Un viaggio nelle antichissime tradizioni buddiste e sciamaniche del Tibet, in luoghi dove gli europei difficilmente arrivano: una magnifica avventura da vivere a febbraio, il mese delle cerimonie, da Xining a Gansu e Sichuan, arrivando fino a Chengdu, ed ai due grandi centri monastici del Kumbum e di Labrang. Per giungere nel Repkong, mentre si svolgono diverse attività del folclore religioso tibetano, ed a Ngawa, per le festività invernali conclusive del Losar, il Capodanno tibetano.

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Monastero di Sangeshong Yagotsang, le celebrazioni solitamente iniziano al mattino ©Stefano Berra

Processioni, riti sciamanici e parate di cavalieri

Processioni, musiche e danze in costume, rituali esorcistici, parate di cavalieri, riti sciamanici, esposizioni di tangke gigantesche. Tra una miriade di abiti tradizionali colorati e lunghissime sfilate di uomini a cavallo con armi antiche, tutti giunti nei grandi monasteri.

Il viaggio inizia a Xining, capitale del Qinghai in Cina, a 2200 metri di quota. Come si arriva? Con un volo da Pechino o Shangai. Prima tappa, l’università di Kumbum Jampaling, uno dei centri monastici principali del Tibet, con un gran numero di templi e conventi. Si trova a 2600 metri di quota ed esiste dal XVI secolo.

Per arrivare a Repkong, famosa per avere i migliori pittori di arte sacra di tutto il Tibet, si sale sui monti che fiancheggiano il Fiume Giallo, passando da Shakhyung Gompa (Xia Qiong Si), il monastero di Garuda, luogo sacro per lo Stupa d’oro.

L’inizio della processione al Monastero di Sangeshong

Dal complesso si scende direttamente al fiume e si arriva a Repkong, per godere delle solenni processioni in costume che si tengono, a 2450 mt di quota, al grande monastero di Sangeshong Yagotsang, dalle 10 del mattino.

Nei monasteri latte caldo e falò di preghiera

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Offerte e bandiere al Wang Gya Gompa per il rito del Norbu Gankhyl ©Stefano Berra

Difficile scegliere a quali cerimonie partecipare: sono tantissime. Una delle più importanti è quella del monastero di Gomar, nei pressi di Repkong, con lancio di noci e dolcetti sulle persone in festa, latte caldo e pane fritto tibetano per tutti, con i monaci che officiano i rituali.

Gente da ogni dove arriva al monastero di Mago Sangeshong dove, per le celebrazioni dello Shalthang Chenmo, viene issato il Thongdrol (una tangka gigantesca che raffigura Budda Sakyamuni), ma anche al Rongpo Gonchen, il principale monastero della regione: dal XIV secolo ospita circa 800 monaci nei suoi nove templi ed è retto dalla giovane ottava reincarnazione del Rongpo Kyabgon.

Benedizione delle divinità, Yagotsang

Altro punto nevralgico, nella valle di Mogsar, è il monastero Wang Gya, dove si tiene il rito del Norbu Gankhyl: un serpentone di gente colorata con in testa i monaci che si aggira fin sotto il monte, dopo aver acceso un grande fuoco con i ‘cavalli volanti’ (i foglietti con stampate le preghiere).

Danze scatenate a suon di tamburi

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Rituali e celebrazione in onore dei Naga, gli spiriti dell’acqua e del terreno ©Stefano Berra

Ritmo serrato di tamburi nel villaggio di Kyankya per il Lurol: danze scatenate nei templi in onore dei Naga, gli spiriti dell’acqua e del terreno, ed alla divinità del monte, grande falò con turbinio di ‘cavalli volanti’ e poi tutti al tempio per offrire abiti colorati per l’anno che inizia.

Da Repkong si parte per Labrang, superando un valico di 3600 metri che delimita il confine tra gli stati cinesi del Qinghai e del Gansu. Lungo la strada si trova il Labrang Tashikyil, uno dei cinque grandi monasteri di scuola Ghelupa del Tibet, con circa mille monaci (un tempo erano quattromila), collegi monastici e templi, con affreschi e statue uniche.

Oltre le praterie di Sarchu

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Gomang Gompa, rogo della Torma ©Stefano Berra

Da Labrang, verso sud attraverso le alte praterie di Sarchu, si arriva al monastero di Amchog e poi a Taktshang Lhamo, a 3270 metri di quota: una cittadina tra monti che ricordano le nostre Dolomiti, con i due grandi monasteri di scuola Ghelupa, Kirti e Sartang.

Attraversando poi il cuore dell’Amdo, si entra negli immensi spazi intorno alla prima grande ansa del Fiume Giallo, dove vivono i nomadi tibetani di stirpe Golok e prosperano le mandrie di yak: si entra così nello stato cinese del Sichuan.

Nello stato cinese del Sichuan

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Nanje Gompa, preparazione per la processione dei cavalieri ©Stefano Berra

Il cuore pulsante della spiritualità tibetana è Ngawa, a 3300 metri di quota, dove, a febbraio, convergono i pastori nomadi per unirsi alle processioni dei monaci e della popolazione.

Ngawa è ricca di centri monastici, templi, chorten e sale con statue ed affreschi delle diverse scuole del buddismo tibetano (Ghelupa, Jonangpa e Nyingmapa).

Inizio Cham a Nanje Gompa

A Kirti Gompa si svolge il Methok Khyodpa, l’offerta delle sculture colorate realizzate col burro di yak, vere opere d’arte tibetana, accompagnate dal rituale di spezzare grandi bastoni contro un tronco d’albero: a seconda dei punti di rottura del legno, si leggono messaggi spirituali.

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Testo di Anna Maria De Luca|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com