Lisbona in 48 ore

Sempre di più la bellissima capitale è diventata un hub internazionale per raggiungere destinazioni in tutto il mondo. Uno stop di uno o due giorni in attesa di ripartire per la destinazione finale o il rientro può essere l’occasione per innamorarsi della città bianca. Bastano 48 ore per restarne affascinati e qualche dritta per immergersi nell’atmosfera unica della città magica di Fernando Pessoa, sospesa tra il Tago e l’Atlantico.

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Rossio, Praca Dom Pedro IV, Lisbona ©Eugenio Bersani

Taxi e metro

Arrivo all’aeroporto. La metro è comodissima e porta in tutte le zone più strategiche del centro. Ma se avete qualche bagaglio in più un taxi ufficiale costa fra i 10 e 12 euro!

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Un taxi in Praça do Comércio a Lisbona © Shutterstock

Sono facilmente riconoscibili, perché di color verde e nero. Attenzione non si possono più lasciare i bagagli in deposito in aeroporto, ma ci sono molti punti di custodia vicino alle stazioni dei treni e metropolitana.

Dove alloggiare

La scelta è vasta e per tutte le tasche: hotel, B&B, appartamenti, etc. Il livello medio è ottimo. Quanto alla zona, per noi l’ideale è la Baixa, compresa tra le colline su cui sorgono i quartieri di Chiado e Alfama. Centrale, con scarso traffico automobilistico, tutta da scoprire girando a piedi fra caffè, librerie antiche, atelier, locali tipici.

Ad ogni angolo qualcosa d’interessante da vedere e quell’aria da quartiere popolare pieno di vita autentica che persiste, nonostante le poderose ristrutturazioni degli ultimi anni. Fra le novità luxury in arrivo, ci sono lo Sheraton Lisboa e il Moxy Lisbon City di prossima apertura, entrambi nel cuore della capitale. www.marriott.com  

Urbano hotel

L’Urbano FLH Hotels Lisboa è un nuovo piccolo hotel nel centro di Lisbona, in Rua da Madalena 42, contemporaneo, in posizione strategica, fuori dagli schemi, accogliente e irriverente. Ha camere deliziose, colazioni super, un pastel, un muffin e un tè a qualsiasi ora. E prezzi più che accessibili. Alle pareti quadri pop art dell’artista David Rosado.

Per un aperitivo, uno spuntino, ma anche pranzo e cena, vicino all’hotel sulla stessa via c’è un piacevole locale Eating Bear Restaurante Adega Wine Bar, con una carta vini alentejani di produzione della proprietà notevole, altre etichette e piatti in degustazione in abbinamento.

Lungo il Tejo

Al tramonto ci rilassa lungo il Tago – sullo sfondo il ponte 25 aprile – con un aperitivo

Ma una volta sistemati e rinfrescati il richiamo più forte è il Tago, con la luce di un orizzonte ormai quasi di mare, perché la foce è là, appena oltre il lungo Ponte do 25 de Abril. Eccoci allora nella grande e magnifica Praça do Comércio, dove un tempo c’era il molo d’attracco delle navi provenienti dalle colonie, cariche di merci esotiche. Il meglio è arrivarci attraverso il poderoso arco trionfale da Rua Augusta, costruito nell’Ottocento a costituire la maestosa porta d’ingresso alla città provenendo dal fiume.

Museo del bacalhau

Nella piazza alcuni famosi bar e ristoranti di Lisbona, molti sotto i portici, eleganti e discreti. Ad una estremità, verso il molo, il Centro Interpretativo da História do Bacalhau racconta con varie testimonianze l’indissolubile legame tra i Portoghesi e il merluzzo, inseguito e pescato in tutti i mari. Interessante e stimolante, in attesa di uno spuntino, con la possibilità di acquistare specialità alimentari.

I tram gialli e rossi

I famosi tram gialli e rossi che salgono e scendono per le vie della città

Mentre respiriamo l’aria balsamica intrisa di brezza marina vediamo sfrecciare gli inconfondibili piccoli tram che sferragliano da un capo all’altro della zona centrale. Quelli gialli (e rossi) sono un vero feticcio della città, e il famoso n. 28 il più fotografato e ambito dai turisti. Collega Matrim Moniz a Campo Ourique e riesce ad arrampicarsi anche nelle stradine più impervie, fra scossoni e frenate adrenaliniche. Segue una linea dedicata, la stessa dagli anni 30, che gli altri modelli più evoluti non possono percorrere.

Altrove stanno nei musei. A Lisbona vanno ancora alla grande, e toccano molte delle attrazioni più importanti. Con un biglietto giornaliero a un prezzo davvero basso si può scorrazzare liberamente su tutti i mezzi, metropolitani e di superficie. Il 28 è un’esperienza eccitante, con qualche avvertenza. Spesso è affollato e piuttosto battuto dai borseggiatori. Con un po’ di cautela lo si può provare in tutta tranquillità.

Il mercato Da Ribeira

Uno dei tanti piatti serviti dai ristoranti del Time out market

Noi per ora abbiamo voglia di passeggiare e quindi percorriamo la Ribeira das Naus, in pratica il lungofiume, toccando il quartiere di Cais do Sodre. È una bella promenade che ci porta al mercato Da Ribeira, primi novecento, di fronte alla stazione dei treni e metrò. All’interno tante bancarelle di alimentari, con l’immancabile bacalhau a dominare, e il Time Out Market Lisboa, aperto dal 2014.

Attorno ad una grande e moderna hall 26 ristorantini e 8 bar propongono specialità tradizionali e non, con materie prime, ovviamente, selezionate e freschissime. Da non perdere le classiche croquetas, sia nella versione tipica con baccalà, sia le altre più fantasiose. Il Time Out è aperto anche la sera. Qui si tengono pure show cooking e concerti.

Le sardine e il tonno in conserva

Le sardine sott’olio, ma anche il tonno e altri pesci, sono una vera istituzione e le scatole, bellissime. Molti i progetti di recupero dell’industria conservatoriera.

Appena prima del mercato in una rientranza di Rua do Arsenal si trova la Loja das Conservas. È una delle botteghe ufficiali che riuniscono in un unico spazio pressoché tutti i prodotti conservieri di pesce del Portogallo. Tonno, sgombri, sardine, etc. in sfiziose preparazioni e alcune confezioni, antiche e moderne, di accattivante design. Perfette per un cadeau autentico.  

Tramonto a Belém

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La Torre di Belem nella luce del tramonto © Shutterstock

Da qui possiamo proseguire con un mezzo di superficie sempre verso ovest per vedere con una piccola deviazione il celebre Mosteiro dos Jerónimos, eccezionale opera architettonica in stile manuelino. Il quartiere di Belèm (Betlemme) è ricco di musei, giardini e monumenti dedicati alle imprese marinare dei descubridores portoghesi, cui si deve la ricchezza e la potenza acquisita dal Paese in passato.

E noi non potremo mancare i primi bagliori del tramonto sul fiume alla Torre di Belém, Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO del 1500, divenuta il simbolo del Portogallo. Immagine della natura e dell’attitudine di un popolo di navigatori, metafora dell’andar per mare alla ricerca di nuove terre e di nuove conquiste. 

A cena davanti a casa di Pessoa

Delizioso formaggio pecorino dell’Alentejo.

Per la cena scegliamo un locale alla mano e tradizionale, il Dois Arcos, in Rua do Douradores, semplice, casalingo, che ci propone sapori autentici. A colpo sicuro prendiamo croquetes de bacalhau di entrata, con un assaggio di formaggio pecorino stagionato dell’Alentejo davvero super. Naturalmente bacalhau secondo la ricetta del giorno (si dice ce ne siano infatti 365) e pudim de leite golosissimo. Vino schietto regionale, prezzi modici.

Una delle più amate abitazioni di Pessoa è a due passi e ci pare di intravvederlo, impeccabilmente vestito, in un riflesso della vetrina. Se ci restasse anco un poco di energia ci sono locali di fado in zona, e molti di più ad Alfama, non molto lontano. Per i nottambuli incalliti il must è Bairro Alto, particolarmente friendly e arcobaleno, come del resto i quartieri Chiado e Pricipe Real. Prima della nanna lo sfizio è un bicchierino di Ginjinha, comunemente chiamata Ginja, bevanda alcolica a base di amarene molto diffusa e apprezzata.

Caffé e pastéis de nata a colazione

Pastéis de nata, irresistibili.

Per la prima colazione sono d’obbligo caffè (bica) e pastéis de nata, le deliziose tortine di pasta sfoglia con ripieno di crema fatta con panna e uova.  Si trovano un po’ dappertutto anche se il top risultano essere quelli di Pastéis de Belém – Antigua Confeiteria de Belém, nell’omonimo quartiere e, nella nostra zona, Fábrica da Nata, in Rua Augusta.

E per tetto il cielo

La prossima meta è il fascinoso Convento do Carmo, ovvero i resti della più grande chiesa gotica della città semidistrutta dal terribile terremoto e dall’incendio che ne seguì, nel 1755. Le bianche arcate paiono sostenere il cielo: qualcosa di commovente e indimenticabile. Nella parte intatta si trova il Museu Arqueológico do Carmo, con reperti sulla storia della città, dalla Preistoria al Medioevo.  

Il convento do Carmo non è mai stato ricostruito dopo l’incendio del 1775. E da allora è uno dei simboli della storia di Lisbona.

Anche la piazza antistante, do Carmo, è suggestiva, con diversi palazzi in stile pombalino. E soprattutto ci si può arrivare dalla Baixa con il famoso Elevador de Santa Justa, capolavoro dei primi del 900 in stile neogotico, superando un dislivello di 45 metri. Ci portiamo verso la Praça Dom Pedro IV, da tutti conosciuta come Rossio, la zona più vivace della città e il luogo d’appuntamento di lisbonesi e forestieri.

Rossio è il cuore di Lisbona

La statua di Pietro IV Il Re Soldato ci sorveglia dal centro ma siamo distratti dalla coreografica pavimentazione, dal teatro dai bianchi colonnati, e dal famoso café Nicola con la sua facciata in stile Art déco, la caffetteria più famosa di Lisbona. Più oltre, l’incanto della vecchia stazione ferroviaria in stile neo-manuelino e poi la grande Praça dos Restauradores dai marciapiedi di mosaico calçada in bianco e nero.

Arrivederci dal Castello

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Tramonto su Lisbona dal Castello de Sao Jorge © Shutterstock

Non si finirebbe mai di girare. La tentazione è di perdersi fra le stradine di Alfama attorno al Castello di São Jorge, o riempirsi ancora gli occhi di storia e arte con la Cattedrale da Sé. Ma è quasi ora di ripartire, cercando un punto per il nostro arrivederci.

La salita ci ripagherà con una vista emozionante sulla città, traguardando il fiume e pensando all’invito dell’amico geniale Pessoa. Trovare sempre un luogo in cui “…godere esaltanti panorami, il vasto, irregolare e multicolore insieme di case che costituisce Lisbona.”

Per info (comprese regole Covid-19) si può visitare il sito di Visit Lisboa

Testo di Teresa Scacchi, foto Gianfranco Podestà|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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