Il futuro abita a Rotterdam

In giugno e nei mesi successivi, a Rotterdam tanti eventi sull’architettura del futuro. Adattarsi al clima è l’imperativo, e la città rappresenta un esempio virtuoso. Ma tutta l’Olanda parla di traguardi avveniristici e sostenibili. Da scoprire in un viaggio avvincente in una città tutta da vivere.

Come si progettano le città resilienti del futuro? È possibile creare spazio per la natura, gli animali e l’acqua quando c’è anche un’elevata domanda di abitazioni? Un terzo della superficie di Rotterdam è costituito da acqua e l’85% della città si trova sotto il livello del mare. È quindi di estrema importanza che i principi di adattamento al clima siano alla base dello sviluppo urbano.

L’urbanistica adattativa al clima è un tema che riveste grande rilievo e se ne discute. Rotterdam è al centro di queste trasformazioni. Ospita il cantiere dell'”edificio più sano dei Paesi Bassi” e sono in atto mutamenti importanti nella fisionomia della città. Come il viadotto ferroviario in disuso che verrà trasformato in un parco sopraelevato bioinclusivo. 

Da un viadotto nasce il Parco Hofbogen

Parco Hofbogen che nascerà sul tetto e sui vecchi binari, rivoluzionando l’architettura urbana.

Edifici galleggianti, salubri e parchi urbani legati alle maree in grado di aumentare la biodiversità. La seconda città dei Paesi Bassi sta rispondendo all’innalzamento del livello del mare rimodellando il proprio orizzonte, innovando e scommettendo su progetti di adattamento al cambiamento climatico. Che cercano di rivoluzionare l’architettura e la pianificazione urbana contemporanee. 

Con una lunghezza di 2 chilometri, Hofbogen sarà il parco sul tetto più lungo d’Olanda. La costruzione inizierà nel 2025, e l’attuale copertura sarà trasformata in un tappeto verde entro la fine del 2027. Ma nel frattempo Hofbogen è già il luogo ideale per fare musica, incontrare artisti che raccontano storie di “quartiere” portando alla luce il ricco passato del collegamento ferroviario, il suo significato ancora attuale, e le aspettative che circondano la realizzazione del futuro Parco Hofbogen.

Tidal Park, il parco delle maree

Il rendering dei parchi marea, Keilehaven Tidal Park.

Ci sono poi i cosiddetti parchi di marea, che stanno incrementando la biodiversità. E i City Projects, pianificazione d’avanguardia alla base di cambiamenti e inclusione: grandi aree urbane in cui vengono aggiunti alloggi e spazi verdi pubblici. Tutte azioni messe in campo con l’intento di rendere Rotterdam meglio attrezzata per gestire l’acqua (piovana), migliorando al contempo la mobilità e riducendo lo stress da calore.

Il Keilehaven Tidal Park combina un parco cittadino con un estuario fluviale naturale, per trovare un equilibrio tra gli elementi del parco culturale e i processi naturali spontanei. Il suo sviluppo fa parte di una strategia più ampia: “Il fiume come parco delle maree”. Al centro di tutto ciò c’è la valorizzazione del fiume, concepito come spazio pubblico centrale e area verde ad uso ricreativo destinato ad aumentare la biodiversità locale.

L’influenza delle maree offre un originale dinamismo all’interno di un’area urbana. Parti del parco sono accessibili solo con la bassa marea, con la possibilità di un contatto con una natura sempre diversa. Dall’incontro con un martin pescatore, a quello con libellule o cormorani, attratti dalla ricca vita sottomarina che ogni tanto affiora. 

Il Tidal Park rende il fiume prezioso per le rotte migratorie di specie ittiche e di altra fauna, alla ricerca di aree ricche di sostanze nutritive o luoghi di riposo. Il Tidal Park nella zona di Keilehaven utilizza materiali riciclati provenienti dalla città, come i ciottoli per le banchine e il riempimento dei gabbioni.

Rijnhaven, il vecchio porto diventa spiaggia e quartiere cool

Chiatte e barconi tradizionali rallegrano i vecchi porti di Rotterdam. © Gianfranco Podestà

Il primo milione di metri cubi di sabbia è già stato versato per trasformare uno dei porti più antichi di Rotterdam in un’area urbana sostenibile. Con abitazioni, negozi, un grande parco e addirittura una spiaggia balneabile. Il Rijnhaven è uno dei più vecchi porti di Rotterdam, sempre meno utilizzato. Così, nel 2028 al suo posto fiorirà uno dei quartieri più interessanti della città, centralissimo e in buona parte sulle rive del grande fiume Mosa, che taglia l’area urbana.

Sarà composta da un grande parco cittadino con ampia spiaggia, 3.000 abitazioni, grandi torri alte dai 100 ai 250 metri, negozi, ristoranti e musei. Con un’ulteriore funzione importantissima: quella di garantire la raccolta e il raffreddamento dell’acqua nell’ormai annosa lotta contro il riscaldamento globale. Il Parco di Rijnhaven sarà un autentico polmone verde nel centro cittadino, per un’area di 6,5 ettari, equivalente a oltre nove campi da calcio.

Strutture galleggianti per il recupero dei porti antichi.

Il progetto si snoda tra le banchine storiche, i monumenti industriali e le splendide viste. In più sui moli di entrambi i lati del Rijnhaven, si stanno costruendo parchi galleggianti. Impalcature e passerelle presto permetteranno di passeggiare alternando terra e acqua, compiendo il giro completo di tutto il nuovo quartiere. L’acqua diventerà parte integrante della vita locale, con diverse attività culturali (come il nuovo Centro Marittimo) e sportive. Ma sarà anche perfetto per un picnic, oppure per ammirare il tramonto sulle acque del fiume che scende lento all’Atlantico.

2024: si inaugura Sawa, l’edificio sostenibile e salubre

Il rendering del SAWA, l’edificio in legno che ridurrà le emissioni di CO2, miglioramento della biodiversità e appartementi a costi accessibili.

Nei prossimi mesi verrà inaugurato SAWA, edificio residenziale in legno alto 50 metri, realizzato dallo studio di architettura Mei. Una costruzione i cui principi ispiratori sono la riduzione della CO2, il miglioramento della biodiversità e la creazione di alloggi a prezzi accessibili per una comunità inclusiva.

La particolarità costruttiva di SAWA è di essere realizzato interamente in CLT (Cross Lamination Timber), riducendo al minimo l’uso del calcestruzzo. Rendendolo il più alto edificio residenziale in legno di Rotterdam e il più sostenibile degli interi Paesi Bassi. Il disegno si distingue per le generose terrazze verdi, che rimandano alla storia del luogo, e allo stesso tempo rafforzano la biodiversità del quartiere Lloydkwartier. Un concetto rivoluzionario che intende contribuire concretamente alla riduzione delle emissioni di CO2 e al raggiungimento degli obiettivi climatici nazionali e internazionali.

Dutch, more or less. In mostra più di 30 anni di creatività olandese per architettura, design e cultura digitale

Vista dalla terrazza del Nieuwe Instituut, sede della mostra Dutch, more or less. In primo piano la facciata avveniristica del Depot Boijmans Van Beuningen. © Ossip van Duivenbode

Un altro evento da non perdere quest’anno al Nieuwe Instituut. A partire dal primo giugno 2024, la mostra presenterà più di 30 anni di produzione olandese nei campi dell’architettura, del design e della cultura digitale. Dagli anni ’90 il termine “design olandese” è un segno distintivo, e sono molti i designer che hanno destato interesse a livello internazionale. La mostra, in programmazione per due anni, pone l’accento proprio sui tratti caratterizzanti. Concentrandosi su come gli spazi, gli oggetti e le interazioni all’interno delle tre discipline rappresentate dal Nieuwe Instituut e presenti nel titolo, riflettano gli sviluppi culturali, sociali, politici, tecnologici ed ecologici degli ultimi trenta anni. 

In questo quadro, architettura, design e cultura digitale sono raggruppati secondo diversi temi. Creando una sorprendente panoramica di come il design olandese sia il punto di convergenza e interazione delle discipline che lo compongono. Tra le oltre 60 opere anche lavori di noti pionieri, come gli studi di architettura OMA e MVRDV, designer come Hella Jongerius e Victor&Rolf, e varie iniziative digitali: ad esempio De Digitale Stad (la Città Digitale) e Mediamatico. Ma sono rappresentati anche outsider e talenti invitati a mostrare per la prima volta il futuro dei Paesi Bassi in questo campo secondo la propria visione.

Un festival per riflettere sul futuro della città

La casa museo Huis Sonneveld, una delle attrazioni del Museumpark. Un mirabile esempio pionieristico di architettura funzionalista. © Gianfranco Podestà

Dal primo al 30 giugno 2024, Rotterdam ospita l’ormai collaudato Architecture Month, il più grande festival di architettura dei Paesi Bassi. Quest’estate il festival arriva al Museumpark, il principale parco di Rotterdam. I visitatori di tutte le età potranno attraversare luoghi iconici come il giardino della casa museo Huis Sonneveld, il museo Boijmans Van Beuningen o l’installazione nel Giardino delle Rose.

Ovvero un ponte-passerella con un’ampia mostra sul futuro verde della città nel passaggio che collega l’Erasmus MC con il Museumpark. Eccezionalmente, il Museo Boijmans Van Beuningen, attualmente in ristrutturazione, aprirà le sue porte ai visitatori per cinque settimane. Uno speciale percorso artistico permetterà di conoscere l’edificio monumentale in fase di restauro.

La Biennale Internazionale di Architettura di Rotterdam è speranza per il futuro

Dal 29 giugno al 13 ottobre 2024 al Nieuwe Instituut si svolge la Biaennale Internazionale di Architettura di Rotterdam, intitolata The Nature of Hope. © Gianfranco Podestà

Intitolata The Nature of Hope, l’undicesima edizione della Biennale Internazionale di Architettura di Rotterdam ha per tema la natura, la cultura e la speranza dal punto di vista del pensiero e della pratica architettonica, potenziali forze trainanti per il cambiamento sociale. IABR 2024 si svolgerà dal 29 giugno al 13 ottobre 2024, presso il Nieuwe Instituut, e si concentrerà proprio sull’interazione tra speranza e natura.

Questa scelta nasce dal riconoscimento che tutto inizia dalla Terra e il suo impoverimento può causare crisi ecologiche e sociali. Le diverse mostre, le conferenze, i dibattiti ed gli eventi cercheranno di rispondere alla domanda: quali sono gli elementi fondamentali di cui abbiamo bisogno per mantenere la speranza?

Informazioni: Rotterdam.info

Testo di Teresa Scacchi|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com