Crans-Montana, estate a omissioni zero

Dal beach volley all’ecomuseo alpino, dal wakeboard al trekking, dai dipinti aborigeni al golf firmato, dagli itinerari gravel ai concerti classici, dalla cena gourmet alla street art. A Crans-Montana nulla è tralasciato, con la complicità di un paesaggio di rara bellezza.

Photographer: David Carlier

Il paradigma estivo di Crans-Montana non omette nulla nell’ambito dell’art del bien vivre. Lo fa con l’onesta sfrontatezza di chi ha sempre ignorato la retorica dell’antico borgo alpino e non calza sabot radical chic ma punta all’eccellenza e a valorizzare a suo modo l’immensa dote che la Natura ha portato con sé.

Tutti i servizi di una città smart sono approdati a 1500 metri (la rete 5G fa la sua comparsa oltre 10 anni fa), l’accoglienza ha standard elevati (il 40% degli alberghi presenti sono di categoria lusso e first class), la qualità dell’offerta enogastronomica sfiora le vette circostanti (la guida Gault & Millau quest’anno segnala ben 10 ristoranti e 2 sono gli stellati Michelin).

ph Patrick_Guller

 
Un’enclave per ricchi?
Il cliché resiste ma la lettura è parziale. Ce ne accorgiamo facendo due passi per le vie di Crans Montana (a vocazione più famigliare e “popolare”) dove, a differenza di altre affermate località turistiche, è evidente che il centro è animato da una vita propria che coinvolge 15mila abitanti stabili, fatta anche di supermercati, mezzi pubblici, scuole, uffici postali.

Ai giardini di Ycoor l’ingresso al Wine & Music è gratuito e un calice di ottimo vino del territorio accompagnato da musica dal vivo è più che accessibile (6 euro); ingresso libero persino al Driving Range del prestigioso Golf Club Crans-sur-Sierre, per perfezionare il proprio swing, è gratuito (si pagano solo le palline) e gratuiti sono tutti i concerti del festival estivo Ambassador of Music.

Ma la vera accessibilità si misura in quello che riteniamo essere il gioiello estivo più prezioso di Crans Montana, ovvero in quei 320 chilometri di sentieri segnalati per le escursioni (insieme ai 230 km da trail), dove carta di credito e outfit griffato possono rimanersene a casa.

Andar per bisse

Il nome evoca sinuosità boschive ma non vi è alcuna familiarità con le serpi. I bisse sono gli storici canali di irrigazione del Vallese (immersi nel paesaggio alpino è difficile immaginare quanto l’acqua possa rivelarsi un elemento prezioso) per indirizzare ai campi, ai frutteti e ai vigneti l’acqua che precipita dai ghiacciai.

Molte di queste rogge sono in funzione ancora oggi e vengono conservate con grande cura: affiancano i sentieri e il loro canto rende l’escursione ancora più piacevole! La regione di Crans Montana ne conserva 8, noi siamo andati a scoprire il Bisse du Ro, percorrendo un tracciato scolpito nella roccia durante la prima metà del XV secolo destinato a portare l’acqua al villaggio fino al 1946.

Photographer: David Carlier

Il sentiero conduce al Lago Tseuzier e si snoda all’ombra di larici e abeti costeggiando pareti a strapiombo sulla valle, con un inatteso coup de théâtre a circa metà strada: per proseguire occorre attraversare la suggestiva passerella sospesa a 70 metri d’altezza, inaugurata nella primavera 2020, per un guizzo di adrenalina lungo 120 metri!

Leggermente più in quota, un altro sentiero particolarmente apprezzato dagli escursionisti è quello che segue il corso del Bisse du Tsittoret, passando dalla valle della Tièche, con le sue splendide cascate, sovrastate dal Petit Mont Bonvin. Alle soglie dei duemila metri, il percorso schiude scorci nei quali lo sguardo si proietta senza ostacoli verso i diciotto “4000” che incorniciano il panorama.

Due le tappe da non perdere: una sosta all’alpeggio della Cave du Sex (il nome originario era “Scex” ma forse la “c” si è persa sui sentieri del marketing) per una rösti o un tagliere di formaggi d’alpeggio, prodotti a centimetro 0 (il caseificio è in loco).

E una visita all’Hameau de Colombire, gruppo di malghe formate da edifici storici, ivi traferiti per evitare il loro abbattimento (la struttura delle antiche abitazioni “poggia” su basi recenti e vi è possibilità di pernottamento); c’è un piccolo museo etnologico, si offrono esperienze uniche come l’introduzione alla produzione del formaggio e si può conoscere Jeff Widmer, con la sua straordinaria collezione di Hang, strumenti svizzeri percussivi, cimentandosi nel tentativo di emettere suoni assimilabili a una musica (lui, invece, ci riesce benissimo!).

Svaghi on the water

©CMTC_Louis_Dasselborne

Sfilate le scarpe da trekking, i piedi possono affondare senza soluzione di continuità nella sabbia fine del Beach Club per un momento di relax sulla sedia a sdraio davanti all’Etang Long o per una partita di beach volley. Le montagne ci osservano, ma l’atmosfera è decisamente da spiaggia.

E tali sono le esperienze che riserva il WakePark di Crans-Montana, attrezzato con due impianti per lo sci nautico: uno lungo 140 metri e l’altro, più grande, dov’è possibile praticare il Wakeboard e, per i più esperti, anche il foiling. Un profluvio di aperitivi dà il la alla serata, accompagnato da un vocio conviviale.

Il piacere di scivolare sull’acqua acquista connotazioni completamente diverse sui bacini più intimi del lago della Moubra, con le sue spiagge d’erba, e di Grenon, dove si specchiano l’Hôtel du Lac, dotato di birrificio e di torrefazione e, in cima alla collina, l’Hôtel du Parc, l’albergo edificato nel 1893 che segnò l’avvio del turismo nella regione.

Qui gli organizzatori del Vision Art Festival, appuntamento annuale che porta l’arte urbana in quota, propongono un’idea originale: una cena en plein air, a bordo di pedalò attrezzati per l’occasione, dove gustare un tagliere di salumi locali e una fumante fonduta accompagnata dall’ottimo vino vallesano. La magia del tramonto sospeso tra l’acqua e le montagne non fa parte del menu, è un dono del cielo.

Le vette dell’enogastronomia

Foto Laura Ferrari

Tolto il panorama, il relax, la compagnia, il servizio lo stesso piatto muoverebbe il medesimo giudizio lusinghiero? Quando la risposta è affermativa il merito va alla cucina mentre il resto contribuisce a creare un’esperienza che rimarrà impressa non solo nel palato.

Non capita spesso ma per chi è alla ricerca di qualcosa da ricordare, a Crans-Montana le occasioni non mancano. Due esperienze su tutte: il “pic-nic” servito dal ristorante La Muña dell’hotel Ambassador che ha portato in quota “alpeggio” un raffinato viaggio di sapori tra il Perù e il Giappone (tra questi, gli indimenticabili ceviche di tonno e di branzino); il Grand Buffet domenicale del Guarda Golf Hôtel & Residences che allestisce un trionfo di preparazioni (60 piatti diversi esclusi i dessert, che cambiano ogni mese) dalla selezione di succulente carni e pesci a uno straordinario assortimento di dessert, da mangiare anche con gli occhi.

L’offerta gastronomica è davvero ampia, dal rifugio alpino ai locali stellati (nella fattispecie, L’Ours di Franck Reynaud e Le Mont Blanc di Yannick Crepaux), i gourmand non avranno nulla da temere… fatto salvo l’ago della bilancia.

Una visita alle cantine per una degustazione dopo una passeggiata in vigna è l’occasione per apprezzare al meglio i pregi del nettare di Bacco, che in Vallese si esprime con più di 40 vitigni diversi e oltre 200 ettari di vigneti, coltivati con passione da generazioni di viticoltori.

Noi abbiamo scoperto l’azienda Cave la Romaine che ci ha presentato con orgoglio la sua ultima creazione: “Cincinnatus”, un metodo classico con un blend di Heïda, Chardonnay e Pinot Nero, invecchiato sulle fecce nobili per 24 mesi, consentendo così agli aromi di svilupparsi appieno. À la santé!

Anche l’arte vuole la sua parte

Foto Laura Ferrari

Epicuro, ma non solo. Nel comune di Crans-Montana trova spazio anche l’arte. E lo fa guadagnandosi un primato, anche in questo campo. La Fondation Opale di Lens, è infatti l’unico centro europeo dedicato all’arte aborigena australiana e alla sua promozione nel mondo.

Dal 15 giugno al 16 novembre 2025, è allestita la mostra Sous les reflets du monde che esplora i molteplici modi in cui l’artista aborigena australiana Sally Gabori (ca. 1924-2015) e il pittore americano Forrest Bess (1911-1977).

Centro d’arte e spazio espositivo, ha inaugurato una seconda ala dell’edificio nel 2023, includendo un auditorio da 124 posti che ospita concerti, conferenze, performance artistiche e proiezioni.

La struttura affacciata sul Lac Louché è una roccaforte per l’arte e la cultura rifiorita grazie all’impegno di Bérengère Primat, collezionista di arte aborigena e mecenate, erede di una famiglia di imprenditori del settore petrolifero che hanno fatto fortuna grazie anche all’ideazione di un accessorio per le pompe di benzina.

Così come la prestigiosa Fondation Gianadda, a Martigny, che è stata realizzata da quello che in Italia definiremmo un “palazzinaro”. Come a dire… c’è anche chi dispone di ingenti capitali e sa spenderli bene.

Ph. Maxime Aliaga

In merito all’arte di combinare i suoni, l’offerta non è da meno. E le sere d’estate ci fanno capire quanto la musica sia cosa viva. Spettacoli live ovunque, senza discriminazioni di genere: dalle formazioni orchestrali nordamericane degli Ambassadors of Music (9 eventi gratuiti per quasi 2000 musicisti), ai concerti del Wine & Musica, alla musica colta di Crans Montana Classics (con concerto d’apertura alla buca 13 del Golf Club), ai salotti sull’acqua del PALP, sul lago di Louché.

Vacanze in montagna, senza neve? Nessuno potrà mai più dire di annoiarsi.

Infoutili

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Testo e foto di Laura Ferrari K.|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com