Italia, 6 “rifugi” per viaggiare scomodi

Si segnalano nuove tendenze nel mondo dei viaggi e delle vacanze: basta comodità standardizzate e largo ad una scomodità etica. Obiettivo, disimparare la fretta

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Parco del Grep, casa dei ciliegi © Elisabetta Faggiana

C’è una Start Up che gestisce il tutto, si chiama Unexpected Italy e disegna una mappa dei luoghi etici in Italia liberi dai dettami dell’overtourism. Quasi un contro-turismo dove domina la lentezza da cui poi si giunge alla salute della psiche e del corpo. Via dall’urgenza, dalla fretta del quotidiano per approdare ad una dimensione extra slow.

Stacco, ma davvero


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Una immagine di Cargador de Ron in Valdobbiadene © Elisabetta Faggiana

E’ recente una ricerca che certifica che staccarsi (ma davvero) da device e relativi social, porterebbe ad un incredibile ringiovanimento mentale. Staccare sul serio però non è facile visto che siamo immersi negli stimoli, nelle immagini, nelle notizie. Continuamente iper-stimolati, anche se per proteggere i propri dati online basta una VPN. Da qui la proposta di Unexspected Italy: sei luoghi italiani dove staccare veramente. Si tratta di piccoli borghi dove non circola neppure un veicolo a motore o di alberghi rigorosamente privi di wi-fi.

In verità il bisogno di staccare è molto sentito e sono in tanti gli operatori del turismo che sbandierano soggiorni dove allentare la pressione e uscire dallo stress della vita quotidiana. Peccato che queste premesse siano per lo più tradite. E così si aggiungono, servizi e si moltiplicano gli stimoli. Elisabetta Faggiana è la fondatrice di questa tech company che si fa portatrice di una coraggiosa scelta che inverte la rotta. Parole d’ordine, inclusione, “scomodità”, zero compromessi, via dalla standardizzazione.

Viaggio etico verso il silenzio

Follonico Farmhouse, Val d’Orcia © Elisabetta Faggiana

Una scelta etica, se si vuole. Già, perché le strutture mappate da Unexpected Italy sono presidi di resistenza culturale che non pretendono di essere gradite alle masse ma che promuovono la lentezza come atto di suprema libertà. Una scelta, appunto.

L’ospitalità penetra nel territorio e si collega ad artigiani del luogo, a produttori del circondario e a trattorie che abbracciano questa filosofia definita “di sottrazione”. Anziché aggiungere offerte iperstimolanti e roboanti si privilegia il contatto con l’autenticità di luoghi ancora vivi che resistono qua è là per la penisola.

Ecco dunque sei veri rifugi dove il silenzio è padrone.

Piemonte – Parco del Grep

Proprietario: Francesco Otelli-Via Giacomo Matteotti, 27 – 10020 Monteu da Po (TO)

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Francesco Otelli del Parco del Grep in Piemonte © Elisabetta Faggiana

Qui la natura domina incontrastata: dieci ettari di pace, senza tv, senza wi-fi, senza social. Si vive sempre fuori, si mangia e si dorme tra gli alberi seguendo la luce e le stagioni. Pranzi e cene sono serviti in cesti da pic nic per non perdere il contatto con la propria casa sull’albero. Non c’è bisogno di impegnarsi per distaccarsi dal mondo iperconnesso, al Parco del Grep diventa naturale.

Liguria – La Sosta di Ottone III

Località Chiesanuova, 39 – 19015 Levanto (SP) Proprietaria: Angela Fenwick

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Lo splendido panorama che si gode dalla Sosta di Ottone III © Elisabetta Faggiana

Sei stanze in un borgo ligure cui si accede a piedi o con una piccola monorotaia elettrica. Lo sguardo si allarga sulle valli circostanti e arriva fino al blu del mare. Il respiro si fa più libero, la mente rallenta. Angela, la proprietaria conduce gli ospiti verso quel paradiso che sono le Cinque Terre, ma dall’alto, nel silenzio dei muretti a secco e degli ulivi. Il frastuono e la folla che hanno stravolto il profilo di questi paesini meravigliosi, rimane giù. Da quassù tutto torna com’era. Una Sosta che cambia la prospettiva.

Toscana – Follonico, Val d’Orcia

Località Casale, 2 – 53049 Torrita di Siena (SI) Proprietari: Fabio Firli e Suzanne Simons


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La piscina e il casale a Follonico Val d’Orcia © Elisabetta Faggiana

La magia della campagna attorno a Siena si sprigiona potente in questo casale in pietra circondato dagli ulivi. Suzanne e Fabio accolgono gli ospiti in quattro suite e due stanze, tutte uniche ristrutturate con semplicità dove dominano le travi in legno e i tessuti naturali. Comfort e discrezione. L’alimentazione segue il medesimo trend: stagionalità e prodotti dell’orto arrivano freschissimi nel piatto. Si rallenta naturalmente, il cortisolo scende e si dorme divinamente.

Abruzzo – Sextantio, Santo Stefano di Sessanio

Via Principe Umberto – 67020 Santo Stefano di Sessanio (AQ) Proprietario: Daniele Kihlgren

Un particolare del ristorante del Sextantio, albergo diffuso tra i monti abruzzesi © Elisabetta Faggiana

Le auto sono bandite, non passerebbero neppure tra i vicoli in pietra. Questo è un albergo diffuso in un antico borgo abruzzese immerso tra le montagne. Una filologia accurata degli arredi e dei materiali ha mantenuto pavimenti irregolari e scricchiolanti, letti alti del tempo che fu e camini in pietra che ardono fin che le temperature lo chiedono. Ecco, Sextantio più che un albergo diffuso è un progetto, riuscito, di tutela culturale. L’obiettivo era la salvezza di un borgo piccolo, nascosto e sottovalutato. Partecipa tutta la comunità, artigiani, abitanti e anche i visitatori che ne diventano subito parte attiva.

Veneto – Cargador de Ron, Valdobbiadene

Via Cargador di Ron, 38 – 31049 Valdobbiadene (TV) Proprietari: Alessandra e Gianni De Stefani


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L’antica casera, oggi Cargador de Ron © Elisabetta Faggiana

Cargador de Ron è una fiaba. Vi si arriva a piedi da una stradicciola. Ed ecco la vecchia casera immersa nel bosco, prima rifugio di pastori e bestie. Quattro camere arredate con i legni presi nel bosco, luminose e quiete dove rifugiarsi per arrivare alla pace. Artigiani e produttori locali portano le materie prime per colazioni deliziose, lente e tranquille per apprezzare appieno i ritmi quieti della natura circostante.

Veneto – La Scuola Guesthouse, Altopiano di Asiago

Via Campana, 20 – 36046 Lusiana Conco (VI) Proprietari: Valeria Carfora e Marco Baldan


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La bella facciata dell’ex Scuola Elementare nell’altipiano di Asiago © Elisabetta Faggiana

Divertente: le stanze per gli ospiti hanno il nome delle materie scolastiche d’un tempo, Geografia, Storia, Aritmetica, Scienze oltre alla Stanza della Maestra. Già perché questa guesthouse altro non era che una scuola elementare degli anni ’20. Oggi la scuola rivive e si ripopola e come negli anni in cui era viva, niente televisione, niente ascensore. Ma invece torte casalinghe, colline verdissime e una colazione che è un viaggio nei prodotti locali. Stupendo il momento “Ricreazione” quando Marco insegna l’arte del gelato artigianale nel laboratorio dedicato.

Informazioni utili

unexepecteditaly.com

Testo di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com