Magritte a Bruxelles, il sabotatore tranquillo

di Elena Brunello

Il sabotatore tranquillo: così veniva chiamato Renée Magritte, esponente di spicco del Surrealismo e illustre cittadino di Bruxelles. Un rivoluzionario, un sovversivo della realtà che tuttavia, a differenza di artisti come Dalì o De Chirico, agiva con grande chiarezza e tranquillità nella rappresentazione dell’irrealtà. Se i fiamminghi del XV secolo erano stati i grandi interpreti dell’indagine della realtà umanistica, se quei pittori erano stati gli araldi dell’antropocentrismo che aveva tutto ad un tratto investito l’Europa con l’opera di Masaccio in Toscana e quella di Van Eyck nelle Fiandre, Magritte funse per contro, quattro secoli più tardi, da messaggero del sovvertimento della realtà.

Ceci n'est pas une pipe

A Bruxelles si trova il più grande museo dedicato alle opere di questo maestro: il Museo Renée Magritte. Il movimento Surrealista nacque in Francia con l’opera letteraria di André Breton e sconvolse solo più tardi il mondo dell’arte figurativa. Ebbe inizio negli anni Venti dalla follia del Dadaismo e dalla pazzia che avevano generato gli orrori della prima guerra mondiale. Gli artisti si fanno indagatori dell’inconscio, la psicanalisi freudiana, la frammentarietà della visione del reale e il caso portano alla luce parti della società fino ad allora sconosciute a avvolte dal perbenismo dei tabù. Gli artisti del Surrealismo muovono una gigantesca armata fatta di linee e colori contro il mito della Ragione nato con l’Illuminismo. Nei quadri di Magritte assume così una grandissima importanza il processo immaginativo spogliato dei suoi consueti filtri. Magritte e Delvaux, altro grande interprete belga del messaggio surrealista, mettono progressivamente in crisi la relazione tra parola, immagine, oggetto e suo significato. Manifesto forse più famoso del movimento è l’opera Questa non è una pipa: l’immagine di una pipa sotto la quale una scritta nega l’esistenza stessa dell’oggetto.

E così ogni ogni anno oltre 500,000 turisti arrivano al Museo Magritte di Bruxelles per vedere i capolavori del grande artista belga ospitati all’interno del ex Hotel Altenloh, un bellissimo palazzo neo-classico in Place Royal, restaurato nel 1984 e inaugurato nel 2009. Nel cuore della Bruxelles storica, tra le mura di questo bell’edificio bianco, si conservano oltre 200 opere tra pitture, disegni, sculture, locandine, fotografie e filmati d’artista. Seguendo un percorso cronologico che ha inizio dall’ultimo piano, l’iter di Magritte di sviluppa non solo intorno alle sue opere principali, ma anche attorno a una ricchissima raccolta di materiale dell’epoca che va dal suo soggiorno parigino al ritorno in Belgio, fino alle opere opere dell’ultimo periodo ospitate nella sezione Il Regno Incantato. Per concludere una sala cinema proietta delle pellicole realizzate da Magritte e un documentario sull’artista. ? eb

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