Roma e Caravaggio, splendori e miserie di un genio irrequieto

Ventisei capolavori di Caravaggio a Roma. Ma quelli che più emozionano stanno in chiesa, là dove erano destinati all’origine. Sei dipinti intatti, nei luoghi da cui non si sono mai mossi: le cappelle di tre chiese della capitale da vedere gratuitamente.

La Madonna dei pllegrini nella Basilica di Sant’Agostino a Roma

Sei capolavori vivono in chiesa

La concentrazione di tele del Caravaggio a Roma promette un’indigestione: nella Capitale, sparse tra musei, collezioni, private e chiese, sono 26 le opere esposte e visibili

Ma le tele che davvero  colpiscono sono sei e sono conservate in alcune delle più splendenti chiese romane. Le altre venti, seppur collocate in magnifiche realtà museali- Villa Borghese o i Musei Vaticani, per dirne alcuni- sono più asettiche, pulite, trasportate ai nostri occhi contemporanei e come strappate al corrusco secolo sedicesimo in cui furono commissionate e dipinte

Luce e tenebre

San Matteo e l’angelo è una delle tre tele del Caravaggio all’interno della Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma.

E invece nella sacra semioscurità delle chiese, alla luce tremante delle candele, esplode la temibile bellezza che Caravaggio riusciva a portare nei suoi quadri. Poca gente, in genere e la sensazione incredibile d’esser soli al cospetto del genio.

Varcata la soglia della ricca chiesa di San Luigi dei Francesi, (www.saintlouis-rome-net) subito dietro Piazza Navona, nella quinta  cappella a sinistra, si trovano ben tre opere del Merisi: San Matteo e l’angelo, la Vocazione di San Matteo e il martirio di San Matteo.

Vita e morte di San Matteo

Il trittico è un omaggio al committente, il cardinale Matteo Cottarelli di cui San Matteo era il protettore. Sconvolge la luce che esplode, una luce divina che rifulge nelle carni dell’angelo inviato da Dio. Mentre la tenebra avvolge la scena nella Vocazione di San Matteo dove una lama di luce radente illumina il muro e la finestra.

Nel drammatico Martirio di San Matteo, la luce colpisce solo il carnefice e la scena comunica una brutalità estrema come se si trattasse di una violenza perpetrata in una strada di Roma. E’ impressionate ammirare queste tele all’interno di un luogo sacro, l’effetto è molto potente. Non perdetevi l’autoritratto del Caravaggio che sullo sfondo del Martirio, osserva la scena.

Un Caravaggio per il bandito

La Basilica di Sant’Agostino (www.agostiniani.it) è poco distante; celebre per la scena del film “Romanzo criminale” in cui Jasmine Trinca porta qui il bandito interpretato da Kim Rossi Stuart ad ammirare proprio il Caravaggio conservato all’interno

Appena entrati, nella piccola cappella a sinistra, ecco un’opera di bellezza prorompente: La Madonna dei Pellegrini. La Vergine è una prostituta e i due pellegrini hanno le piante dei piedi sporchi. Anche qui la realtà irrompe nel sacro. La semioscurità della navata aumenta la chiarità del volto della Madonna e i panneggi cremisi del suo abito rifulgono come in tridimensione.

Crocifissi e Convertiti

Crocifissione di San Pietro nella Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma

Da ultima, la Basilica di Santa Maria del Popolo (www.agostiniani.it) che conserva altre due tele famosissime: La Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo. Stanno una di fronte all’altra nella Cappella Cerasi, profonda e raccolta; ancora una volta la lotta tra la luce e la tenebra ci offre uno spettacolo che non smette di emozionare profondamente

Informazioni utili

Prima di muoversi è bene verificare apertura e orari di visita in Chiesa; durante le celebrazioni e le messe, le chiese non si possono visitare.

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Testo di Lucia Giglio Foto di Eugenio Bersani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com