Tre incredibili borghi italiani che nessuno conosce

Il nostro Paese è ricco di bellissimi borghi che attirano ogni anno un gran numero di turisti. Non è certo un caso che esistano associazioni e riconoscimenti che si occupano di valorizzarli; fra queste ricordiamo “I Borghi più Belli d’Italia”, “Bandiere Arancioni” (Touring Club Italiano) e “Borghi autentici d’Italia”.

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Il borgo di Rasiglia in Umbria ©Shutterstock

Alcuni di questi centri sono particolarmente noti e ogni anno vengono presi d’assalto dai visitatori; si pensi, solo per fare alcuni semplici esempi, ad Alberobello (Puglia), Civita di Bagnoregio (Lazio), San Gimignano (Toscana), Positano (Campania) e i borghi delle Cinque Terre (Liguria).

Accanto a queste località, famose anche a livello internazionale, vi sono però borghi sconosciuti o quasi che vale la pena di scoprire. Ne abbiamo scelti tre: Santo Stefano di Sessanio (Abruzzo), Rasiglia (Umbria) e Borgo Parrini (Sicilia).  

Santo Stefano di Sessanio (Abruzzo)

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Sextantio è un Albergo Diffuso a, Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo

Santo Stefano di Sessanio è un piccolo borgo abruzzese in provincia dell’Aquila che si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Come altri piccoli borghi in Italia, anche Santo Stefano di Sessanio aveva subito un notevole declino causato dal progressivo spopolamento.

Verso la fine degli anni Novanta del secolo scorso, però, è iniziato un percorso di restauro e valorizzazione per iniziativa dell’imprenditore Daniele Kihlgren, con il progetto Sextantio, un “albergo diffuso” che occupa diversi edifici del centro storico.

Sono stati eseguiti diversi lavori di restauro e intraprese iniziative per valorizzare aspetti quali l’artigianato e le tradizioni culinarie locali. Tra i monumenti più importanti si ricordano la Torre Medicea, la Chiesa Madre di Santo Stefano Martire e la Cappella medicea di Santa Maria delle Grazie.

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Rasiglia (Umbria)

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Una veduta del borgo di Rasiglia e le sue acque ©Lorenzo Masotti

Rasiglia, talvolta denominata “Venezia dell’Umbria”, è una piccola frazione del comune di Foligno, in provincia di Perugia. Anche Rasiglia, come Santo Stefano di Sessanio, ha avuto un percorso di progressivo declino seguito da una recente rinascita, anche se le dinamiche sono state diverse.

In passato era un rilevante centro tessile e le importanti risorse idriche sono state sfruttate fin dall’epoca medievale per sviluppare l’economia e numerose erano le attività artigianali presenti nel centro. Con l’industrializzazione il borgo subì un progressivo spopolamento; la crisi fu poi aggravata dal terremoto del 1997.

Nei primi anni Duemila è però nata l’associazione “Rasiglia e le sue sorgenti” che progressivamente, grazie al lavoro dei volontari del paese, ha ripulito e valorizzato il borgo e ogni anno organizza eventi per attirare i turisti, come il Presepe Vivente e l’iniziativa Penelope a Rasiglia.

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Borgo Parrini (Sicilia)

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Il centro di Borgo Parrini in Sicilia ©Shutterstock

Borgo Parrini è un piccolo borgo parte del comune di Partinico, in provincia di Palermo. Deve il suo nome al fatto di essere stata fondato dai Padri Gesuiti (parrini è un termine dialettale che significa “padri”).

Similmente ad altri piccoli centri rurali, anche Borgo Parrini aveva subito una progressiva decadenza, ma l’intervento di un imprenditore locale lo ha letteralmente trasformato in uno dei borghi più pittoreschi d’Italia.

Le sue abitazioni sono piuttosto eccentriche e ricordano un po’ lo stile del celebre architetto spagnolo Antoni Gaudí; non è un caso che il borgo sia stato soprannominato “Barcellona palermitana”.

Chi vi arriva potrà ammirare murales, casette colorate, disegni e frasi d’autore sui muri. Un altro esempio di come anche l’impegno dei privati è in grado di valorizzare un piccolo centro che diversamente sarebbe finito nel dimenticatoio.

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