Novacella, l’antica Abbazia e i suoi grandi vini nell’incanto della natura alpina

Fino dalla fondazione la maestosa Abbazia di Novacella, in Alto Adige, è legata alla vitivinicoltura. Il monastero agostiniano è infatti una delle più antiche cantine attive al mondo e alcuni suoi vini sono considerati ai vertici della produzione italiana. Ma è anche un complesso religioso di notevole bellezza, che racchiude quasi dieci secoli di storia, circondato da un ambiente naturale ben conservato e da coltivi sapientemente integrati nello scenario pittoresco delle Alpi.   

Complesso dell’abbazia: la cappella di San Michele, fortificata nel XV secolo, detta castel Sant’Angelo. Ph courtesy Fruitecom

Eccoci in una frazione di Varna, a poca distanza da Bressanone, nel cuore del Sud Tirolo. Bisogna venire in luoghi come questo per comprendere lo stretto rapporto tra il vino e la tradizione cristiana. Al di là dei forti simbolismi liturgici, ci viene spesso ricordato come il vino sia un dono di cui gioire e da custodire. Rendendolo un emblema di quell’attenzione al territorio, al paesaggio, al lavoro, e più in generale al concetto di cura, che è parte del messaggio cristiano. Fra queste solide mura e mirando ai coltivi che le contornano, il filo della storia scorre senza intoppi, dal 1142 ai nostri giorni, all’insegna della vite e del suo prodotto più nobile.

Novacella e vino, un legame indissolubile

I ritratti di tutti i prevosti dell’Abbazia di Novacella, dalla fondazione ad oggi, nella galleria presso la chiesa abbaziale. © Gianfranco Podestà

Già da allora al monastero agostiniano di Novacella erano stati assegnati alcuni vigneti, oltre che masi agricoli e terreni, grazie alle donazioni del burgravio Reginbert di Säben e di sua moglie Cristina. Poi, nel 1177 ci fu l’attestazione di papa Alessandro III, che riconobbe la proprietà del convento sui vigneti delle immediate vicinanze. Da questo primo nucleo nel corso dei secoli l’estensione degli appezzamenti vitati si è sempre più ampliata, aggiungendo anche nuove parcelle più a valle, nella zona di Bolzano.

E man mano, insieme ad alcuni rifacimenti architettonici, anche le attività del complesso si sono evolute, pur mantenendo ferme le funzioni originarie e il governo dei canonici regolari di Sant’Agostino. La guida del monastero e la sua rappresentanza all’esterno spettano al prevosto (abate), che viene eletto dai propri confratelli per un periodo di dieci anni. Tuttora l’Abbazia di Novacella (Neustift in tedesco) rappresenta uno dei centri religiosi e culturali più importanti del Tirolo e continua a operare per l’educazione e la formazione dei giovani.

Culto, dottrina, formazione, cultura, impegno sociale e attività

Nel museo un raro e magnifico esempio di tavole mobili, o portelle, rimosse dall’altare della chiesa abbaziale prima della ristrutturazione barocca. © Gianfranco Podestà

All’interno si trova infatti un convitto per i corsi a scolari delle medie inferiori e per ospitalità di studenti delle superiori di Bressanone. Gli scambi culturali sono connaturati a un’abbazia votata all’accoglienza in un nodo geografico strategico tra nord e sud Europa. Ecco allora un attivissimo centro convegni, con diverse sale, e l’organizzazione di numerosi corsi di formazione. In più è possibile soggiornare in camere confortevoli, e degustare specialità del territorio nel ristorante (qui anche d’impronta mediterranea) e nella bella Osteria del convento, assieme agli strepitosi vini della casa.  

Nella biblioteca abbaziale in stile rococò, eretta tra il 1770 e il 1775, sono conservati preziosi documenti e libri miniati, alcuni medievali. © Gianfranco Podestà

Sulla scia dell’interesse artistico e culturale dei canonici, testimonianze del passato si trovano ad esempio nel museo abbaziale, che custodisce altari tardo-gotici di Friedrich Pacher ed altri artisti appartenenti alla medesima bottega. Quindi manoscritti finemente decorati, così come oggetti scientifici d’epoca. L’originale e ricca biblioteca rococò è una gemma stilistica del Tirolo, mentre le due nuove recenti sale raccontano la storia dell’economia neocellense e quella della sua antica e prestigiosa scuola.

Lavorare in armonia ed essere riferimento per il territorio

L’Abbazia di Novacella è una realtà economica e sociale rilevante per il territorio. © Gianfranco Podestà

L’Abbazia di Novacella è conosciuta in Italia e nel mondo principalmente per i suoi vini. Per questo chi arriva fin qui spesso rimane colpito dall’armoniosa convivenza tra le diverse anime che la abitano: il culto, l’amore per l’arte, la promozione del territorio, la conservazione di bellezze architettoniche, e quanto già descritto. Novacella non è un brand, ma una versione attualizzata di “ora et labora” in un’atmosfera di grande serenità.

Appena oltre le mura i vigneti dei migliori bianchi. In testa ai filari le piante di rose fungono da “sentinelle”, per prevenire le malattie della vite. © Gianfranco Podestà

Ora però è tempo di dedicarsi alla cantina, una delle più note dell’Alto Adige. Attualmente l’Abbazia gestisce due aziende agricole: la prima si trova proprio a Novacella e dispone di 7 ettari di vigneti; la seconda, Tenuta Marklhof, si trova invece a Cornaiano, presso Bolzano, e ne possiede 23 ettari. Con tale patrimonio, sommate le uve apportate dai conferitori, la cantina produce circa 850.000 bottiglie l’anno, per la maggior parte di bianchi (80%). Oltre che in Italia, i vini vengono distribuiti all’estero in 40 Paesi. Ci sono poi i frutteti, gli erbari, le vaste aree a bosco e a pascolo.

Una gestione oculata e aperta al futuro cercando sempre la qualità

Una riunione del consiglio dei canonici presieduta dall’abate. 13 risiedono attualmente nella struttura conventuale. Altri nelle parrocchie circostanti, dove operano, e in tutto il Tirolo. © Alan Bianchi

Per gestire tutte le attività connesse a questo patrimonio e alla sua mission, l’Abbazia di Novacella impiega oltre ottanta collaboratori.  Una media impresa, una realtà economica importante per il territorio nelle solide mani di un “CEO”, l’abate (seppure assistito da un amministratore), vincolato dai tre voti agostiniani di povertà, celibato e obbedienza, per essere “protesi verso Dio, ma presenti nel mondo”. Certamente un assetto piuttosto originale, ma che funziona perfettamente e garantisce l’alta qualità di servizi e produzioni, a cominciare dal vino, ça va sans dire.

Nella vecchia cantina abbaziale è passata la storia di secoli: un’antica botte è ornata dagli stemmi di Novacella e Bressanone. © Gianfranco Podestà

I vigneti intorno all’abbazia sono i più a nord d’Italia, e stanno tra i 600 e i 900 metri di altitudine. I terreni magri, morenici di origine glaciale e le escursioni termiche sono ideali per vitigni che danno bianchi pregiati, dai finissimi profumi varietali. Si coltivano qui Sylvaner, Müller-Thurgau, Kerner, Grüner Veltliner, Pinot Grigio, Riesling, Gewürztraminer e Sauvignon Blanc. Dalla Tenuta Marklhof di Cornaiano (presso Bolzano), provengono le uve da varietà Schiava, Pinot Nero e Moscato Rosa. Più a valle, a 250 metri di altitudine, i terreni sabbioso-limosi sono culla del tradizionale Lagrein.

Tre linee per il vino dell’abbazia e tanti riconoscimenti

Le degustazioni nella nuova e moderna cantina dell’abbazia sono esperienze interessanti e stimolanti: tre linee di vini tra classici e nuove sperimentazioni. © Gianfranco Podestà

Tutto questo “ben di Dio”, si traduce in vini orgoglio dell’Abbazia di Novacella, prodotti in tre linee. La linea Classica è composta da 9 vini bianchi e 4 vini rossi, caratterizzati da freschezza, spontaneità, mineralità, talvolta con sentori di fiori e frutta a polpa bianca. Vini espressione di terre montane, di buona complessità.

Cisterne all’avanguardia per una cantina che sposa tradizione e modernità, puntando all’eccellenza e alla sostenibilità. © Gianfranco Podestà

La linea Praepositus vuole esaltare le grandi doti di eccellenza e longevità dei vini di Abbazia di Novacella, impiegando i migliori cru dell’azienda. Sono 8 bianchi, 2 rossi e 2 vini dolci, dalla mirabile intensità e trama olfattiva, capaci di evolversi ulteriormente con l’invecchiamento. Insomma, massimi livelli, e numerosi riconoscimenti di critica e mercato.

Nell’Osteria abbaziale piatti e prodotti della tradizione altoatesina da abbinare ai vini di Novacella: chi assaggia ritorna… © Gianfranco Podestà

La linea Insolitus, nata nel 2020, è stata invece concepita per innovare e sperimentare, secondo la solida tradizione della cantina. Cambiamenti climatici e viticoltura sempre più sostenibile sono le sfide da affrontare. Quindi nuovi vini, prodotti in poche bottiglie, da proporre anche al consumo, che cambiano di anno in anno. Per citare qualche etichetta, Ohm e Quota (usciti nel 2020), Quota 2 e Ton (2021), Orchestra (2022), il Riesling Kabi e metodo classico Perlae36 (2023).  

Maso Riol: dare fiducia ai giovani che scelgono di vivere nella natura

Nadja, studi in biologia, e Silvan, mastro muratore, vivono tutto l’anno nel maso Riol, lavorando e producendo per l’Abbazia di Novacella. © Gianfranco Podestà

Fra i possedimenti dell’Abbazia di Novacella c’è una grande estensione di bosco e prati in località Riol, sopra Fortezza. Comprende un maso che giaceva abbandonato da molti anni. Quando nel 2020 due coppie di ragazzi hanno chiesto di poterlo ristrutturare e abitarci, lavorando i campi, per cambiare vita e tornare alla natura, i canonici hanno acconsentito volentieri. Oggi il maso è stato risistemato. Una delle coppie ha scelto un’altra strada, ma Nadja e Silvan hanno perseverato e coltivano in modo naturale erbe officinali e piccoli frutti, producendo sciroppi e marmellate per l’Abbazia.

Dal maso Riol, un prezioso calice con vista, per augurare buon lavoro e buona fortuna ai due giovani agricoltori di montagna. © Gianfranco Podestà

Ora hanno anche qualche mucca e un piccolo gregge di pecore. Il posto è bellissimo, domina la valle dell’Isarco e le montagne circostanti. Novacella ha deciso di sostenere ancor più Nadja e Silvan, finanziando la costruzione di un nuovo maso, così da poter ampliare le produzione, e magari in futuro accogliere visitatori. Brindiamo a questi ragazzi che danno speranza, tornando a far vivere la montagna e regalandoci il loro sorriso.

Mangiare & dormire

La struttura conventuale è sempre stata anche centro di ospitalità. Oggi rinnovato e accogliente. © Gianfranco Podestà

Il complesso dell’Abbazia di Novacella dispone, come detto, di un ristorante con una cucina sobria ma gustosa, e di un’Osteria con spuntini e piccole pietanze, tipicamente altoatesini. In entrambi vengono ovviamente serviti i vini della cantina e diversi prodotti fatti in proprio, come i succhi e le tisane. L’ospitalità è possibile in una quarantina di camere, semplici ma confortevoli, spesso però impegnate per via dei numerosi convegni.

Ristorante AO, Via dei Vigneti, 68 – Bressanone (BZ)

Interessante trota salmonata, da accompagnare argutamente con un sapido Grüner Veltliner Praepositus Abbazia Novacella. © Gianfranco Podestà

In posizione panoramica sulla bella città di Brixen, propone una cucina che poggia sul rigore e la creatività del giovane Levin. Grande attenzione alla qualità delle materie prime, intrigante utilizzo di erbe aromatiche domestiche e selvatiche, per piatti ispirati alla tradizione, ma anche frutto di un estro esente da inutili eccessi. Pesce d’acqua dolce, in particolare trota e salmerino, selezione di carni, dessert all’insegna di leggerezza e originalità: es. la Mousse di skyr, con mirtilli, trifoglio acido, meringa. Cantina all’altezza e una notevole competenza nel proporre i migliori accostamenti con le etichette alto atesine, privilegiando i vini di Neustift.

Rifugio Rossalm, Plose – Bressanone

Panorama da brividi al tramonto dal Rifugio Rossalm. Per i più piccoli anche simpatici giochi in legno. © Gianfranco Podestà

Il maestoso massiccio montuoso della Plose in Valle Isarco è molto noto e frequetato: in estate offre bellissimi percorsi escursionistici, in inverno con una vasta area sciistica. Ma soprattutto regala una vista incomparabile sulle cime delle Odle di Funes e del Sass de Putia, perle dolomitiche. Qui, a 2200 metri d’altitudine, il Rifuglio Rossalm è un approdo sicuro per soggiornare e assaggiare specialità di montagna.

Le frittelle di mele sudtirolesi, ottime con un Moscato Rosa di Novacella. © Gianfranco Podestà

A parte i salumi del territorio e i formaggi d’alpeggio, piatti della tradizione con un tocco di fantasia. Ottimi gli Schlutzkrapfen, ravioli di segale con spinaci e ricotta di malga, e corroboranti le frittelle di mele zuccherate alla cannella con salsa di vaniglia. Associare i vini di Novacella sarà un godimento in più.

Visitare e vivere l’abbazia

La chiesa abbaziale, rifatta in sontuoso stile barocco, uno degli ambienti aperti alle visite. © Gianfranco Podestà

Le visite all’Abbazia di Novacella possono essere guidate (dal lunedì al sabato, con orari prestabiliti e su prenotazione) o effettuate in autonomia con audioguida. Gli ambienti visitabili sono la Chiesa abbaziale, il chiostro, il Museo, la sala della biblioteca, punti salienti del complesso monastico, davvero imperdibili. C’è poi anche la possibilità di visitare i vigneti con degustazione, sempre su prenotazione, con orari dedicati. Insomma, una giornata ben spesa, tonificando anima e corpo!

Per info: Abbazia di Novacella

Testo e foto di Gianfranco Podestà | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com