Visitare Bologna: una giornata fra archeologia, tortellini e…


La mattina a Bologna inizia con il frastuono coloratissimo dell’antico mercato di via Pescherie e Drapperie, quando ci si lascia alle spalle il respiro ampio e l’aria elegante di piazza Maggiore, cuore cittadino, per inoltrarsi tra i vicoli poco più in là. E allora diventa bellissimo camminare lentamente, passo dopo passo, ammaliati dalle facce dei commessi protesi oltre l’ingresso delle piccole buche, che tradiscono l’origine medievale del piccolo, prezioso mercato, tra pile di verdure sgargianti, il profumo di funghi e salami, le macchie sgargianti dei fiori in vendita. Colori, gente e merci catapultano nell’indaffarata atmosfera che da tempo immemore invade queste stradine di commerci, scambi e incontri.
Si sono fatte le 11? Prima di andare è d’obbligo sbirciare fra le vecchie mura dell’Osteria del Sole in Vicolo Ranocchi, 1/d, dove si incontrano avventori storici, universitari e bolognesi di ogni razza: la bottiglia di buon vino rosso si prende qui, ma il necessario per l’aperitivo lo compri tu. Proprio qui fuori, tra la panetteria e la salumeria di fronte, dove cedere alla tentazione di mortadella e assaggi al culatello.

Attraversate via Rizzoli: dopo un caffè nello storico Caffè Terzi di via Oberdan 10/d, inoltratevi nel ghetto. Qui si trovano il Museo Ebraico, in Via Valdonica, 1/5, e un reticolo di vie, territorio di botteghe e artigiani, in cui un tempo, al tramontare del sole, venivano chiusi i grandi portoni da cui si accedeva al quartiere, in via dei Giudei, dove Porta Ravegnana guarda verso la Torre degli Asinelli (a proposito, siete saliti?) e Via Zamboni. In questo punto inizia il centro universitario, che, oltre a via Zamboni, si sviluppa lungo via delle Belle Arti, sede della Pinacoteca nazionale di Bologna. Portone dopo portone, si incontrano le sedi delle principali Università, che rendono celebre Bologna dal 1088, quando il giurista Irnerio fondò la prima scuola di giurisprudenza.
Durante gli anni Ottanta e Novanta Bologna ha visto impulsi creativi potenti, personaggi dall’intensa creatività che hanno scelto questa città ospitale, abitata, nel suo cuore storico, da una comunità fortemente giovane, un laboratorio dove ricercare arte, cultura, sperimentazione: oggi l’atmosfera di tempi differenti ha assistito spesso allo spegnersi della spasmodica libertà sotto la pioggia grigia di un’amministrazione che di frequente non riesce a seguire gli impulsi che potrebbero fare di Bologna uno dei luoghi più innovativi nel territorio italiano.
Ciò nonostante, se ci si lascia prendere in ostaggio dalla bellezza dei portici, che, da una porta all’altra del centro, disegnano la mappa di questa città materna e oscura, è facile avvertire sulla pelle l’elettricità incandescente, potenzialmente fertile di discorsi, talenti, energia giovane Bologna, dove gli universitari sono fin troppo spesso trattati come ospiti invadenti, affittuari a cui dare vecchie case a peso d’oro e confinare, senza pensare che nel mondo esistono numerosi altri esempi di città universitarie splendide, le quali, grazie a un’amministrazione accorta, sono riuscite a creare del contesto un capolavoro. Lo slancio di chi arriva qui in cerca del futuro si percepisce, in ogni angolo. Perché il cuore di Bologna fonde i suoi abitanti con quelli in adozione, con una valigia di sogni e libri, giunti per l’università o il lavoro.

Bologna tenta con la cultura e nondimeno evita di lasciare a bocca asciutta: il piacere della buona tavola, per cui è nota la sorridente Emilia Romagna, si fa strada tra tortellini in brodo, da acquistare anche nei laboratori aperti al pubblico, quali le sfogline di Via Belvedere 7, e tagliatelle. Le osterie non mancano e offrono il gusto autentico della buona cucina di una volta, preparata da mani esperte. Con il fedele mattarello, la sfoglina è una figura tipica di Bologna, produttrice di pasta fresca per lavoro: oggi, nonostante la crisi attanagli l’Italia, i laboratori sono in crescita e vi capiterà di incontrarne diversi camminando per la città.
Vagabondando tra le vie dello shopping, come via Farini, e spazi dalla storia antica, quale la Biblioteca Salaborsa, dove ammirare gli scavi archeologici, arrampicatevi per i 500 gradini verso il Santuario di San Luca, dominati da 666 archi. Dalla prospettiva del Colle della Guardia potrete ammirare tutta Bologna, prima di scendere, mentre la sera incede, verso via del Pratello, patria di vino, vita di piazza, osterie e locali.

Maddalena De Bernardi © RIPRODUZIONE RISERVATA | Foto web

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