Riapre: ma è FICO?

A Bologna a luglio riapre FICO, dopo il lockdown e un grande restyling. E’ il Parco del Cibo più grande al mondo, ma quali sono le novità?

Con l’inaugurazione del 7 luglio, il Parco del cibo più famoso d’Italia ha riaperto ufficialmente i battenti, con tante novità e tanto cibo. Noi ci siamo andati, e queste sono le nostre impressioni.

La nascita di FICO

FICO nasce nel 2017 come vero erede dell’Expo Milano 2015, e in effetti chi c’è andato non può non notare molte somiglianze, a partire dagli ambienti, dai profumi, dalle aree tematiche dedicate alle diverse filiere del cibo. Fin da subito FICO si è posto obiettivi molto ambiziosi, come quello di attirare un altissimo numero di turisti e di riempire i numerosi coperti dei 26 ristoranti al suo interno.

Col passare del tempo però FICO ha deluso le aspettative, attirando un non sufficiente numero di turisti, nonché di bolognesi: molti cittadini hanno continuato a percepire come estraneo un parco che – è oggettivo – si trova lontano dal centro e non ben collegato dai mezzi pubblici.

Gli investitori, che evidentemente credono molto nella Fabbrica Italiana COntadina, hanno optato per una piccola rivoluzione per rendere il Parco più attrattivo ai turisti e ai bolognesi. Ma la nostra domanda è: sarà una rivoluzione positiva?

I numeri di FICO

I numeri di questo grande Parco Tematico parlano chiaro: già da prima del restyling, si tratta del Parco a tema gastronomico più grande al mondo. Sorge in periferia, negli spazi del Centro Agroalimentare Bologna. 10 ettari dedicati a ristoranti, negozi, attrazioni, attività agricole e allevamento. I numeri sono promettenti. Ma il resto?

Com’era prima

Riguardo FICO i cittadini bolognesi hanno opinioni contrastanti: alcuni non sono riusciti ad apprezzarlo, altri hanno visto in FICO la possibilità di fare nuove esperienze gastronomiche, ma sempre nell’ambito di una sera al ristorante.

Il grande parcheggio di FICO una volta era a pagamento, salve le prime due ore, che erano gratuite: ma per chi decideva di recarvisi per cena, due ore erano largamente sufficienti. Nessun biglietto d’ingresso per passare i tornelli del parco: si entrava, si poteva passeggiare, scegliere un ristorante, sedersi, cenare.

Spesso le enormi aree di FICO rendevano l’ambiente vuoto, dando l’impressione di mancanza di persone; d’altro canto, passare tra gli scaffali dei negozi open-space non poteva che ricordare i duty free prossimi ai gate di partenza degli aeroporti. Insomma, non esattamente una perfetta esperienza sensoriale.

Chi voleva provare un’esperienza nuova, al di là dei ristoranti e dei negozi, poteva passeggiare all’aperto tra gli animali da allevamento, oppure entrare in una delle giostre, ossia dei padiglioni costituiti da ambienti che hanno l’obiettivo di dare suggestioni a chi li visita. Un’esperienza sicuramente gradita ai più piccoli. Attenzione però: queste giostre necessitavano di un biglietto a pagamento.

Cos’è cambiato

Entrando a FICO dopo il restyling non si può certo ammettere di cogliere una differenza abissale rispetto al passato: alcune installazioni sono state migliorate, e altre nuove sono state aggiunte. Gli animali che prima erano fuori e isolati sono stati posizionati (in adeguati recinti) in prossimità dei camminamenti più frequentati: i più piccoli (anatre e galline) sono addirittura all’interno.

A livello estetico è dunque cambiato qualcosa; ma ciò che davvero fa la differenza è l’aspetto economico che si cela dietro questo restyling: d’ora in poi infatti per entrare nel Parco sarà necessario pagare un biglietto. Questo biglietto comprende il parcheggio (che quindi diventa gratuito senza limiti di tempo) e l’ingresso in tutte le giostre. Inoltre viene offerto un tour guidato della durata di circa 20 minuti all’interno di FICO.

Con un biglietto leggermente maggiorato, a 10€ (quello base costa 8€), viene compreso anche l’ingresso al Luna Farm, un’area giochi adatta ai più piccoli. Salendo di prezzo fino a 19€, il biglietto comprende, oltre a ciò, un tour più lungo (45 minuti) e comprensivo di degustazioni, o in alternativa un breve corso di pasta, pizza, vino, gelato o mortadella (a scelta).

Insomma, i prezzi aumentano, ma la sostanza?

Il nuovo target

Abbiamo partecipato a un tour della durata di 20 minuti, e di certo è interessante. C’è da dire però che questo cambio di passo (e di prezzo) probabilmente non favorirà i bolognesi che vorrebbero andare a FICO anche solo per una cena: perché pagare anche il biglietto d’ingresso, a quel punto? Meglio scegliere un altro ristorante.

Il punto è che FICO si è posto come obiettivo quello di apparire come un Parco tematico vero e proprio: insomma, la prerogativa non è viverlo (solo) come un luogo dove mangiare, ma come uno in cui provare esperienze sensoriali e visitare e scoprire cose nuove riguardo il cibo, i consorzi, le filiere agro-alimentari.

E i bambini?

FICO, con l’obiettivo di avere un target “alla portata di tutti”, rischia di diventare adatto solo alle famiglie, a discapito dei giovani e degli adulti. Certo, un’esperienza sensoriale in una giostra è qualcosa di interessante, ma eserciterà più attrazione nei confronti di un bambino rispetto a un adulto.

Comunque l’esperienza turistica è garantita. Sarà da vedere se anche i bolognesi apprezzeranno le novità.

www.fico.it

 Testo di Stefano Ghetti|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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