Galizia, la città del Cammino, la bella Santiago de Compostela, è una città dal fascino troppo spesso sottovalutato. Naturalmente arrivare a piedi dopo aver concluso il percorso di Santiago, è una grandissima emozione, ma poi godersi la città, il suo pregevole centro storico, la sua allegria e la sua cucina, sono altrettanto coinvolgenti.

Posta all’estremità nord-occidentale della Spagna, Santiago de Compostela, capitale della Galizia, è l’emblema del viaggio: iconica fine del percorso a piedi più famoso al mondo, è una città dal fascino sottostimato.
Certamente, l’arrivo a Santiago de Compostela è, per chi giunge qui a piedi, l’emozione più grande, ma se ci si concede il giusto tempo di conoscere a fondo questa città di cui, a parte il cammino a cui dà il nome, si sa in genere molto poco, si scoprirà un luogo ricco di fascino e di sorprese.
Non bisogna però aspettarsi l’immagine stereotipata della Spagna caliente con sole, mare e movida: i paesaggi della Galizia ricordano di più paesi del nord come l’Irlanda o l’Inghilterra che le assolate regioni del sud della Spagna. I galiziani sono spagnoli un po’ atipici per l’immagine che generalmente si ha di questo popolo: con una loro lingua, forti tradizioni tramandate nei secoli e una ricchissima tradizione gastronomica.
Scoprire Santiago de Compostela
Bisogna anche dimenticare lo stereotipo comune che vede Santiago de Compostela come una città sacra e morigerata: se è innegabile che la città è pervasa da una potente aura di sacralità, è anche vero che oggi la capitale della Galizia è divertente, allegra e gioviale, grazie anche alla sua vivace università.
Il centro di Santiago, ricco di palazzi storici ed eleganti piazze in pietra e granito, è splendido da girare a piedi e la città è affascinante sia con il sole sia con la pioggia o una sottile nebbiolina.
Gustare il leggendario polpo alla gallega in uno dei suoi bar tradizionali, scegliere se fare una passeggiata romantica nel cuore della città oppure seguire gli studenti in cerca di vita notturna sono solo alcune delle tante possibilità che il centro galiziano offre ai suoi visitatori.
Che sia la fine di un epico viaggio a piedi o la tappa di un itinerario in auto, Santiago de Compostela saprà certamente affascinare e farsi ricordare.
La Cattedrale di Santiago de Compostela
Per chi giunge in città dopo gli 800 km a piedi del Cammino di Santiago, la Cattedrale è l’attrazione a cui puntare. La vista delle guglie per i pellegrini e gli escursionisti ha un significato simbolico di estrema importanza: rappresenta la fine di un lungo viaggio, ma soprattutto di un’esperienza unica nella vita.

Anche i semplici visitatori non possono non subire il fascino della Cattedrale, che domina la città con le sue guglie e le sue torri riccamente decorate. Costruita tra il 1075 e il 1211 e modificata più volte, è un riuscitissimo mix di stili romanico, gotico e barocco.
La tomba di Santiago sotto l’altare maggiore è per molti l’attrazione di maggior richiamo, ma il capolavoro artistico della Cattedrale è il Portico della Gloria nell’ingresso occidentale, impreziosito da 200 magnifiche sculture romaniche che raffigurano profeti e apostoli.
La figura centrale è il Cristo attorniato dai quattro evangelisti, angeli e simboli della Passione. Ai piedi del Cristo, poi, sono raffigurati Santiago ed Ercole: secondo un’antica tradizione, prima di entrare in chiesa i pellegrini dovevano recitare una preghiera infilando le dita nei cinque buchi posti al di sopra della statua.
Un’altra statua oggetto di tradizione è quella di Maestro Mateo, lo scultore autore delle magnifiche decorazioni del portico. Secondo la tradizione, battere la testa contro quella in pietra della statua serviva ad acquisire un po’ del suo genio. Oggi non capita più di vedere gente pregare con le dita infilate nei fori sul muro o dare testate a una statua: entrambe sono state protette con inferriate in metallo dall’assalto di pellegrini troppo vivaci.
Dopo aver visitato la chiesa non si può perdere il Museo della Cattedrale, disposto su quattro piani. Oltre ad ammirare un’eccezionale collezione di arte sacra, è possibile visitare il chiostro cinquecentesco della cattedrale, la sontuosa sala capitolare, una sala decorata con arazzi realizzati su disegno di Goya e il Panteon dei Re, con le tombe dei re medievali di Leon.
Il biglietto del museo e del tour guidato consentono l’ingresso anche al Pazo de Xelmírez, un palazzo vescovile del XII secolo annesso al lato nord della cattedrale. Qui si può ammirare una mostra dedicata alla realizzazione delle sculture del Portico della Gloria e una curiosa collezione di busti raffiguranti musicisti e artisti di strada.
Praza de Obradoiro

Così chiamata perché un tempo qui avevano sede laboratori di muratori e tagliapietre, la piazza principale della città è ampia, particolare, chiusa al traffico e ai commerci: non vi si trovano le caffetterie con tavolini all’aperto tipiche di tante piazze europee, in compenso però regalano un silenzio e un’atmosfera unici.
Sulla piazza si affacciano la maestosa cattedrale ed eleganti palazzi tra cui Pazo de Raxoi, oggi sede del municipio. Un altro splendido palazzo aperto sulla piazza è l’Hostal dos Reis Católicos, un edificio dall’ironico destino: costruito dai re cattolici Isabella e Fernando per ospitare prima i pellegrini esausti, in seguito orfani e poveri, oggi è un parador, ovvero un hotel di lusso che dà riposo a turisti benestanti.
I giardini e alcune aree comuni sono aperti al pubblico e si possono visitare liberamente. I più attenti noteranno la Puerta Santa: è una porta costruita nel Seicento che dà accesso alla chiesa di Praza da Quintana, ma viene aperta solo negli anni bisestili; se le statue del Portico della Gloria sono certamente meravigliose, qui se ne possono ammirare altre 24 (originariamente collocate sul portico).
Chi ama l’architettura barocca, poi, non può perdersi la Casa do Cabildo, un settecentesco palazzo dalla splendida facciata, progettato per chiudere e abbellire la piazza delle Platerías. Questo elegantissimo edificio ispirò il racconto “Mia sorella Antonia” di Ramón Valle-Inclán.
Musei di Santiago de Compostela
Ma Santiago non è solo città sacra rimasta ferma nel tempo: al contrario, è una città molto vivace e non mancano interessanti musei e gallerie d’arte.
Per chi è curioso di sapere chi era l’apostolo Santiago, com’è nato il pellegrinaggio e cosa ha reso un’esperienza dal profondo significato religioso una delle vie escursionistiche più battute al mondo, troverà tutte le risposte al Museo das Peregrinacións de Santiago, dedicato al Santo e alla città.
Per chi invece vuole conoscere l’anima moderna di Santiago de Compostela, può visitare il Centro Galiziano di Arte Contemporanea (CGAC), che assieme al monastero di San Domingos de Bonaval e al parco omonimo costituisce un complesso unico in cui si fondono modernità e tradizione.
All’interno del museo sono esposte opere di artisti galiziani e vengono organizzate mostre temporanee che sondano le ultime tendenze dell’arte contemporanea, ma è la terrazza con vista che attira la maggior parte dei visitatori.
All’interno del monastero è invece ospitato un altro museo, il Museo del Popolo Galiziano, consigliato a chi vuole conoscere più in profondità i diversi aspetti che caratterizzano la cultura galiziana.
Infoutili
Informazioni: www.turismo.gal
Musei: Museo da catedral ; Museo de las peregrinaciones; Centro Galego de arte contemporaneo; Museo do pobo galego
Cosa mangiare: Pulpo a feira ; Churrasco ; Empanada; Cocido gallego ; Caldo gallego
Dove mangiare: A Noiesa Casa de Comidas, Rúa do Franco, 40
Dove dormire: Hospederia Tarela, Praza Da Pescadería Vella, 1
Testo di Angelo Laudiero|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com






































