Tivoli: nell’anno del Giubileo uno dei borghi da visitare fuori Roma

Arroccato tra i Monti Tiburtini e la campagna romana è uno dei borghi meno gettonati del Lazio, sopraffatto dalla fama delle sue ville decantate da poeti e scrittori – Villa d’Este e Villa Adriana – e dalla popolarità delle sue terme curative.

Santuario di Ercole a Tivoli ©Emanuela De Santis

Celebrata da Virgilio come Tibur Superbum è il perno di una rete di tesori unici nati dal via vai di popoli e gens aristocratiche. E a riconferma della propria centralità storica e monumentale ha visto la luce il progetto “Tivoli Destinazione turistica” finanziato con l’avviso Unesco del Ministero del Turismo, presentato dal Sindaco Marco Innocenzi e dall’Assessore al Turismo Clizia Lauri.

Il Sindaco e l’assessore al turismo di Tivoli (RM) ©Emanuela De Santis

L’iniziativa apre un nuovo capitolo nello sviluppo della destinazione attraverso la creazione di un Brand identity – Tivoli timeless beauty – che si avvale di strumenti di promozione digitale come il rifacimento del sito web Visit Tivoli e la creazione di un’app dedicata, la creazione di itinerari VR e l’attivazione dei servizi di social media marketing (profilo istagram @visittivoli_official e pagina Facebook Visit Tivoli) oltre alla l’apertura di un Centro d’interpretazione turistica e all’implementazione dell’e-bike sharing.

Tempio della Sibilla Tivoli ©Emanuela De Santis

Ma la visita del centro storico di Tivoli è un esercizio per flaneur. Solo passeggiando per le stradine acciottolate è possibile penetrarne l’anima antica, sentire l’eco della sua storia che l’ha trasportata fino ai nostri tempi in un rincorrersi di grandi eventi e battaglie, luogo di ozi lussuosi ma anche sito strategico per traffici e commerci grazie alla sua posizione a picco sul fiume.

Infatti il panorama dal Belvedere del ponte Gregoriano con il tempio della Sibilla incastonato tra le cascate dell’Aniene, i monti Tiburtini e con lo sfondo della campagna romana è una delle immagini cult della regione, ripetuta all’infinito su dipinti, stampe, cartoline ed oggi sui post dei turisti.

Vista dal Ponte Gregoriano a Tivoli ©Emanuela De Santis

Sempre a piedi si raggiunge l’Acropoli e il Rione di Castrovetere e costeggiando i bordi della Cittadella la vista sulla campagna racconta un’altra Tivoli, che nell’Ottocento era l’unica città del Lazio dotata di fiorenti industrie.

Lanifici, concerie e cartiere erano alimentate dall’energia fornita dalle importanti opere idrauliche di età classica. Passando per il vicolo con la Casa Gotica, l’icona della città medievale, e la chiesa romanica di San Silvestro ci si affaccia infine dalla collina del Santuario di Ercole, l’eroe protettore dellaTivoli romana sia nelle attività di pace, i commerci e l’allevamento delle greggi, che di guerra.

Santuario di Ercole a Tivoli ©Emanuela De Santis

Uno dei luoghi sacri più grandi e ricchi dell’antichità in fasi alterne è stato occupato da fonderie, cartiere ed infine centrali elettriche: oggi si aggiunge agli itinerari museali dell’area culminante con la gigantesca istallazione in ferro che mima l’antico tempio e aggiunge un brivido di rimpianto alla vista mozzafiato sulla valle dell’Aniene.

Quartiere medievale di Castelvetere a Tivoli ©Emanuela De Santis

Infoutili

Come arrivare: in treno dalla Stazione di Roma Termini e Roma Tiburtina, in autobus con la linea Cotral da Roma Ponte Mammolo.

Dove mangiare: Ristorante pizzeria La Fornarina, Piazza Palatina 8, tel. 0774.312786 www.pizzerialafornarina.it, pizze pinse e tradizione romana.

Testo e foto di Emanuela De Santis|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com