Un itinerario tra favola, storia, vino e tradizione. Il divertimento di Disneyland Paris con un’immersione nella cultura e nei sapori della regione della Champagne! Partendo dal magico mondo di Disneyland, attraverso un viaggio affascinante tra città storiche, cantine leggendarie e paesaggi incantati.

Dov’è Winnie the Pooh? Sono partita con l’idea di incontrarlo come era successo anni fa con mia figlia piccola, affascinata ed emozionata di poter vedere dal vivo il suo personaggio preferito, che infatti è stato il primo a venirci incontro. Magie che accadono lì. Questa volta non l’ho incontrato, però ho assaporato l’emozione di vivere in un sogno, perché se è vero che Disneyland Paris è soprattutto per i bambini, sono gli adulti che si ritrovano nel mondo incantato dei personaggi cult e in quelli nuovi per loro sconosciuti.

Arrivati all’aeroporto Charles de Gaulle comodamente con Air France, con il treno in pochissimo tempo si raggiunge il parco. Oppure si può scegliere la lentezza e percorrere in auto le strade della campagna francese ed entrare già in una dimensione di fiaba. L’arrivo è all’hotel New Port, in perfetto stile marinaro e, posati i bagagli, eccoci in un mondo parallelo, un po’ scollato dalla realtà ma tanto affascinante. Ed è ora, pass alla mano, di entrare nel vivo. Si cammina, e tanto, ma ci sono le navette comodissime per muoversi fra i vari parchi e gli hotel.
Difficile scegliere cosa fare. Andiamo dal famosissimo topolino di Ratatouille?

In una Parigi perfettamente ricostruita, entriamo nel ristorante Chez Remy, nell’area Ratatouille del Parco Walt Disney Studios, dove tutto è grandissimo e i piatti ricordano il menù del film e poi ci concediamo l’attrazione immersiva e tridimensionale, molto coinvolgente. Nei vari parchi tematici, Disney, Pixar, Marvel, tante le novità e le esperienze adrenaliniche per i più grandi e molte fantastiche dedicate ai più piccoli.

Nel tardo pomeriggio lo spettacolo Disney Music festival, sotto al castello della Bella Addormentata, con tutti i personaggi più amati che ballano e cantano, e la sera il gran finale con Disney Tales of Magic, davvero d’emozione. Ma prima la cena al Royal Banquet del Disneyland Hotel, fra tante principesse e cristalli e un tripudio di pesce freschissimo, piatti deliziosi e dolci decorati a tema, come la spada nella roccia, è un’altra esperienza da provare. Cosi come la colazione al Plaza Gardens con tutti i personaggi più amati: Topolina, Paperina, Pluto, Pippo, Tigro, Ih-Oh…manca solo Winnie, era di riposo perché turnano. Le foto non mancano, ma la cosa più bella sono le faccine dei bambini che chiedono l’autografo!

Ci vorrebero almeno tre giorni per godersi i parchi e gli studios, ma anche un giorno e una notte è un bell’assaggio per lasciare la voglia di tornare.Ricordatevi di pianificare bene le visite alle attrazioni più popolari e di concedervi qualche momento di relax nei ristoranti e nei negozi del parco.
Nella vicina e iconica Champagne

Da Disneyland Paris con il TGV, fermata TGV da Marne-la-Vallée/Chessy, la stazione più vicina a Disneyland, praticamente nel parco, direzione Reims. Il viaggio in treno è rapido, meno di un’ora, e confortevole, e ti permette di godere il paesaggio dolce della campagna francese lungo il tragitto. Per ritrovarsi immersi in borghi storici, abbazie e vigne a perdita d’occhio.

A Reims si inizia con la visita dalla maestosa Cattedrale di Notre-Dame, simbolo della regione e patrimonio dell’umanità UNESCO, dove sono stati incoronati 33 Re di Francia, con la complessa cerimonia detta sacre du roi. Tutto questo in poco più di 1000 anni, e l’ultimo fu Charles X (1825). La facciata è decorata con 2303 statue e le vetrate colorate sono state rifatte da famosi artisti, fra cui le celeberrime di Marc Chagall. Era il 1211 quando sono state poste le prime pietre di questo capolavoro gotico. Pesantemente coinvolta dai bombardamenti tedeschi durante la Grande Guerra, la cattedrale ha ritrovato il suo splendore con un impegnativo e lungo restauro in stile art déco.

Da ammirare l’arco di trionfo, testimone di secoli di storia. Dopo un pranzo in un locale tipico, la Brasserie Boulingrin, di fronte al mercato, è tempo di immergersi nelle bollicine più famose. Fra le più apprezzate, a Reims, la maison Taittinger, le cui antichissime cantine sono Patrimonio Unesco. La Maison Taittinger, fondata nel 1932 da Pierre Taittinger, è nota oltre che per i suoi vini anche per la sua storia. Le cantine di proprietà, scavate nel gesso, sono di epoca gallo-romana. Situate a circa 18 metri di profondità, arrivano a 23 metri nella parte più antica. La produzione di champagne ha una particolare predilezione per lo Chardonnay possedendo inoltre vigneti di Pinot Nero e Pinot Meunier, il tutto distribuito in 37 Cru diversi.

Per una pausa golosa, assaggia i tradizionali biscotti di Reims, Fossier, rosa, morbidi e perfetti da gustare accompagnati da un calice di champagne. Sono un dolce simbolo della città e un modo delizioso per immergersi nelle tradizioni locali.

Con vista sulla Cattedrale c’è l’hotel 5 stelle Hotel Caserne Chanzy, nuovo e ben arredato con Spa, colazione e cena gourmet nel ristorante dell’albergo La Grande Georgette, che propone una cucina innovativa e molto curata.

Hautvillers, dove è nato lo champagne
Da Reims a Hautvillers, dove l’abate Dom Pérignon ha creato il prezioso nettare. È un paesino dai tetti di ardesia e tante insegne in ferro battuto che indicano altrettante cantine. Qui è sepolto il monaco e c’è una statua a lui dedicata.

In uno dei tanti locali è d’obbligo una degustazione di champagne accompagnata da assaggi di tipicità, come il Bar à vin le 36. E’ facile chiedere una coppa di champagne, meno facile è scegliere di quale annata o di quale vitigno o blend. Ma in pochissimo tempo si diventa intenditori esperti, basta lasciarsi andare e seguire le piccolissime e persistenti bollicine. Ma come nasce lo champagne? Continuate la lettura e lo scoprirete.

Champére! No Vinaigre.
Ma prima una chicca. Chi ha visto Emily in Paris, la fortunata serie Netflix, molto stereotipata, ma anche moto glamour, si ricorderà dell’idea di Emily per utilizzare lo champagne in eccedenza. ChamPère, da usare al solo scopo di spruzzarlo in occasioni di feste, inaugurazioni, celebrazioni. Genial! ma ancora più geniale è l’idea di Vinaigrerie Les enfants de Bacchus. Trasformare le eccedenze in ottimo aceto. Sei le referenze, fra cui una tradizionale molto vicina all’aceto balsamico, (che per ovvi motivi non si può chiamare così) e altre aromatizzate. Il riutilizzo lì sembra essere un trend; molto carine anche le bottiglie trasformate in vasi o colate per diventare dei taglieri o vassoi.

Nel cuore della Champagne, Épernay
Épernay è il cuore dello champagne, ma il cuore di Epernay è l’Avenue de Champagne. Lunga 1800 mt e con 100 anni nel 2025 di storia e di prestigio, fiancheggiata da cantine di fama mondiale. Qui si trovano 15 Maison fra le più famose, in palazzi sontuosi e corti rilassanti (alcuni si stanno trasformando in B&B di charme), da visitare e dove degustare il prezioso liquido spumeggiante. Sotto il viale riposano, in attesa di essere portate nel mondo e stappate, oltre 200 milioni di bottiglie conservate in circa 100 km di gallerie sotterranee.

Tante iniziative durante tutto l’anno per celebrare un secolo con concerti, eventi, feste, nel centro cittadino o nei dintorni. Come ‘Vigne art’ dal 16 maggio fino a 21 settembre, un festival d’arte con installazioni nelle vigne. Il 14 luglio si tiene la tradizionale Soirée blanche: in occasione della festa nazionale francese, si terrà un picnic bianco, una bellissima tavolata apparecchiata lungo la via, e, con balli popolari e fuochi d’artificio.
Les maisons du Champagne

Le cantine sono tutte visitabile su appuntamento. Per noi la scelta è Boizel, una maison familiare alla sesta generazione, con il privilegio di essere accompagnata dal proprietario. Nel caveau custodisce un tesoro, bottiglie storiche anche dell’anno della fondazione, il 1834. Unico in Champagne, il Trésor Boizel testimonia la storia della famiglia e dell’azienda Boizel. Vi sono conservati i più grandi millesimati del XIX e del XX secolo e appunto anche il mitico 1834, il più antico.

La Briqueterie, nella quiete della campagna della Champagne
E’ un Relais & Chateaux immerso nel verde e nelle vigne, luogo ideale per una vacanza rilassante. Al ristorante bistronomique dell’hotel, la Briqueterie, si può degustare la cucina della giovane chef Nawal Rezagui. Piatti curati con prodotti del territorio.

Pressoria e crei la tua bottiglia
Per concludere il percorso di conoscenza e scoprire tutti i segreti dello champagne, non poteva mancare una visita a Pressoria a Ay-Champagne. È il nuovo spazio interattivo sensoriale dove puoi anche creare, virtualmente, la tua bottiglia di bollicine. 2000 mt. dove osservare, ascoltare, toccare, sentire e degustare.

Ricavato in un antico centro di pressaggio ai piedi della collina classificata Patrimonio Unesco, Pressoria propone di esplorare in un percorso individuale per conoscere il re dei vini attraverso i 5 sensi. E alla fine compresa nel prezzo del biglietto una degustazione di 2 champagne.
Ma come si produce lo champagne? E come nasce?

La produzione moderna di champagne non si discosta molto da quella che si faceva ai tempi del geniale Dom Pierre Pérignon. Questo metodo è noto come Metodo Champenoise, che prevede un processo con due fermentazioni, di cui la seconda in bottiglia.
Di base lo champagne è un vino, inizialmente fermo, prodotto come gli altri (in Champagne si coltivano principalmente tre tipi di uve: Chardonnay, Pinot Meunier e Pinot Nero).
Infatti dopo la prima fermentazione, lo Champagne è un vino bianco o rosé fermo e tutta l’anidride carbonica prodotta durante la fermentazione nei tini è stata rilasciata nell’aria.

Nella maggioranza dei casi vengono assemblati diversi vini fermi e diverse annate (ottenendo la “cuvée”) per avere un vino base equilibrato e caratteristico, pronto per la seconda fermentazione. Ma ci sono anche quelli di un solo vino e di una sola annata.
Seconda fermentazione. Si aggiungono poi zucchero (circa 24 grammi per litro), lievito e sostanze nutritive per il lievito, e la miscela viene messa in bottiglia di vetro sigillata con un tappo a corona.
In una cantina fresca (da 12 a 14° C) il vino viene lasciato fermentare lentamente per una seconda volta, producendo nuovamente alcol e anidride carbonica (presa di spuma).

C’è poi una fase di invecchiamento (almeno nove mesi, e fino a 20 anni e anche oltre!) che conferisce ulteriori sapori, il caratteristico bouquet dello champagne. Successivamente le bottiglie vengono tenute inclinate sui pupitre e rotate giornalmente per depositare i lieviti nel collo (remuage), che poi vengono espulsi (sboccatura).

Quindi si ha Il dosaggio che consiste nell’aggiungere alla bottiglia una piccola quantità di una miscela di zucchero e vini vecchi, la liqueur, che varia in percentuale di zuccheri a seconda della dolcezza che si vuole ottenere, da brut (molto secco) a doux (molto dolce) per sostituire la parte di vino persa. Ogni produttore ha la propria formula segreta di questo liqueur d’expedition. Il processo è finito, il vino può essere messo nelle tipiche bottiglie. Ci sono poi i pas dosé, a cui non viene aggiunta la miscela, con una percentuale molto bassa di zuccheri.
Office de Tourisme Epernay en Champagne
Testo e foto di Teresa Scacchi|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com






































