Giappone, alla scoperta del monte Takao e della “Città dei gelsi”

Il monte Takao e Hachioji, la “Città dei gelsi”, sono unite tra loro dalla natura, da una forte spiritualità e da un’antica tradizione artigianale. Ecco perché

panorama sul Monte Takao, Giappone
Panorama sul Monte Takao, Giappone

Non è solo un monte dove camminare o rilassarsi immersi nella natura, magari restando soggiogati dalla bellezza indescrivibile del panorama. È soprattutto un luogo intriso da una profonda spiritualità. La sua vera anima risiede nelle preghiere stratificate tra gli alberi della foresta e nella memoria dell’antica tradizione serica custodita dalla città ai suoi piedi.

Stiamo parlando di Takao, un monte situato a circa un’ora di treno da Shinjuku, nel comune di Hachioji. Con quasi 3 milioni di visitatori all’anno, è considerata una delle montagne più frequentate al mondo, secondo l’Associazione per il turismo e le convention di Hachioji. Non solo. Perché ha ottenuto anche tre stelle nell’edizione giapponese della Guida Verde Michelin.

Tra natura e spiritualità

Un luogo speciale il Takao, eppure non raggiunge vette vertiginose. Bastano i suoi 599 metri di altezza a renderlo un monte affascinante e certi versi misterioso. Quasi come se appartenesse ad un mondo a parte.

A conquistare i visitatori diversi elementi: la facilità di accesso, la vista dalla cima ed i sentieri immersi nel verde. Oltre alla sua già citata spiritualità che si avverte in ogni dove. Una montagna a cui intere generazioni hanno affidato le proprie preghiere. Percorrendo alcuni sentieri si giunge allo Yakuoin, un tempio con circa 1.300 anni di storia.

Il concetto di sacro in Giappone

In Giappone, fin dall’antichità, alla natura è stato attribuito un carattere sacro: montagne, rocce e corsi d’acqua non sono semplici elementi del paesaggio, ma luoghi in cui il divino si manifesta.  

Se nella tradizione europea la montagna può essere meta per un pellegrinaggio, nella cultura giapponese è la montagna stessa a poter essere considerata sacra. È da questa concezione che nasce lo Shugendō, una pratica spirituale sincretica i cui devoti, detti yamabushi, cercano la purificazione attraverso l’ascesi in quota e la meditazione sotto le cascate.

Tale pratica è viva ancora oggi. Non a parole. Basta camminare lungo i sentieri per toccare con mano il profondo misticismo che qui impera. Non è difficile imbattersi in statue in pietra e nelle figure dei tengu per capire quanto lo Shugendō sia vivo su queste pendici.

La città di Hachioji

Trascorrere una giornata sul monte Takao risulta, quindi, essere una esperienza che fonde in un unico elemento natura, tradizioni e spiritualità. Eppure a completare il quadro serve anche altro, come una visita alla vicina città di Hachioji.

Questa località è conosciuta anche con il nome di Sōto, la “Città dei gelsi”. Il motivo è presto spiegato. Hachioji è prosperata grazie alla bachicoltura e all’arte della tessitura. In passato, gli allevatori si recavano al tempio Yakuoin per procurarsi il kaikomamori, un amuleto nato per proteggere i bachi da seta dai topi.

Una credenza che neanche l’inesorabile scorrere del tempo ha scalfito. A mantenerla viva ci hanno pensato i mercanti del settore che contribuivano alla vita del tempio diffondendo i talismani benedetti durante i riti del fuoco goma.

Commercio, vita quotidiana e spiritualità convivono ancora oggi. Le preghiere rivolte alla montagna e il duro lavoro di chi produce la seta s’intrecciano in un’unica identità. Identità che ha plasmato questo territorio.

Testo di Gabriele Laganà|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com