponibili sul sito Explore France

Quando andare: l’estate è il momento clou, quando le installazioni del Voyage à Nantes animano strade e quartieri trasformando la città in un museo a cielo aperto. Ma l’autunno ha un fascino tutto suo: i parchi e i giardini si vestono di rosso, ocra e oro, e il foliage regala scorci inaspettati lungo le rive della Loira e nei giardini storici della città.

Come arrivare: a Nantes Atlantique, l’aeroporto della città, atterrano voli provenienti dalle principali città italiane.

Dove mangiare a Nantes: ristoranti consigliati e cucina tipica

Pilgrim, Place Graslin , Nantes: La vista è appagato dalle architetture neoclassiche del Teatro dell’Opera. Il gusto dai piatti che raccontano la cucina tradizionale della città con qualche incursione nell’etnico. In carta: stufato di lenticchie nere, filetto di anatra, lonza di maiale marinata alle spezie, polpo grigliato con ceci e zucca.

Le Milan & le Rossignol, Rue Grétry 2, Nantes: crêperie dalle atmosfere rétro. Le crêpes sono di grano saraceno fini e croccanti guarnite con prosciutto e formaggio, con spinaci e noci, con chèvre e miele. Poi ci sono creazioni più originali come l’Hades con chorizo ​​iberico, uovo, formaggio di capra, noci.

La Civelle, Quai Marcel Broissard 21, Trentemoult: un’antica guinguette che accoglie i suoi ospiti con cucina tradizionale bistronomica a base di prodotti freschi: dal luccioperca della Loira alla salsiccia fino alla choucroute preparata con pesce e frutti di mare. Trovarla vale già il viaggio: una traversata in Navibus fino a Trentemoult, poi una passeggiata tra i vicoli di questo villaggio atipico, e infine l’approdo al ristorante nascosto dietro una facciata Art Déco, sulle rive della Loira.

La Cigale, Place Graslin 4, Nantes: una delle più straordinarie testimonianze dell’Art Nouveau francese. André Breton e Jacques Prévert ne fecero il loro quartier generale nantese. E’ una brasserie autentica, che serve i grandi classici del genere: ostriche di alta selezione, frutti di mare, salmone, foie gras, tartare di manzo tagliato al coltello.

Little Atlantique Brewery, Bd. de Chantenay 23, Nantes: in riva alla Loira, in un ex oleificio dell’Ottocento, i muri di pietra e mattoni, le grandi vetrate, la struttura in legno e metallo e la vista impareggiabile sulla Loira e su Trentemoult fanno da sfondo alle vasche di birra artigianale prodotta in loco, visibili direttamente dalla sala. Il menu è essenziale: paté maison profumato di erbe provenzali, crema di porri, burger e dolci di casa. 

Dove dormire a Nantes: i migliori hotel nel centro storico

Hotel de France Oceania, Rue Crébillon 24, Nantes:  una vera istituzione nantese in un edificio storico con il fascino dell’architettura classica da un lato e tocchi di design contemporaneo dall’altro. Posizione ideale nel cuore più elegante della città: a due passi dalla Place Graslin, dal Passage Pommeraye e dalla Place Royale. Una stanza merita un’attenzione particolare: la 107, progettata dall’artista Justin Weiler. Che ha dipinto grandi finestre che salgono fino al soffitto per trasformare la camera in una serra silenziosa, piena di luce.

Maisons du Monde Hôtel & Suites, Rue Santeuil 2 bis, Nantes: il primo hotel del celebre marchio di arredamento, nel cuore del quartiere storico. Camere tutte diverse tra loro, ciascuna ispirata a uno stile preciso, dalla naturalezza più essenziale all’eleganza senza tempo. Le suite portano i loro ospiti ancora più lontano, ad Amsterdam, Bruges, Stoccolma o Palm Springs.

Billie Hotel, Rue Scribe 26 Bis, Nantes:  l’hotelsi ispira agli Années Folles: lampadari anni Venti, velluti intensi, dettagli dorati. Le camere si declinano in tre categorie, tutte con il carattere di un’epoca flamboyante e senza pensieri. Una merita un’attenzione particolare: Dream Jungle, chambre d’artiste, realizzata da Makiko Furuichi, che fa parte della collezione de Le Voyage à Nantes.

Sozo Hotel, Rue Frédéric Cailliaud 16, Nantes: grazie ad un restauro meticoloso, una cappella dell’800 è diventata uno degli hotel più originali di Nantes, con vetrate d’epoca e mobili firmati da maestri del design come Starck, Panton e Bouroullec. Le camere rispettano l’architettura originale: nelle absidi, le finestre con vetrate policrome e le chiavi di volta trasformate in testiere rendono ogni stanza unica. Alcune si affacciano sul Jardin des Plantes.

Oldegar, Rue de Richebourg 11, Nantes: l’antico hotel Astoria reinventato in qualcosa di difficile da classificare:  hotel, bar o sala musica? Tutte e tre le soluzioni, insieme. Il bar non dorme mai del tutto e nel salon musique una collezione di vinili d’occasione aspetta di essere scoperta. La stazione è a due passi, il Jardin des Plantes anche. Un posto vivace, cosmopolita, pop.

Cosa comprare a Nantes: souvenir artigianali e specialità locali

Maison George Larnicol, Passage Pommeraye, Nantes: inserito nella lista dei Meilleur Ouvrier de France è un piccole eden per golosi di tutte le età. Specialità: ovviamente, il Gâteau Nantais ma anche il Gâteau Breton di grano saraceno.

Le Rigolettes Nanteises, Rue de Verdun 18, Nantes:il nome è un omaggio al Rigoletto di Verdi ma la rigoletteè  bonbon di zucchero ripieno di polpa di frutta. Cinque i gusti originali (limone, mandarino, lampone, ribes e ananas) a cui si sono affiancate varianti più recenti come quella al caramello salato.

MUM, Maison des Utopies Magnifiques, Rue Felix 8, Trentemoult: nascosto nel cuore del joli village di Trentemoult è la casa di una trentina di artisti e artigiani che tengono laboratori, dimostrazioni dal vivo e vendono le loro creazioni (bijoux, sculture, abbigliamento, accessori tessili, saponi, stampe e acquerelli).

Palais des Thes, Rue de Verdun 35, Nantes: da Darjeeling a Shizuoka, da Taiwan al Triangolo d’Oro, i migliori tè si trovano qui. Quasi 250 le referenze: tè profumati, tè d’origine, infusi e una selezione di grandi cru rari provenienti dalle più preziose piantagioni del mondo.

L’entrepots, Rue A. Brizeux 1, Nantes:  minuscola boutique-atelier appena fuori dal mercato di Talensac, dove Céline Glatre realizza piccoli capolavori in ceramica coloratissima con incisioni e soggetti che parlano di Mediterraneo, di Oriente, di Africa.

francia-le-voyages-a-nantes

testo di Enrico Saravalle foto di Lucio Luigi Rossi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Leggi anche questo articolo su Nantes

https://www.latitudeslife.com/2026/06/lile-de-nantes-da-cantiere-abbandonato-a-laboratorio-del-futuro