Travolgente, sconcertante, intrigante. Tutto questo e molto altro è Marrakech: i richiami dei venditori nei souk, i forti odori della medina, le splendide mederse ricoperte di maioliche, i banchi carichi di spezie, l’imponente minareto della Koutoubia, l’ammaliante caos di piazza Jemaa el-Fna contraddistinguono una delle città più belle del Marocco.

Marrakech si divide principalmente in due parti: la Medina, situata all’interno delle mura, lunghe 16 chilometri, dove si concentrano i principali luoghi di interesse facilmente raggiungibili a piedi; e la Ville Nouvelle, la parte più nuova e moderna della città costruita all’inizio del Novecento durante il protettorato francese.

Di seguito proponiamo un itinerario alla scoperta di Marrakech, avvertendo, però, il lettore che la bellezza di questa città si scopre lentamente nel vagare senza meta nella medina, tra antiche botteghe artigianali, musei ed edifici religiosi, hammam e cafè dove sorseggiare una tazza dell’immancabile tè alla menta e mangiare i piatti della tradizione marocchina.
1. Moschea Della Koutoubia

Il minareto del XII secolo che sovrasta la Moschea della Koutoubia è stato il prototipo della Giralda di Siviglia che, prima di essere trasformata in campanile della cattedrale, non era altro che il minareto della moschea.
Per i non musulmani è vietato accedere all’interno della moschea ma vale la pena di rilassarsi nei bei giardini esterni e, da lì, ammirare le eleganti decorazioni del minareto nell’attesa del prossimo richiamo alla preghiera del muezzin.
2. Piazza Jemaa El-Fna

Jemaa el-Fna è qualcosa di unico: dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è il cuore pulsante di Marrakech. Dalle prime luci dell’alba fino a notte inoltrata, qui vanno in scena incantatori di serpenti, addomesticatori di scimmie, chiassosi venditori di ogni genere di cose.
L’atmosfera frizzante di Jemaa el-Fna è ammirabile anche dall’alto, dalle terrazze dei cafè e dei ristoranti che si affacciano sulla frenetica piazza.
3. Souk

Non si può dire di aver visitato Marrakech senza aver perso almeno una volta l’orientamento all’interno del suo souk: da Jemaa el-Fna, si entra in un intricato sistema di vicoli dove abili ed insistenti mercanti cercheranno di vendere ogni genere di cosa. Ovviamente è d’obbligo la contrattazione!
Il souk di Marrakech è uno dei più grandi del Marocco ed è suddiviso in base alla tipologia di merce offerta: le vie più frequentate sono Rue Semarine e Rue Mouassine mentre i souk più affascinanti sono probabilmente Souk El Attarine (spezie), Souk des Teinturiers (concerie) e Souk Haddadine (fabbri).
Spostandosi a nord, si può osservare la Fontana Mouassine e i suoi preziosi legni intagliati: si tratta di una delle tante fontane che, un tempo, rifornivano l’acqua ad abitanti e lavoratori del quartiere.
4. Koubba Ba’adiyn

La Koubba Ba’Adiyn è un piccolo e grazioso tempio del XII secolo. Il motivo per cui è così importante è che si tratta di uno degli edifici più antichi della città, realizzato all’epoca degli Almoravidi e scampato miracolosamente alla distruzione degli Almohadi, le due dinastie locali che si sono succedute al potere per circa due secoli, tra il 1062 e il 1269.
E’ possibile sia osservarlo dall’esterno che acquistare un biglietto per visitarne l’interno e ammirare le notevoli decorazioni della volta.
5. Medersa Di Ali Ben Youssef

Fondata nel XIV secolo come scuola coranica, la Medersa di Ali ben Youssef è una delle meraviglie di Marrakech. Varcando il suo portone di ingresso, è impossibile non rimanere a bocca aperta di fronte alle splendide ed intricate decorazioni del cortile e degli altri ambienti circostanti.
Gli stucchi, i zellij – ovvero i tradizionali mosaici marocchini – e gli intagli nel legno di cedro sono così eleganti da creare un’armonia che resiste al tempo. Un’altra bella fontana, situata nei pressi della Medersa di Ali Ben Youssef, è quella di Chrob ou Chouf (o Shrob ou shouf). Costruita a cavallo del Seicento, è sovrastata da un’elaborata struttura in legno decorato con una tettoia in tegole verdi.
6. Museo di Marrakech

Un elegante palazzo del XIX secolo, utilizzato poi per anni come scuola femminile, ospita dal 1997 il Museo di Marrakech. Sviluppati attorno al bel cortile centrale, gli spazi espositivi permettono di ammirare oggetti tradizionali dell’arte marocchina come tappeti, ricami, armi e ceramiche.
La casa stessa rappresenta un esempio di architettura moresca classica, con fontane nel cortile, aree salotto tradizionali, un hammam e intricate piastrelle e sculture. Al soffitto del salone centrale è appeso un enorme lampadario centrale in lastre di metallo decorate con ritagli geometrici ed epigrafici.
7. Bab Agnaou

Sono diciannove le porte che consentono l’accesso alla medina di Marrakech: Bab Agnaou risale al XII secolo e permette di entrare nella Kasbah, la cittadella reale che rende omaggio alla dinastia Saadiana, la quale ha segnato la città dal XIV al XVI secolo.
La porta è costruita in arenaria rosa-grigio con sfumature che variano a seconda dell’ora del giorno, mentre l’arco posto al centro a forma di ferro di cavallo è decorato su più strati con versetti del Corano.
8. Moschea di Moulay el Yazid

Seconda solo alla Koutoubia, la Moschea della Kasbah – chiamata anche Moschea di Moulay el Yazid – risale al XII secolo ed è stata più volte rimaneggiata.
Pur non essendo possibile accedere all’interno per i non musulmani, si può comunque spiare il cortile, con le fontane delle abluzioni e il bel minareto in pietra. La facciata è caratterizzata da merli con fregi in terracotta turchese nella parte terminale mentre la lanterna è sormontata da tre grandi sfere d’ottone che il popolo chiama “mele d’oro”.
9. Tombe dei Saaditi

Nascoste da alti muri, queste splendide tombe del XVII secolo vennero riscoperte solamente nel 1917. In questo caso la furia dei sultani subentranti e in particolare di Mounlay Ismail le risparmiò dalla distruzione, forse per via della loro monumentalità o della superstizione che riguardava la profanazione di tombe musulmane.
Si tratta di un insieme di due mausolei attorniati da un giardino fiorito: il primo è più sontuoso e decorato riccamente all’interno da diverse sale ognuna abbellita da fregi particolari; il secondo, caratterizzato da un originale tetto verde, è più piccolo ed è composto da due stanze soltanto.
La vera perla è la Sala delle Dodici Colonne i cui marmi provengono da Carrara e le cui splendide decorazioni, ancora ben conservate, lasciano davvero senza parole.
10. Palazzo El-Badi

La Place des Ferblantiers (Piazza dei Lattani) è famosa per i suoi artigiani che lavorano metalli, lanterne, teiere e oggetti decorativi, con un’atmosfera tradizionale fatta di bancarelle e negozietti di autentico artigianato marocchino. A ridosso della piazza si erge il Palazzo El-Badi che in arabo significa “l’incomparabile” per via della sua bellezza prima di essere depredato.
Pare che i pavimenti di questa sontuosa dimora del XVI secolo fossero fatti in oro, turchesi e cristalli. Oggi il complesso si presenta sotto forma di affascinanti rovine sviluppate attorno ad un grande bacino d’acqua.
Sui muri più alti nidificano una gran quantità di cicogne ma la colorata pavimentazione di alcuni ambienti è ancora qualcosa di straordinario.
11. Mellah

Il Mellah è l’antico quartiere ebraico della città. Addentrandosi tra i vicoli, tra artigiani al lavoro e botteghe cariche di spezie, si possono ricercare i portoni che ancora riportano la stella di David o i balconi in ferro battuto che nelle tradizionali case arabe non esistono.
Solo un paio di sinagoghe nel Mellah sono ancora utilizzate dalla sempre più piccola comunità ebraica di Marrakech: una di queste è la Sinagoga Lazama che è anche un interessante museo sugli ebrei in Marocco, mentre il cimitero Ebraico risale al XII secolo ed è ancora in uso.
12. Palazzo El-Bahia

“El Bahia” significa “il bello” in arabo e non è affatto un caso che il palazzo si chiami così. Gli stucchi e le decorazioni degli spazi aperti al pubblico risalgono al XIX secolo e sono stati realizzati dai migliori artisti dell’epoca.
Gli ambienti coperti, alternati a porticati, cortili dall’incantevole pavimentazione e giardini, sono ornati da una profusione di decorazioni su ogni superficie, con intagli elaborati e soffitti in zouak (legno dipinto). Il sontuoso palazzo di 8000 mq fu iniziato dal gran visir Si Moussa verso il 1860 e arricchito dal figlio e successore Abu Bou Ahmed.
13. Giardini Majorelle

Fuori dalla Medina, nella città nuova, si trovano i bellissimi Giardini Majorelle la cui particolarità sta nella loro capacità di incantare anche il viaggiatore più prevenuto. La villa, che oggi ospita il Museo di Arte Islamica, è dipinta di un blu elettrico e fu residenza del pittore Jacques Majorelle prima e dello stilista Yves Saint Laurent, poi.
La vera attrazione sono però i bellissimi giardini che ospitano oltre 300 specie di piante, tra cui moltissime varietà di cactus e piante grasse. Splendidi i contrasti creati grazie ai colori dei fiori e ai vasi di terracotta dipinti di giallo ed arancione. Con il biglietto d’ingresso ai giardini, è possibile acquistare anche l’entrata al Museo Yves Saint Laurent e al Museo Pierre Bergé delle Arti Berbere.
Infoutili
Informazioni: visitmorocco.com
Cosa mangiare: Couscous ; Tajine ; Pastilla ; Baghrir ; Mèchoui
Dove mangiare: Cafè des Epices, 75 Derb Rahba Lakdima, www.cafedesepices.ma
Dove dormire: Riad Al Mamoune, 140 Derb Aarjane, www.riadalmamoune.com
Musei: Museo Dar Bellarj, 48 Place de la Kissariat Ben Youssef ; Maison de la Photographie, 46 Rue Bin Lafnadek ; Museo Dar si Said, 8 Rue de la Bahia
Cosa leggere: Elias Canetti, Le voci di Marrakech. Note di un viaggio, Adelphi, 2004, € 12,00
Escursioni: Essaouira ; Montagne dell’Atlante ; Cascate di Ouzoud ; Valle dell’Ourika ; Deserto di Agafay ; Ouarzazate e Ait Benhaddou
Testo di Angelo Laudiero|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com



































