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Lo Skansen di Stoccolma, baluardo delle tradizioni popolari svedesi

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Lo Skansen di Stoccolma, baluardo delle tradizioni popolari svedesi
Case tradizionali svedesi al Museo Skansen ©Shutterstock

Alla scoperta dello Skansen, il parco-museo di Stoccolma dedicato al folklore, ai mestieri tradizionali e all’ambiente della Svezia.

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Case tradizionali svedesi al Museo Skansen ©Shutterstock

Un genere di museo molto diffuso nei Paesi Scandinavi è il museo all’aria aperta dedicato alle tradizioni popolari locali. Il capostipite, e tuttora il più importante in questo genere, è lo Skansen di Stoccolma, creato nel 1891 daArturHazelius.

Le origini dello Skansen

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La casa di Artur Hazelius ©Maria Johansson da www.skansen.se

La Rivoluzione Industriale aveva investito nella seconda metà dell’Ottocento anche la Svezia. Il timore di Artur Hazelius, professore ed etnologo, era che si potessero perdere i saperi e le tradizioni che avevano costituito fino ad allora le fondamenta della nazione svedese.

Hazelius, che già aveva creato alcuni anni prima il Nordic Museum nell’isola di Djungarden, nel territorio urbano di Stoccolma, decise di intraprendere un nuovo progetto. Così, ispirato da ciò che aveva fatto il re di Norvegia Oscar II a Kristiania dieci anni prima, fondò lo Skansen, su un terreno di 300.000 metri quadri sulla stessa isola di Djungarden.

Il nome si riferisce a un tipo di fortificazione fatta con la terra per difendere corpi di artiglieria (lo sconce degli inglesi). Probabilmente questa scelta deriva dal fatto che Hazelius voleva che la sua istituzione diventasse il baluardo a difesa delle attività tradizionali della sua terra contro l’arrivo dell’industria moderna.

Il lavoro di ricerca alla base di questo museo consistette nel mettere insieme edifici provenienti da tutte le regioni della Svezia per rappresentare i vari modelli di vita locali. Queste strutture vennero acquisite, smontate, trasportate e ricostruite in loco.

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Rappresentazione di scene di vita quotidiana della “vecchia” Svezia nel museo all’aperto di Skansen, isola di Djurgarden ©Shutterstock

Sono centocinquanta in totale e soltanto tre non sono originali, ma sono comunque riproduzioni fedelissime. Per questo motivo, lo Skansen è soprannominato “Svezia in miniatura”.

L’importanza di questo museo è così ampiamente riconosciuta che Skansen è diventato l’eponimo per altri musei storici all’aria aperta in Europa Centrale e Orientale e persino negli Stati Uniti.

Un viaggio attraverso il tempo

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I lavori tradizionali, qui la bottega della farmacia al Museo Skansen ©Shutterstock

Una visita allo Skansen permette di compiere un viaggio nel tempo dal 1720 al 1965. Le attività produttive hanno ovviamente un ruolo rilevante.

Così troviamo alcune fattorie provenienti dalle diverse zone della Svezia, ma anche le botteghe rappresentative delle varie attività artigianali e commerciali: la tipografia, la tessitura, il laboratorio del fabbro, la tappezzeria, la farmacia, la soffiatura del vetro e il laboratorio del ceramista, per citarne solo alcune.

In ciascuno di questi ambienti si trovano figuranti vestiti con abiti dell’epoca che intrattengono i visitatori spiegando ed eseguendo dal vivo le varie lavorazioni.

Ci sono poi gli edifici tipici delle comunità, come la chiesa, la scuola, il padiglione delle feste. Alcune aree riproducono specifici insediamenti.

Quello etnograficamente più interessante è quello dei Sami, una popolazione indigena ancora esistente insediata nell’area di Sapmi, una striscia di terra che parte dalla costa norvegese e arriva fino alla Penisola di Kola.

In un’altra zona del parco-museo, invece, si impara a conoscere lo stile di vita delle comunità finlandesi in Svezia. Queste erano generalmente insediate in posti pressoché inaccessibili all’interno delle foreste ed erano dedite alla lavorazione del legno e della lana.

Alcuni edifici dello Skansen sono legati a personaggi storici. Oltre alla casa dello stesso Artur Hazelius, c’è ad esempio la casa estiva del filosofo e scienziato Emanuel Swedenborg, con mobili e un organo di sua proprietà.

C’è un piccolo osservatorio astronomico progettato dall’architetto Ferdinand Boberg. Infine, lo studio del pittore Julius Kronberg è diventato un luogo di culto per i fan degli Abba, in quanto immortalato dalla band nella copertina dell’album Visitors.

L’ambiente naturale

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Le renne dello Skansen a Stoccolma ©Shutterstock

Lo Skansen offre la possibilità di conoscere la Svezia a tutto tondo. Oltre agli insediamenti umani, anche la natura ha un ruolo rilevante. E non potrebbe essere diversamente, visto il ruolo dell’ambiente nella vita e nell’economia svedese.

A differenza degli altri musei simili, lo Skansen è l’unico ad ospitare degli animali selvatici al suo interno. Nel Children’s Zoo si possono ammirare animali domestici e fauna selvaggia della Svezia, come lupi, orsi bruni e alci. Nell’area dell’insediamento dei Sami c’è il recinto delle renne, allevate tradizionalmente da questa popolazione.

Ci sono poi due acquari, lo Skansen’s Aquarium e il Baltic Sea Science Centre.

L’attitudine alla salvaguardia è presente anche in queste collezioni zoologiche. La protezione di alcune specie rare è infatti inserita all’interno di uno specifico Conservation Project.

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La funicolare dello Skansen – Foto di Jonnie Norde da Wikipedia

Completa la parte zoologica Our Africa, uno zoo con specie esotiche, che nulla ha a che fare con la Svezia, ma è essenzialmente un’attrazione popolare.

La maniacalità del lavoro di ricerca e ricostruzione storica dello Skansen si riflette anche nella scelta delle varie specie botaniche esposte. Ogni area coltivata del parco-museo, grande o piccola, è allineata con il contesto storico e funzionale in cui è inserita.

Così nei campi di Seglora sono coltivati il lino e la segale, mentre Skane Farmstead e Skogaholm Manor hanno orti storici con piante officinali. Ma anche le piante che troviamo nei piccoli terreni e giardini di ciascuna casa non sono mai scelte casualmente.

Le pietre

Anche le pietre fanno parte del paesaggio antropico svedese e, pertanto, sono rappresentate in questo straordinario museo. Ci sono i miliari, fondamentali per l’orientamento prima della diffusione delle mappe, e una piccola raccolta di pietre runiche dell’XI secolo.

Il secondo sito più visitato in Svezia

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La chiesa di Seglora ©Shutterstock

Oltre ad essere un museo etnografico, lo Skansen è, più in generale, una grande attrazione popolare per tutta la famiglia. Esso offre, oltre alle numerose proposte nell’ambito della ristorazione, vari tipi di attività.

In qualche modo già Hazelius ne era consapevole, visto che la Skansens Bergbana, la popolare funicolare che si arrampica per quasi 200 metri sulla collina dell’isola, è stata costruita nel 1897, quando era ancora il direttore.

Durante il corso dell’anno, il parco celebra le varie festività nazionali e tradizionali con eventi ad animazioni specifiche. Inutile dire che il momento topico è il Natale con l’immancabile mercatino.

La chiesa di Seglora, scampata alla distruzione grazie al trasferimento allo Skansen nel 1916, è oggi molto richiesta per la celebrazione di matrimoni.

La perfetta combinazione di temi etnografici e naturalistici con le attività per tutta la famiglia ha fatto sì che lo Skansen sia oggi il secondo sito più visitato di tutta la Svezia. Per la cronaca, al primo posto c’è il Vasa, sempre a Stoccolma.

Infoutili

Lo Skansen è aperto tutti i giorni, dalle 10 alle 16.

Il costo del biglietto per adulti è di 160 corone (circa 15,25 Euro).

Per maggiori informazioni e prenotazioni, www.skansen.se

I nostri blogger in viaggio
Maria Ilaria Mura

Nata in Sardegna, vive a Londra da sei anni. Dopo la laurea in Lettere e molti anni di lavoro nel marketing ha deciso di dedicare la fase matura della sua vita alle cose che ama di più: i viaggi. Nel 2008 ha fondato e diretto Prama Turismo, il DMC di riferimento per il turismo culturale in Sardegna. Ha coordinato il progetto delle audioguide di Cagliari sul sito cagliariturismo.it. Ora va alla ricerca di posti insoliti in tutto il mondo, costruisce percorsi e racconta ciò che scopre su magazine di viaggi e cultura.

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