Weekend a Varsavia sotto il segno della Wodka

varsavia_tramonto
Tramonto dietro i grattacieli di Varsavia @Krzysztof Kowalik on Unsplash

Il passato e il presente si intrecciano armoniosamente nella capitale polacca. Completamente ricostruita dopo le distruzioni subite nel secondo conflitto mondiale, un weekend a Varsavia vi farà scoprire una destinazione alla moda per un turismo giovane e curioso, particolarmente attento alle novità.

Appena si esce dalla stazione ferroviaria, modernissima come il suo attiguo shopping centre, si rimane colpiti dai due simboli del passato e del nuovo che avanza: la mega insegna dell’Hard Rock Cafè e la possente mole del Palazzo della Cultura e della Scienza, icona dell’architettura sovietica, simile ai suoi omologhi moscoviti, costruito agli inizi degli anni Cinquanta.

Oltre la Vistola, il quartiere operaio Praga conosce uno sviluppo straordinario. Divenuto alla moda fra gli artisti, i musicisti e i creativi della capitale, sta cambiando volto. Le sue ex fabbriche in mattoni rossi sono sottoposte a una radicale ristrutturazione complici architetti polacchi, particolarmente creativi, che le stanno trasformando in centri culturali, musei, hotel o shopping mall. Come il nuovissimo Museo della Wodka, in polacco si scrive così: Muzeum Polskiej Wódki, Plac Konesera 1, aperto il 12 giugno dello scorso anno all’interno dell’ex fabbrica Koneser, leader della produzione di questo liquore fin dal 1897, anno della sua costruzione, pregevole esempio di architettura industriale.

“Vogliamo far conoscere la ricca e lunga storia della produzione e degli usi e costumi legati alla vodka in Polonia”, spiega Karolina Iskierka, account manager del museo. “Il nostro è l’unico museo al mondo dedicato completamente a questa bevanda superalcolica che non ha nulla a che invidiare alla vodka russa e costituisce da secoli la nostra bevanda nazionale”. E ancora. “abbiamo voluto anche ricostruire l’evoluzione di consumo della vodka e l’influenza sul costume nazionale,” chiarisce Kreysztof Dragowsci, direttore del museo. “Per esempio, in epoca di crisi economica e di povertà la vodka era utilizzata come moneta di scambio contro altri prodotti difficilmente trovabili”. Il museo, super tecnologico e interattivo, è stato progettato dall’archistar Mirosław Nizio. Si inizia la sua visita dalla sala cinematografica dove un suggestivo filmato narra la storia della fabbrica. Nelle varie sale si susseguono le istallazioni multimediali che illustrano il viaggio avventuroso della vodka attraverso i secoli a partire dal 1405 in cui è menzionata per la prima volta in un documento ufficiale. Infine si passa alla degustazione guidata dal sommelier Piotr Milczarek che illustra le differenze di sapore e aroma tra le vodke, prodotte esclusivamente da cereali o patate della tradizione agroalimentare del paese, e le regole per servire la vodka e come unirla alle varie pietanze. Si può mangiare nel ristorante Zoni o al bistro WuWu, ai piani superiori del museo. Oppure andare al vicino Pyzy Flaki Gorące (ulica Brzeska 29/31, tel. 606294499), dagli arredi anni Cinquanta, ormai diventato di moda, per gustare la zuppa di trippe molto piccante, servita in un vasetto di vetro.

Per Informazioni Ente Nazionale Polacco per il Turismo 

Di Pietro Tarallo foto di Massimo Bisceglie |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.