Liguria, da Villa Faraldi a Cervo Ligure (IM), negli antivhi borghi tra laboratori creativi e musica.
Arrivare in Liguria significa seguire una pista di strade che facilmente si incurvano nell’irto saliscendi dove rocce percorse da paesaggi verdi avvampano in un mare nascosto tra scogli a picco sull’acqua intensamente azzurra. Disegnata dalle cime delle Alpi e dell’Appennino, la Liguria dipana una distesa marina che si divide tra la Riviera di Ponente e quella di Levante, mentre le atmosfere della Costa Azzurra francese lanciano richiami che è facile inseguire cogliendo al volo uno dei molti trenini regionali in corsa al di là della linea di confine. ‘Lenta e rosata sale su dal mare/ la sera di Liguria, perdizione /di cuori amanti e di cose lontane’: così dipingeva l’incedere della sera ligure il poeta viaggiatore Vincenzo Cardarelli. Dopo aver rincorso per chilometri la strada, è facile immergersi nella la palla infuocata del sole che affoga di luce in un precipizio d’acqua e colline verde, nell’atmosfera che si perde tra venti lontani. Regione ricca di splendide località, quest’anno in Liguria la Bandiera Blu svetterà su ben 17 località per un totale di 231 spiagge italiane, quattro in più rispetto al 2009. Se vi trovate in Liguria non perdete occasione per salire su un treno e gettarvi alla scoperta delle cittadine vicine tra i paesaggi più suggestivi dei piccoli paesi che nascono lungo il mare nei dintorni di Genova. Scendete a Imperia e lasciatevi prendere per mano da strade sconosciute percorrendo queste colline assolate. Luoghi storici come Cervo vi attendono in un aroma curiosamente intatto. Ormai da anni Cervo si trova tra i Borghi più Belli d’Italia e nella sua parte più antica conserva una Storia millenaria, mentre nei quartieri nuovi questo aroma del passato si stempera tra turisti, ristoranti e bambini saldamente avvinghiati a salvagenti colorati, che si uniscono gradatamente alla villeggiatura allegra di San Bartolomeo al Mare. Anticamente territorio dei Marchesi Clavesana, le origini del nome sembrano direzionarsi verso il tempo di una dominazione latina che riecheggia in un servus decisamente negato dagli abitanti del luogo, che hanno eletto il nobile cervo a rappresentare come simbolo e buon auspicio questo borgo dalla pace rarissima. Se la linguistica si perde in congetture di una storia a tratti dimenticata, del passato rimane il castello, oggi sede del Museo Etnografico: l’antica dimora, protetta da mura cinquecentesche, guarda verso le colline sottostanti, mentre un dedalo di carrugi nasconde preziosi palazzi nobiliari. Penetrate tra le fresche pareti dell’Oratorio di Santa Caterina, di epoca romanica e la barocca Chiesa di San Giovanni Battista o dei Corallini. Pensate che furono i pescatori di coralli a finanziarne la costruzione nel 1600, di qui l’appellativo riferito ai corallini. Inaugurato dalla violinista Viktoria Mullova, il Festival Internazionale di Musica da Camera intesserà Cervo di trame musicali fino al prossimo 20 agosto. Michelangeli, Pollini, Ciccolini, Uto Ughi e alcuni tra i nomi più brillanti del firmamento musicale hanno partecipato a questa rassegna, nata nel 1964 e oggi giunta alla 47esima edizione. Il prossimo 27 luglio il jazz seguirà le note scatenate del sax di Francesco Cafiso, accompagnato dal pianoforte da Dino Rubino in un intrigante danza sonora nella terrazza sul mare di Piazza dei Corallini. Il musicista Sandor Vegh, cui oggi è intitolata la piazzetta sottostante la location dei concerti, rimase ammaliato da Cervo, dopo averne scoperto casualmente l’acustica perfetta. Grazie all’appoggio dell’amministrazione comunale diede così vita a questo festival dove la musica risuona tra le case di pietra, vibrando nelle notti estive illuminate dalla luna, eterea apparizione nel pozzo oscuro del mare che dilaga nell’orizzonte punteggiato dalle luci dei borghi vicini. Durante la giornata, potrete tuffarvi nell’esplorazione dei carrugi, le tipiche e ripide stradine liguri che vi condurranno alla scoperta del borgo tra vasi di fiori, improvvisi lampi di colore di bougainville incredibilmente floride e laboratori artigianali dediti alla lavorazione della ceramica, porcellana e del cuoio. Non dimenticate il costume da bagno, perché correndo lungo i carruggi al termine della discesa vi attende l’arenile: alPorteghetto incontrerete chioschi dove dissetarvi dopo la lunga passeggiata e la meravigliosa spiaggetta di sassi che si tuffa in un mare dalla limpidezza gioiosamente schietta. Abbandonatevi all’acqua e osservate il cielo sopra la vostra testa: il borgo di Cervo vi apparirà leggero come un disegno surrealista, racchiuso in se stesso tra i segreti delle vecchie mura, tale e quale la rotondità di un’improbabile perla destinata a galleggiare sul mare sottostante in un lucido sogno. Le strutture ricettive del luogo non sono numerose e spesso immerse nella suggestione del posto con la struttura delle tipiche case liguri, tra scale, odorosi vasi di fiori fuori dalle porte di legno e ambienti che si sviluppano inseguendo la verticalità. Potrete attendere la sera assaporando la notte in una solitudine dai contorni rari, mentre le musiche avviluppano questo paese perfetto per una fuga dove ritrovare se stessi. Chi ama la musica avrà interessante occasioni per immergersi nella materia grazie all’Accademia Internazionale Estiva, giunta alla 22esima edizione, dove corsi di perfezionamento e seminari uniranno studenti di ogni parte del globo e musicisti di fama mondiale nella sinfonia preziosa di un evento dall’ampio respiro che rende Cervo Borgo della Musica a livello internazionale. Proseguendo lungo la linea del mare fino ai bricchi che colorano di verde la campagna di questa Liguria tortuosamente accidentata, potreste avere la fortuna di scoprire luoghi come Villa Faraldi. Composta da cinque frazioni, questa località è molto amata dai turisti dell’Europa del Nord, tanto che dopo un’iniziale scoperta del borgo da parte di norvegesi e svizzeri, Villa è divenuta meta del turismo danese. Oggi sono molti i danesi che vivono qui: cittadini di un’Europa dai confini nordici hanno viaggiato nel miraggio di un angolo assolato di Mediterraneo, dando vita al sogno di case che vivono di ispirazioni germogliate nell’intensa luce. I molti danesi che abitano Villa Faraldi hanno smesso i vestiti da turisti e richiesto la cittadinanza. Nel frattempo immergono le mani nella calce e lavorano alla ristrutturazione di vecchie abitazioni da trasformare in case fatte di cucine allegre, nel rispetto che mai viene meno verso le architetture originali, lasciando che l’arte solchi le rotte future di questo paese. Proprio l’arte sembra essere il motore creativo che spinge ad abitare questi luoghi per trasformarli in occasione creativa. Cabine del telefono cui si sovrappongono installazioni, pareti di una strada scavata nell’ombra ricoperte di impalpabili piume bianche: ritessere la trama spaziale diventa l’idea personale che nasce in un pomeriggio d’estate, mentre le case vendute dagli abitanti di un tempo mutano in laboratori creativi dove vive la fantasia di artisti che corrono qui per fermarsi, sognare, meditare. La signora Lene Bak insieme al marito proprio a Villa condurrà la Trainee Band, un gruppo composto di giovanissimi artisti che suonerà su un palco di fronte alla Chiesa di San Lorenzo per il Festival Internazionale di Villa Faraldi. I giovani musicisti si lanceranno in un’incursione musicale lungo le srade del borgo, in un workshop la cui fortuna sembra solo agli inizi di una fulgida avventura. Quest’anno aperta da Vittorio Sgarbi, la 27esima edizione di questo borgo dell’entroterra ligure, vede ospiti di rilievo come Paolo Rossi e Stefano Bollani in un incrociarsi di musica, arte visiva e teatro che animerà questo territorio fatto di orizzonti marini e pendii trapuntati di ulivi. Nel 1983 lo scultore norvegese Fritz Roed propose l’organizzazione di una mostra di pittura: oggi l’arte continua a fervere nelle arterie di Villa, tanto che, insieme alla passione degli abitanti stranieri, rapiti dall’intenso amore per questo luogo fuori dal comune, il Comune ha cercato di promuovere questa tensione creativa. L’oratorio, da poco acquistato alla parrocchia, a breve ospiterà un laboratorio dove cercare ispirazione in un’arte che vive del lento frinire delle cicale. Secondo gli studiosi queste terre possiedono le stesse caratteristiche dei terreni greci, forse per questo Villa ricorda i paesaggi greci spazzati dalla luce intensa ed immobile dove gli ulivi si avvinghiano alle rocce bollenti, mentre le curve di un paesaggio indentico a se stesso si inseguono senza sosta. Non dimenticate di trovare un riparo dalla calura sotto un pergolato illuminato dall’intensa luce verde e assaporate gli aromi di una cucina tradizionale dai toni forti come l’anima nata all’ombra di scogli antichi. Carne macinata ricca di spezie, vino rosso profumato e un filo d’olio spremuto a freddo dalla preziosa oliva taggiasca, tipica di questi luoghi, mentre il profumo della celebre focaccia ligure accompagnerà i piatti dove il pesce fresco rimarrà sulla punta della della lingua come l’ultima polaroid di un’estate vivida fino all’autunno più inoltrato.
Testo: Maddalena De Bernardi Foto: Maddalena De Bernardi e archivio
Dove: Cervo (IM)
Quando: 5 luglio – 20 agosto.
Come arrivare: In auto: chi percorre l’Autostrada dei Fiori A10, esce al casello di S. Bartolomeo e prosegue in direzione del mare fino all’incrocio con la SS1 Aurelia. Qui gira a sinistra e procede per 1 km poi si gira nuovamente a sinistra. Si può parcheggiare alla base del centro storico o proseguire come indicato nella segnaletica fino alla parte alta dell’abitato, nella P.za del Castello dove si trovano altri parcheggi. Nel centro storico si circola solo a piedi. Chi utilizza la SS1 Aurelia provenendo da Genova, trova Cervo subito dopo Andora, chi proviene da Ventimiglia dopo S.Bartolomeo. In treno: solo qualche regionale ferma a Cervo, la stazione si trova sulla SS1, a 100 m dal centro storico. La stazione più vicina per chi arriva con l’Intercity è Diano Marina. Ogni 25 min passano gli autobus della RT che conducono a Cervo.
Dove mangiare: Ristorante Bar Gelateria Serafino, via Matteotti 8. t.0183 408185. Ottimo menu di pesce, cucinato alla veneta. Ristorante Bar San Giorgio, Via A. Volta 19. t.0183 400175. Cucina ligure creativa. Pesce, crostacei, frutti di mare e verdure di stagione. Prodotti liguri da degustare con un prezioso calice nell’enoteca adiacente e se giunge l’ora della cena, avrete l’occasione perfetta per apprezzare un pasto d’eccezione in una terrazza di luci tra squisitezze di magia rara e la soffusa atmosfera di una serata da vivere nella calma più estrema lasciandovi rapire dai sapori di una cucina tradizionale quanto creativa. Disponibilità di camere.
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