Dimore Storiche in Piemonte, patrimonio da conoscere

Una cinquantina di Dimore storiche, le “Dimore Amiche”, vengono aperte al pubblico su prenotazione grazie ad un accordo siglato con Fiavet Piemonte. È un importante passo per far conoscere patrimoni e borghi nascosti, favorendo la destagionalizzazione e mitigando l’overtourism.

Il progetto “Dimore Amiche” vede una cinquantina di dimore private di interesse storico e culturale appartenenti all’ADSI aprire per visite riservate e inedite. Esclusivamente su prenotazione tramite le agenzie convenzionate Fiavet Piemonte. Una sinergia ad oggi unica in Italia con itinerari particolari che includono anche aree e territori meno conosciuti del Piemonte. Questo grazie alla firma del protocollo d’intesa fra la sezione Piemonte e Valle d’Aosta di A.D.S.I. (Associazione Dimore Storiche Italiane) e F.I.A.V.E.T. Piemonte (Federazione Italiana Associazioni Imprese di Viaggi e Turismo).

Esperienze esclusive e di nicchia per scoprire, e ri-scoprire in modalità nuove, le dimore degli associati A.D.S.I. Quelle che già abitualmente aprono al pubblico, ma anche, e soprattutto, quelle normalmente non accessibili. E conoscerle da vicino come case vive, vissute, mantenute con affetto e con fatica. Un valore assoluto per l’identità italiana e la cultura di oggi e di domani. Perché costituiscono un patrimonio prezioso della cultura nazionale: raccontano la storia del nostro Paese, e sono spesso contenitori d’arte, ed esempi magnifici dell’evoluzione di stili estetici e architettonici.  

Due magnifici castelli

Il torrione centrale sul retro del castello di Giarole – Piemonte. @gianfranco podestà

I primi tour fra i castelli del Piemonte sono già partiti e hanno riscontrato molto consenso fra i partecipanti. Come quello organizzato da Somewhere, agenzia di incoming di Torino che da più di vent’anni svela al pubblico i segreti e le bellezze della città e della regione. Due magnifici castelli tutti da scoprire tra Basso Monferrato e pianura alessandrina, con partenza in pullman da Torino. Comprendendo la visita guidata e una pausa pranzo in un ristorante regionale.

Il Monferrato Casalese è una terra di grande bellezza ed interesse artistico e naturalistico. Le sue dolci colline, ricche di vigne e spesso ornate da piccoli borghi medioevali, sono state riconosciute Patrimonio dell’umanità UNESCO celebrando l’equilibrata interazione tra uomo e ambiente naturale che qui si tramanda di generazione in generazione. Mentre è il fiume Po ad aver segnato per molto tempo la storia della piana alessandrina, fra conflitti di signorie e battaglie epiche.

Il Castello Sannazzaro di Giarole

Il castello Sannazzaro di Giarole, protetto dall’antico fossato – Piemonte. @gianfranco podestà

Nel piccolo paese di Giarole, situato in posizione strategica a guardia delle prime alture collinari, non può sfuggire alla vista il castello Sannazzaro, con la sua ampia tenuta. Ha una storia molto antica e nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche ma, caso raro in Italia, è sempre stato di proprietà dei Sannazzaro, che tuttora vi abitano. E attualmente un’ala ospita un B&B di charme gestito dalla famiglia. Visitare il castello significa calarsi in epoche travagliate, quando queste terre erano al centro di aspre contese, ma anche seguire il passaggio di personaggi illustri, e conoscere usi, costumi, mode dei tempi passati.

Castello Sannazzaro di Giarole: salone d’ingresso – Piemonte. @gianfranco podestà

Si pensi che la costruzione del castello venne autorizzata da un diploma assegnato dall’Imperatore Federico Barbarossa a Pavia il 4 dicembre del 1163 a quattro fratelli, cavalieri di Sannazzaro. Inizialmente ebbe soprattutto funzione di fortezza, ma nel XVIII fu definitivamente trasformato in residenza di campagna in gran parte ridecorata e restaurata secondo il gusto neogotico imperante tra 1854-57.

Il castello Sannazzaro, di antica origine, conserva documenti preziosi: ecco un editto firmato da Napoleone, primo console durante la campagna in Italia. @gianfranco podestà

Il complesso del castello è circondato da un parco di circa 23000 metri quadri delimitato dal torrente Grana che un tempo forniva l’acqua al fossato. Vi è poi il giardino di impianto ottocentesco, all’inglese, con alberi d’alto fusto (Platani, Ippocastani, Ginko, Noci, Tassi, Pioppi e altre specie), con un piccolo frutteto e un ampio gazebo nella parte occidentale dietro le scuderie.

Una stessa famiglia dal XII secolo

castello Sannazzaro: un lato della sala da ballo, con un originale divano a forma circolare, probabilmente riservato alle dame. @gianfranco podestà

Durante la visita si inizia in genere dalla trecentesca chiesa di San Giacomo, annessa alla dimora, che ospita quadri e affreschi del Cinquecento. Spesso accolti dal gentile padrone di casa, Giuseppe Sannazzaro, che racconta con passione la storia di famiglia. Quindi dal cortile interno si accede al grande salone d’ingresso con appariscenti affreschi neogotici. Un passaggio all’archivio (recentemente risistemato) consente di vedere preziosi documenti, tra cui un provvedimento firmato di suo pugno da Napoleone Bonaparte. Segue il salotto d’estate, ricco di decorazioni settecentesche, poi la stanza della musica di impianto tardo settecentesco con oggetti e cimeli di famiglia.

Castello Sannazzaro: tappezzerie vivaci a colori diversi e letti a baldacchino nelle eleganti camere da letto. @gianfranco podestà

Lo scalone principale conduce all’anti salone e alla sala da ballo. Abbondano le decorazioni ottocentesche tra cui gli affreschi della volta che ricordano la figura del “fantasma”, il giovane pittore torinese Grosso che qui morì tragicamente, per portare a termine le sue opere. A seguire quattro camere da letto con tappezzerie a colori diversi. Nel guardaroba grande si trova una piccola collezione di ferri da stiro di varie epoche, che introduce alle camere “dei Bambini” e infine al salottino della torre di nordovest. Interessante anche la collezione privata di opere contemporanee fra cui spiccano alcuni pezzi di autori noti.

Castello Sannazzaro: nelle sale anche opere di arte contemporanea di importanti autori. Qui “Castelli in aria” di Corrado Bonomi. @teresa scacchi

Come spesso accade nelle dimore dell’ADSI, il castello Sannazzaro di Giarole è un luogo vivo e vissuto, in cui ancora si percepisce l’eco del soggiorno di personalità importanti.  Di qui passarono i principi Paleologo marchesi di Monferrato e i principi Gonzaga duchi di Mantova e Monferrato. Così come il re Carlo Emanuele III di Sardegna con il figlio principe di Piemonte (futuro Vittorio Amedeo III), e il re Vittorio Emanuele II con l’Imperatore Napoleone III.  Si citano anche il duca Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta (nel 1911), artisti e diversi altri personaggi celebri.

Il Castello di Piovera

Il castello di Piovera, importante presidio a pochi chilometri dal fiume Po. @gianfranco podestà

Spingendosi più a sud, nella piana tra il fiume Po e Valenza, l’imponente castello di Piovera e la sua tenuta sono divenuti da tempo un’attrazione per le tante esperienze che offrono. E questo soprattutto per merito del pirotecnico proprietario, il conte Niccolò Calvi di Bergolo.

Anche il castello di Piovera nacque come fortezza per la difesa del territorio, nel XIV secolo, su antichi accampamenti di origine romana, longobarda e carolingia (Castrum Pioperae). Fu rimaneggiato nel XVI secolo e in età tardo barocca con rifacimenti che però non ne hanno intaccato la struttura originaria. Fu nella disponibilità dei Visconti prima, e degli Sforza poi, fino all’arrivo degli Spagnoli nella seconda metà del ‘500.

Castello di Piovera: la sala delle armi, con una delle tante interessanti collezioni presenti e osservabili nella bella dimora. Ph Courtesy castello di Piovera

Venne assegnato al generale Don Alvaro De Sande, quindi nel 1615 passò a Don Carlo Homodeo e nel 1650 fu venduto al nobile genovese Francesco Maria Balbi. Nonostante l’arrivo dei Savoia, i marchesi Balbi ne mantennero il possesso fino al XX secolo, trasformandolo in una signorile e romantica dimora di campagna. Gli ultimi eredi, i nobili Doria e Odescalchi, lo cedettero all’attuale proprietario e loro cugino.

Tre percorsi di visita e tante meraviglie

Castello di Piovera: nella tenuta tanti edifici visitabili adibiti a diversi usi, molto piacevoli esteticamente. @gianfranco podestà

Alla dimora ASDI di Piovera è possibile effettuare tre diverse esperienze di visita. Un primo percorso di visita libera (senza guida) tra la rigogliosa natura del parco e le tradizioni più antiche della tenuta agricola.
Denominato “Tra cultura e natura”, segue un itinerario che comprende il Parco biologico, il Museo degli antichi mestieri, il Padiglione delle radici, la Sala delle carrozze e Antiche scuderie, l’Atelier del conte Niccolò Calvi di Bergolo e le Cantine storiche.

Castello di Piovera: l’allegro bus per girare la tenuta, molto amato dai bambini. @gianfranco podestà

Un secondo percorso di visita libera (senza guida) “Viaggio nel tempo”, parte dall’area al piano terra del castello dedicata all’antico tenimento agricolo e prosegue attraverso le collezioni dislocate su parte del primo piano e l’intero secondo piano della dimora. Alla scoperta dei tanti “tesori preziosi” accumulati nel corso dei secoli, come se si aprisse al visitatore un inedito varco spazio/temporale. Questo percorso dà la possibilità di accedere anche alle aree del primo.

Castello di Piovera: il salone degli stemmi. ph Courtesy castello di Piovera

Il terzo percorso “Raccontami il castello” prevede una visita guidata per narrare la sua storia, che comprende il piano terra e il primo piano (o piano nobile) con salita finale alla torre. Dalle antiche cucine e dagli ambienti di servizio, ci si inoltra fra le innumerevoli stanze della dimora fino alle raffinate camere da letto e ai saloni di rappresentanza più sontuosi.

Ammirando arredi, decorazioni, oggetti, costumi d’epoca e tante curiosità, si vive il racconto di grandi fatti e personaggi storici, dai Visconti a Napoleone, che qui a Piovera si sono intrecciati nel corso dei secoli. Scoprendo anche la vita quotidiana di antichi feudatari e nobili famiglie. Poi è possibile seguire liberamente gli itinerari degli altri due percorsi. Un pieno di meraviglie per grandi e piccoli.

Appuntamenti da non perdere per visitare le dimore storiche

Il castello di Rocca Grimalda, una delle 6 dimore storiche ASDI visitabili gratuitamente per l’apertura speciale in occasione della fiera del libro di Torino. ph Courtesy ADSI

Save the dates: in attesa della Giornata Nazionale delle Dimore Storiche (A.D.S.I.) in programma il 25 maggio prossimo, che vedrà l’apertura di oltre 500 dimore private visitabili gratuitamente in tutta Italia (di cui una trentina in Piemonte), il programma aggiornato in tempo reale sul sito www.associazionedimorestoricheitaliane.it, ci sono 5 dimore piemontesi che, grazie alla collaborazione fra A.D.S.I. – sezione Piemonte e il Salone Internazionale del Libro, dal 9 al 18 maggio, apriranno eccezionalmente nell’Alessandrino, Biellese, Torinese e Cuneese.

In più ogni proprietà offrirà una “rilettura” delle proprie storie e particolarità. Giardini restaurati e riportati alle origini; presentazioni di collezioni e volumi legati alle storie delle case o delle famiglie, passeggiate narrative e creative rivolte ai giovani.

Dimore Storiche Italiane

Testo di Teresa Scacchi foto di Gianfranco Podestà |Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com