Un weekend a Siracusa e dintorni

Passare un weekend a Siracusa e dintorni significa immergersi in alcune delle bellezze Unesco di Sicilia e tuffarsi in un mondo fatto di antichissimi reperti archeologici, storici edifici barocchi e oasi naturali protette. Andiamo alla scoperta di una delle più belle città della Sicilia orientale, per un weekend tra monumenti, arte, storia, cultura, natura e tradizioni culinarie. Di seguito proponiamo alcuni consigli per organizzare al meglio un itinerario di tre giorni in questa parte di Sicilia da vivere all’insegna della bellezza.

Siracusa L'isola di Ortiga
Siracusa L’isola di Ortigia ©Shutterstock

Venerdì a Siracusa

Siracusa ha origini antichissime e una storia millenaria. Tra le più vaste metropoli dell’età classica, primeggiò per potenza e ricchezza con Atene, la quale tentò invano di assoggettarla: nel V secolo a.C. era una delle più grandi e potenti città del Mediterraneo, ornata di templi e palazzi, giardini e fontane, ricca di denaro, cultura e potere.

Passò poi in mano ai Romani, successivamente agli Arabi e infine si trasformò in fortezza in epoca spagnola, con il suo centro storico, Ortigia, che assunse l’odierno aspetto barocco dopo la ricostruzione a seguito del violento terremoto del 1693.

E una visita di Siracusa non può che partire dal magnifico Parco Archeologico della Neapolis e dal solenne Teatro Greco, luogo intrigante ed evocativo che racchiude una serie di testimonianze di varie epoche, dall’età protostorica a quella tardo antica e bizantina.

Il Teatro è uno dei più grandi del mondo greco, interamente scavato nella roccia e anticamente usato per le recite, le assemblee popolari e, ovviamente, le rappresentazioni delle tragedie greche.

Il parco archeologico di Neapolis
Il parco archeologico di Neapolis ©Shutterstock

All’interno del Parco c’è anche il leggendario Orecchio di Dionisio, la più famosa delle grotte siracusane. Si chiama così per la forma a orecchio d’asino e soprattutto per le sue notevoli proprietà acustiche che amplificano i suoni: secondo la leggenda il tiranno Dionisio vi teneva i prigionieri e, nascosto in alto, ascoltava i loro discorsi.

Si tratta di una grotta artificiale che si trova nell’antica cava di pietra detta latomia del Paradiso, sotto il Teatro Greco.

Siracusa L'orecchio di Dionisio
Siracusa L’orecchio di Dionisio ©Shutterstock

Lasciando il Parco Archeologico e addentrandosi verso l’isolotto di Ortigia, troviamo i resti del Tempio di Apollo: le rovine greche si trovano, infatti, proprio in mezzo a strade moderne, piene di negozi, bar e ristoranti.

Il tempio dorico in pietra è il più antico della Sicilia e anche uno di quelli con la storia più travagliata: fu prima chiesa paleocristiana, poi moschea, poi nuovamente chiesa in età normanna e caserma all’epoca di Carlo V di Spagna.

Entrando nel reticolato di strade di Ortigia, si scorge una delle piazze più conosciute e belle d’Italia: Piazza del Duomo. Circondata da magnifici palazzi in stile barocco e cuore della vita civile e religiosa di Ortigia, la Cattedrale della Natività di Maria Santissima rappresenta l’unico caso al mondo di tempio pagano e contemporaneamente chiesa cristiana.

Sorge sui resti di un tempio dedicato ad Atena, sorto nel 480 a.C. e nasconde, dietro lo stile barocco della facciata, un gioiello del passato con le colonne doriche ancora visibili sia dall’esterno che dall’interno. In fondo alla Piazza, invece, la Chiesa di Santa Lucia alla Badia, custodisce il quadro del Caravaggio “Il seppellimento di Santa Lucia”.

Il Duomo di Siracusa
Il Duomo di Siracusa ©Shutterstock

Il Mercato di Ortigia, poi, rappresenta una festa di colori, profumi e sapori autentici di questa terra. Si tratta di un antico mercato posto all’entrata di Ortigia che accoglie i visitatori con i profumi di spezie di tutti i tipi, peperoncini dell’Etna, panetti di mandorle, frutti di mare e pesce freschissimo.

E naturalmente non mancano le urla colorite e accattivanti dei venditori per attrarre i clienti. Qui si può ancora trovare lo Strattu, una conserva naturale di pomodoro, utile per arricchire sughi e stufati.

Il mercato del pesce a Ortigia
Il mercato del pesce a Ortigia ©Shutterstock

Dopo una pausa al mercato, la passeggiata può continuare tra i vicoli e le piazzette del centro storico arrivando fino alla bellissima Fonte Aretusa, una sorgente d’acqua dolce che costeggia il mare e immersa nel verde dei papiri. La leggenda narra che il dio Alfeo si innamorò di Aretusa spiandola mentre faceva il bagno nuda.

Aretusa però fuggì dalle sue attenzioni, scappando sull’isola di Ortigia e chiedendo soccorso alla dea Artemide, che la tramutò in una fonte. Zeus, commosso dal dolore di Alfeo, lo mutò in fiume a sua volta, permettendogli così, dal Peloponneso, in Grecia, di percorrere tutto il Mar Ionio per unirsi all’amata fonte.

Ultima attrazione della giornata è il Castello Maniace. Costruito da Federico II sulla punta estrema di Ortigia a controllo del suo bellissimo porto naturale, il castello prende il nome dal comandante bizantino Giorgio Maniace, vicario dell’Imperatore di Costantinopoli e imparentato con la casa reale di Svevia.

Il castello presenta una poderosa struttura a quadrilatero di 51 metri per lato e di circa 12 metri di altezza, di aspetto severo in virtù del suo scopo difensivo. Ai quattro angoli della costruzione vi sono quattro torri cilindriche inserite armoniosamente nell’opera muraria.

Il castello Maniace a Siracusa
Il castello Maniace a Siracusa ©Shutterstock

Sabato a Siracusa

A soli 40 minuti di auto da Siracusa, Noto è una tappa imperdibile di questo itinerario. Completamente distrutto dal terremoto del 1693, il centro storico di Noto fu ricostruito a tempo di record nello splendido stile barocco che lo contraddistingue ancora oggi.

Grandi architetti e progettisti del periodo d’oro del barocco siciliano arricchirono il centro storico con splendidi palazzi e chiese che mantengono il giallo miele come colore dominante, tipico della pietra estratta in questa zona.

cattedrale noto
Noto e la sua Cattedrale ©Shutterstock

L’imponente Cattedrale di San Nicolò rappresenta il fulcro di Noto. Aprendosi su Piazza Municipio attraverso una sontuosa scalinata, la chiesa venne danneggiata dal terremoto del 1990 e l’interno rimaneggiato più volte.

Artisti contemporanei di fama nazionale e internazionale hanno poi eseguito i nuovi affreschi sulla cupola, le tele a olio destinate agli altari del transetto e le sculture per le nicchie delle navate laterali.

Sulla stessa Piazza Municipio, sorge un altro tra gli edifici più belli e importanti della città: Palazzo Ducezio. Questo grande palazzo, progettato da Vincenzo Sinatra nel 1746, è riconoscibile per la bella facciata fatta di colonne e balconate in pietra e ospita il Municipio di Noto. Merita una visita l’interno dell’edificio, soprattutto per la Sala degli Specchi con il soffitto a trompe l’oeil.

In fondo al Corso Vittorio Emanuele, su Piazza XXIV Maggio c’è poi il Teatro Comunale, piccolo teatro dell’opera costruito nella seconda metà dell’XIX secolo in stile neoclassico, con bassorilievi dai motivi musicali e maschere teatrali. Per la sera, invece, vale indubbiamente la pena trasferirsi a pochi chilometri da Noto: il borgo di Marzamemi è una delle località più famose della zona.

La vecchia tonnara è rinomata, ancora oggi, per i piatti a base di pesce da assaporare in uno dei tanti locali che si affacciano sulla caratteristica piazza quadrata. Andarci a cena o al tramonto per un aperitivo sul mare è una delle esperienze più autentiche che si possano fare in questo angolo di Sicilia.

Domenica a Siracusa

Nei dintorni di Noto, a meno di 15 chilometri di distanza, sorgono due luoghi davvero preziosi. Il primo è la Villa del Tellaro, rinvenuta circa 50 anni fa e risalente al IV secolo d.C. Questa ricca residenza di campagna della tarda età imperiale romana è chiamata così perché scoperta vicino al fiume omonimo.

Gli straordinari mosaici competono, in piccolo, con quelli della famosa Villa del Casale di Piazza Armerina e rappresentano episodi dell’Iliade, oltre a una scena di caccia con animali selvatici che lasciano immaginare che il mosaico sia opera di artisti del Nord Africa!

oasi vendicari
Le acque trasparenti dell’Oasi di Vendicari ©Shutterstock

Il secondo luogo è l’Oasi di Vendicari, particolarmente indicata per gli amanti della natura e del mare. Questa riserva naturale fatta di paludi, lagune, dune e saline comprende al suo interno anche diverse spiagge non attrezzate come la spiaggia di Calamosche, quella di San Lorenzo o quella di Vendicari, che si trova proprio accanto alla vecchia e suggestiva tonnara.

All’interno della riserva ci sono anche diversi capanni di osservazione da cui ammirare gru, cicogne e altri uccelli che popolano la laguna.

Info utili

Quando andare

Tutto l’anno

Cosa vedere

Siracusa: Parco Archeologico della Neapolis; Isolotto di Ortigia; Tempio di Apollo; Piazza del Duomo; Cattedrale della Natività di Maria Santissima; Mercato di Ortigia; Fonte Aretusa; Castello Maniace.

Noto: Cattedrale di San Nicolò; Palazzo Ducezio; Piazza Municipio; Via Nicolaci; Teatro Comunale.

Dintorni: Tonnara di Marzamemi; Villa del Tellaro, Oasi Faunistica di Vendicari.

Cosa mangiare

Scacce; Cucche; Pastizzetti; Pasta fritta alla siracusana; Lolli con fave; Matalotta; Puppetti i muccu; Stimpirata; Gghiotta; Vavaluci.

Dove mangiare

Siracusa: Apollonion-Osteria da Carlo, Via Carmelo Campisi 18.

Noto: Rosticceria “Da Piero”, Via Matteo Raeli 6.

Marzamemi: La Cialoma, Piazza Regina Margherita 23.

Dove dormire

Siracusa: Ortigia House, Via Vittorio Veneto 225.

Noto: A Calata B&B, Via Giordano Bruno 17.

Marzamemi: Casa Memi, Via Regina Elena 7.

Cosa leggere

G. Norcia, Siracusa: dizionario sentimentale di una città, Vanda ePublishing, 2016, € 11.

Testo di Angelo Laudiero|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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