C’è un’isola nel mezzo della Loira che racconta la parabola di Nantes: la sua crescita industriale impetuosa, il crollo e poi la reinvenzione. L’Île de Nantes non è una piccola lingua di terra dimenticata: è un cuore geografico e simbolico che per secoli ha battuto al ritmo delle maree e del lavoro dei cantieri.

Le radici: un’isola di cantieri navali e di mari lontani

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L’Île de Nantes ©Mauro Parmesani

La storia dell’isola è legata a quella del porto di Nantes, che dal XVII secolo fu uno dei più attivi di Francia. Le navi che da qui prendevano il largo erano in gran parte negriere, protagoniste del commercio triangolare che fece di Nantes il primo porto per il commercio degli schiavi.

Una storia che la città non ha rimosso: il Memoriale per l’Abolizione della Schiavitù, lungo le rive della Loira, ne è la testimonianza più coraggiosa. Poi, nell’Ottocento arrivò l’industria pesante: i cantieri navali crebbero, le acciaierie presero forma, le officine meccaniche si moltiplicarono.

Il silenzio: l’archeologia industriale e le storiche gru Titan di Nantes

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Il Memoriale per l’Abolizione della Schiavitù, Nantes ©Lucio Luigi Rossi 2026

Il declino non fu improvviso, ma fu inesorabile. Tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta del secolo scorso, la concorrenza internazionale svuotò progressivamente i cantieri europei.

Nel 1987 le officine navali dell’Île de Nantes cessarono definitivamente la loro attività. Restarono le gru arrugginite, i capannoni sventrati, i binari che non portavano da nessuna parte.

La rinascita: un progetto di città che guarda lontano

La svolta arrivò alla fine degli anni Novanta: nel 2000 fu lanciato il piano di sviluppo dell’isola, con la mission di farne un laboratorio aperto e ibrido, capace di accogliere arte e innovazione.

Sebbene questo distretto industriale riconvertito rappresenti il cuore pulsante dell’innovazione locale, ci sono moltissime altre attrazioni imperdibili da scoprire; vi consigliamo quindi di leggere anche la nostra guida su cosa vedere a Nantes per pianificare un soggiorno perfetto.

Les Machines de l’Île: cosa vedere tra Jules Verne e il Grand Éléphant

Nel 2007 aprì Les Machines de l’Île, progetto di François Delarozière e Pierre Orefice. Ogni macchina porta due firme ideali: la precisione di Leonardo da Vinci e l’immaginazione di Jules Verne, nantese doc.

Il Grand Éléphant (dodici metri di acciaio e legno, cinquanta passeggeri a bordo) percorre l’isola sbuffando vapore. Il Carrousel des Mondes Marins è una giostra dove ci si siede su granchi e seppie, squali e balene.

E nella Galerie des Machines si incontra un bestiario in continua evoluzione (un airone di otto metri, un ragno sui suoi fili, colibrì giganti, una formica, un bradipo, una nuvola di farfalle) che i visitatori non contemplano soltanto: lo cavalcano, lo azionano, lo fanno muovere.

Le Voyage à Nantes sull’Île: le installazioni d’arte urbana

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L’installazione intitolata “Mètre à Ruban” di Lilian Bourgeat, Ile de Nantes ©Lucio Luigi Rossi 2026

Il Voyage à Nantes sull’isola raggiunge la sua massima intensità. Les Anneaux di Daniel Buren e Patrick Bouchain (diciotto anelli d’acciaio allineati per ottocento metri sul Quai des Antilles, argentei di giorno, rosso-verde-blu di notte) evocano insieme la prospettiva del lungofiume e la memoria degli anelli che imprigionavano gli schiavi.

Le gru Titan fanno da sfondo a Résolution des forces en présence di Vincent Mauger, scultura in acciaio sulle antiche rampe di varo. Lilian Bourgeat porta il quotidiano nell’assurdo con il Mètre à ruban (135 metri dispiegati nella corte di uno studio immobiliare) e gli Invendus-Bottes (due stivali di tre metri abbandonati nell’orto della Cantine).

Nel Parc des Chantiers, On va marcher sur la Lune di Détroit Architectes e Bruno Peinado (una luna argentea di diciassette metri con trampolini nei crateri e amache nei mari) e L’Arbre à Basket, che fonde sport e paesaggio vegetale, chiudono il cerchio tra memoria industriale e leggerezza consapevole.

Le straordinarie installazioni artistiche disseminate lungo i moli dell’isola non sono elementi isolati, ma fanno parte del circuito ufficiale del Voyage à Nantes, la grande manifestazione estiva che trasforma l’intera città in un museo a cielo aperto.

Il fiume come filo conduttore: come muoversi a Nantes con i Navibus

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Un battello della compagnia Navibus sulla Loira a Nantes ©Lucio Luigi Rossi 2026

Per raggiungere l’isola o risalire la Loira si prendono i Navibus: mezzi pubblici a tutti gli effetti, integrati nella rete urbana, utilizzabili con lo stesso abbonamento di tram e autobus.

La traversata dura pochi minuti, ma sposta la prospettiva: vista dall’acqua, Nantes rivela un profilo più antico, le gru Titan appaiono in tutta la loro monumentalità, la città torna a essere ciò che fu per secoli: un porto.

Salire a bordo dei Navibus permette di vivere il fiume da una prospettiva unica, ricordandoci che la Loira è lo stesso corso d’acqua che, risalendo verso l’interno del Paese, bagna i leggendari castelli della Valle della Loira.

Trentemoult: il colorato villaggio di pescatori che il fiume ha risparmiato

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Le case colorate del villaggio di Trentemoult, lungo la Loira, Nantes ©Lucio Luigi Rossi 2026

A pochi minuti di Navibus, sulla sponda della Loira, si nasconde Trentemoult: strade larghe quanto due persone affiancate, case basse dipinte in giallo, rosso, blu, barche ormeggiate lungo il lungofiume.

Abitato storicamente dai gabariers (barcaioli) e dai marinai dei cantieri, il villaggio ha resistito alla parabola di abbandono grazie alla sua bellezza pittoresca, che ha attirato negli anni artisti e artigiani.

Chi lo raggiunge in battello ha quasi sempre la sensazione di uno spaesamento felice: cinque minuti dal centro di una metropoli e ci si trova in qualcosa che assomiglia a un borgo mediterraneo affacciato su un fiume nordico.

Il voyage culinario: dove mangiare a Nantes e la cucina tipica

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Ostriche dell’Atlantico al mercato di Nantes ©Lucio Luigi Rossi 2026

Nantes è una terra di abbondanza (oceano, fiume, campagna) e la sua cucina lo riflette: ostriche e scampi, anguille della Loira, carote di Chantenay, formaggi come il Beillevaire, vini identitari come il Muscadet.

Così dal 2011 il Voyage à Nantes tratta la gastronomia come l’arte contemporanea: con ambizione e qualche provocazione.

I risultati si vedono: da una stella Michelin nel 2020 a sette nel 2025 e Nantes presentata come Nuova Destinazione Gastronomica. Gli indirizzi della guida Tables de Nantes sono passati da 87 nel 2012 a 186 nel 2026. Come l’arte contemporanea abita i capannoni dismessi, la cucina abita il territorio. E lo racconta con la stessa libertà.

Infoutili

Informazioni: informazioni generali sulla città si trovano sul sito, completissimo di ogni informazione curiosità, dettagli sulla storia, gli hotel, i ristoranti e le attrazioni in città e dintorni. Numerose informazioni e idee di viaggio sono disponibili sul sito Explore France

Quando andare: l’estate è il momento clou, quando le installazioni del Voyage à Nantes animano strade e quartieri trasformando la città in un museo a cielo aperto. Ma l’autunno ha un fascino tutto suo: i parchi e i giardini si vestono di rosso, ocra e oro, e il foliage regala scorci inaspettati lungo le rive della Loira e nei giardini storici della città.

Come arrivare: a Nantes Atlantique, l’aeroporto della città, atterrano voli provenienti dalle principali città italiane.

Dove mangiare a Nantes: ristoranti e bistrot consigliati

Pilgrim, Place Graslin , Nantes: La vista è appagato dalle architetture neoclassiche del Teatro dell’Opera. Il gusto dai piatti che raccontano la cucina tradizionale della città con qualche incursione nell’etnico. In carta: stufato di lenticchie nere, filetto di anatra, lonza di maiale marinata alle spezie, polpo grigliato con ceci e zucca.

Le Milan & le Rossignol, Rue Grétry 2, Nantescrêperie dalle atmosfere rétro. Le crêpes sono di grano saraceno fini e croccanti guarnite con prosciutto e formaggio, con spinaci e noci, con chèvre e miele. Poi ci sono creazioni più originali come l’Hades con chorizo ​​iberico, uovo, formaggio di capra, noci.

La Civelle, Quai Marcel Broissard 21, Trentemoult: un’antica guinguette che accoglie i suoi ospiti con cucina tradizionale bistronomica a base di prodotti freschi: dal luccioperca della Loira alla salsiccia fino alla choucroute preparata con pesce e frutti di mare. Trovarla vale già il viaggio: una traversata in Navibus fino a Trentemoult, poi una passeggiata tra i vicoli di questo villaggio atipico, e infine l’approdo al ristorante nascosto dietro una facciata Art Déco, sulle rive della Loira.

La Cigale, Place Graslin 4, Nantes: una delle più straordinarie testimonianze dell’Art Nouveau francese. André Breton e Jacques Prévert ne fecero il loro quartier generale nantese. E’ una brasserie autentica, che serve i grandi classici del genere: ostriche di alta selezione, frutti di mare, salmone, foie gras, tartare di manzo tagliato al coltello.

Little Atlantique Brewery, Bd. de Chantenay 23, Nantes: in riva alla Loira, in un ex oleificio dell’Ottocento, i muri di pietra e mattoni, le grandi vetrate, la struttura in legno e metallo e la vista impareggiabile sulla Loira e su Trentemoult fanno da sfondo alle vasche di birra artigianale prodotta in loco, visibili direttamente dalla sala. Il menu è essenziale: paté maison profumato di erbe provenzali, crema di porri, burger e dolci di casa. 

Dove dormire a Nantes: i migliori hotel vicino alle Machines

Hotel de France Oceania, Rue Crébillon 24, Nantes:  una vera istituzione nantese in un edificio storico con il fascino dell’architettura classica da un lato e tocchi di design contemporaneo dall’altro. Posizione ideale nel cuore più elegante della città: a due passi dalla Place Graslin, dal Passage Pommeraye e dalla Place Royale. Una stanza merita un’attenzione particolare: la 107, progettata dall’artista Justin Weiler. Che ha dipinto grandi finestre che salgono fino al soffitto per trasformare la camera in una serra silenziosa, piena di luce.

Maisons du Monde Hôtel & Suites, Rue Santeuil 2 bis, Nantes: il primo hotel del celebre marchio di arredamento, nel cuore del quartiere storico. Camere tutte diverse tra loro, ciascuna ispirata a uno stile preciso, dalla naturalezza più essenziale all’eleganza senza tempo. Le suite portano i loro ospiti ancora più lontano, ad Amsterdam, Bruges, Stoccolma o Palm Springs.

Billie Hotel, Rue Scribe 26 Bis, Nantes:  l’hotelsi ispira agli Années Folles: lampadari anni Venti, velluti intensi, dettagli dorati. Le camere si declinano in tre categorie, tutte con il carattere di un’epoca flamboyante e senza pensieri. Una merita un’attenzione particolare: Dream Jungle, chambre d’artiste, realizzata da Makiko Furuichi, che fa parte della collezione de Le Voyage à Nantes.

Sozo Hotel, Rue Frédéric Cailliaud 16, Nantes: grazie ad un restauro meticoloso, una cappella dell’800 è diventata uno degli hotel più originali di Nantes, con vetrate d’epoca e mobili firmati da maestri del design come Starck, Panton e Bouroullec. Le camere rispettano l’architettura originale: nelle absidi, le finestre con vetrate policrome e le chiavi di volta trasformate in testiere rendono ogni stanza unica. Alcune si affacciano sul Jardin des Plantes.

Oldegar, Rue de Richebourg 11, Nantes: l’antico hotel Astoria reinventato in qualcosa di difficile da classificare:  hotel, bar o sala musica? Tutte e tre le soluzioni, insieme. Il bar non dorme mai del tutto e nel salon musique una collezione di vinili d’occasione aspetta di essere scoperta. La stazione è a due passi, il Jardin des Plantes anche. Un posto vivace, cosmopolita, pop.

Cosa comprare a Nantes: souvenir artigianali e botteghe creative

Maison George Larnicol, Passage Pommeraye, Nantes: inserito nella lista dei Meilleur Ouvrier de France è un piccole eden per golosi di tutte le età. Specialità: ovviamente, il Gâteau Nantais ma anche il Gâteau Breton di grano saraceno.

Le Rigolettes Nanteises, Rue de Verdun 18, Nantes:il nome è un omaggio al Rigoletto di Verdi ma la rigoletteè  bonbon di zucchero ripieno di polpa di frutta. Cinque i gusti originali (limone, mandarino, lampone, ribes e ananas) a cui si sono affiancate varianti più recenti come quella al caramello salato.

MUM, Maison des Utopies Magnifiques, Rue Felix 8, Trentemoult: nascosto nel cuore del joli village di Trentemoult è la casa di una trentina di artisti e artigiani che tengono laboratori, dimostrazioni dal vivo e vendono le loro creazioni (bijoux, sculture, abbigliamento, accessori tessili, saponi, stampe e acquerelli).

Palais des Thes, Rue de Verdun 35, Nantes: da Darjeeling a Shizuoka, da Taiwan al Triangolo d’Oro, i migliori tè si trovano qui. Quasi 250 le referenze: tè profumati, tè d’origine, infusi e una selezione di grandi cru rari provenienti dalle più preziose piantagioni del mondo.

L’entrepots, Rue A. Brizeux 1, Nantes:  minuscola boutique-atelier appena fuori dal mercato di Talensac, dove Céline Glatre realizza piccoli capolavori in ceramica coloratissima con incisioni e soggetti che parlano di Mediterraneo, di Oriente, di Africa.

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Testo di Enrico Saravalle Foto di Lucio Luigi Rossi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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