Emilia-Romagna, il dolce andar per foliage

In Emilia-Romagna sono numerosi i luoghi per godersi lo spettacolo del foliage. Ecco alcune delle più suggestive passeggiate adatte a tutti.

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Autunno nel Parco delle Foreste Casentinesi ©Shutterstock

Autunno, stagione del foliage. Anche in Emilia-Romagna questo spettacolare fenomeno colora con mille calde sfumature la natura.

Lungo la Via Emilia ci sono tanti luoghi incantati dove osservare il più grande spettacolo dell’anno nei boschi: i parchi nazionali e regionali, riserve protette, l’Appennino e i giardini urbani.

Ecco alcune passeggiate adatte a tutti. Passo dopo passo ci si inoltra in scenari incantevoli immersi in un silenzio profondo infranto solo dal dolce scalpiccio delle foglie.

Fall Foliage Festival a Bagno di Romagna e Campigna dal 19 al 27 ottobre

Bagno di Romagna e Santa Sofia, borghi situati nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e del Monte Falterona, si preparano al Fall Foliage Festival 2024.

Il primo appuntamento è a Santa Sofia-Campigna il 19 ed il 20 ottobre. A seguire, dal 25 al 27 dello stesso mese, la festa si sposta a Bagno di Romagna.

Gli eventi saranno segnati da escursioni alla ricerca di funghi, laboratori di cucina, trekking, cacce al tesoro lungo il Sentiero degli Gnomi, spettacoli, mercatini dei prodotti autunnali.

Nel Parco uno dei punti più suggestivi è la Foresta della Lama: qui, infatti, oltre al foliage si potrà ammirare uno straordinario ecosistema forestale. Non solo. Perché dopo tanto camminare si possono recuperare energie nei due centri termali della località romagnola.

Una esperienza da non perdere è anche quella che si può provare a tavola. In questo periodo la regina del gusto è la castagna. Assolutamente da assaporare è il Castagnaccio, dolce da accompagnare con vino novello, Cagnina e Sangiovese.

A Piacenza andando per i Castelli del Ducato

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Pasta fatta a mano nella zona del piacentino ©Shutterstock

Anche nel Piacentino si può andare alla scoperta del foliage. Da visitare in questo periodo sono i parchi che fanno parte del Circuito dei Castelli del Ducato con numerosi manieri completamente immersi nella natura.

In Val Tidone da visitare è la Rocca d’Olgisio, un complesso fortificato posizionato su una vetta circondata da boschi dipinti da un’infinità di colori.

Tutta la zona è assolutamente affascinante tanto che invita a rallentare e a fermarsi per assaporare lo spettacolo della natura. Tra i punti più suggestivi ci sono i vigneti a Ziano Piacentino, in località Pollo, e a Sala Mandelli, nel comune di Alta Val Tidone.

Questo territorio è famoso anche per essere il luogo delle paste ripiene e dei salumi: tra questi spiccano la Coppa Piacentina Dop, il Salame Piacentino Dop e la Pancetta Piacentina Dop. Eccellenze che possono essere accompagnati da gnocco fritto e da un vino bianco come l’Ortrugo.

Parma, passeggiando lungo il Lago Santo

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Autunno sul Lago Santo, Parma ©Shutterstock

Il Lago Santo, bacino glaciale situato a 1500 metri di altitudine nel Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, è un altro luogo perfetto dove ammirare lo spettacolo del foliage. Uno sprazzo d’azzurro nel comune di Corniglio.

Da Parma si impiega un’ora di auto per quest’ultima località e altri 15 minuti per Lagdei, al parcheggio Cancelli. Sono due i sentieri tra cui scegliere. Uno parte dal parcheggio Cancelli e sale, in circa un’ora, al Lago Santo; l’altro inizia dietro il rifugio Lagdei e arriva a destinazione in 45 minuti.

Sono obbligatori gli scarponcini da trekking e i bastoncini: il percorso è tutto in salita e il fondo può essere scivoloso.

Dopo tanto piacevole camminare ci si può rifocillare allo storico Rifugio Cai Mariotti. Nel ricco menù ci sono polenta e cinghiale, tortelloni di verdure, carpaccio di carne chianina, lardo arrosto, crostate di mirtilli e Spongata del Lago Santo.

Reggio Emilia, alla scoperta della Pietra di Bismantova

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La Pietra di Bismantova, simbolo dell’Appennino reggiano.@Tiziano Argazzi

La misteriosa Pietra di Bismantova, situata a quota 1041 metri sull’Appennino Reggiano, è considerata una delle dieci montagne più belle del mondo. Ma anche un luogo carico di misteri. Questo, infatti, fu un centro di spiritualità per i monaci eremiti e sito di meditazione per i Celti.

La salita più breve, della durata di circa mezz’ora, è adatta a tutti. Si parte da Castelnovo Monti, borgo appenninico situato a circa 40 km da Reggio Emilia, in piazzale Dante Alighieri e poi si prende il sentiero Cai 697.

Gli ultimi 10 metri sono fatti di gradoni in sasso. Pertanto questo tratto risulta essere sono un po’ più impegnativo. Lungo il cammino ci si può fermare per una visita al santuario e all’eremo benedettino. In vetta alla Pietra il panorama è semplicemente incantevole.

In questo territorio si possono assaporare nei due rifugi presenti gli gnocchi fritti, salumi, tortelli alle erbette, polenta, zuppa inglese e Lambrusco.

Modena, esplorare il Lago della Ninfa

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Lago della Ninfa in provincia di Modena ©Shutterstock

Il Lago della Ninfa è un piccolo specchio d’acqua situato a 1500 metri di altitudine a Sestola, nel Parco del Frignano. Questo luogo è frequentato tutto l’anno perché rappresenta un interessante punto di partenza per passeggiate a piedi, in Mtb o e-bike.

Un trekking, decisamente facile, che permette di ammirare le meraviglie del foliage è l’anello delle Carbonaie: il sentiero è lungo 3 km e presenta un dislivello di 120 metri.

Si parte dal rifugio Del Firenze Ninfa e poi si comincia a camminare in leggera salita immersi in una scenografica faggeta. Si arriva a una cresta dove è presente un bivio: per continuare nella giusta direzione bisogna tenere la destra lungo il sentiero n. 11. In fondo si segue la pista 14, quella del bob, per tornare al punto di partenza. L’escursione è perfetta per i bambini e per gli amici a quattro zampe.

Sul lago ci sono tre tra ristoranti e rifugi. La specialità da assaporare è la Crescentina condita con lardo e Parmigiano Reggiano di montagna a km zero, e i Borlenghi, crepes sottili e croccanti che si possono accompagnare da un sorso di Lambrusco.

Bologna: dal Santuario di Madonna dell’Acero alle Cascate del Dardagna

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Cascate del Dardagna sull’Appennino bolognese ©Shutterstock

A circa un’ora da Bologna, nel Parco del Corno alle Scale, c’è questo santuario di montagna circondato da fitti e suggestivi boschi dominati da un silenzio assordante.

La passeggiata per raggiungere la cascata è adatta anche ai bambini e agli anziani e rappresenta uno dei sentieri più spettacolari dell’Appennino lungo il quale ammirare il foliage.

Si parte dal Santuario di Madonna dell’Acero a 1200 metri di altitudine. Si racconta che la Madonna apparve qui davanti a un grande acero.

Per raggiungere il sentiero per le Cascate del Dardagna ci sono due strade. La prima è lunga circa 3 km: dal retro del Santuario si segue il sentiero CAI 331 e si raggiunge il primo salto della cascata di 15 metri. Per la seconda variante c’è 1 km ulteriore di salita sul sentiero CAI 333: lungo il cammino si potranno ammirare gli altri 7 salti della cascata.

Non lontano dal Santuario ci sono un paio di ristoranti dove fermarsi e assaporare le delizie del territorio. I piatti tipici sono il Salmerino (un pesce protetto), funghi, gli zuccherini montanari, Pignoletto e la birra di castagne.

A Brisighella, sulle colline di Dante

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Veduta del borgo di Brisighella ©brisighella.org

Brisighella, situato a 45 minuti da Ravenna, con le sue vie medievali fa parte di uno dei Borghi più belli d’Italia. Una passeggiata per ammirare i colori del Foliage parte dal centro e arriva sull’altura dove sorge la Torre dell’Orologio.

La passeggiata inizia da piazza Marconi: da qui si comincia a salire passando da Via degli Asini. Il sentiero procede a scalini: in totale sono 350 fino in vetta, all’antica torre di avvistamento dove il celebre Dante Alighieri si fermò durante il suo esilio, ospite di Maghinardo Pagani.

Panorama stupendo con lo sguardo che viene catturato dal giallo dei vigneti, dal rosso e aranciato delle roverelle, dei frassini, delle querce. Vi è una curiosità riguardante l’orologio della Torre: quest’ultimo ha un quadrante che conta solo sei ore.

Specialità del territorio sono la Spoja Lorda, pasta ripiena all’uovo ripiena di ricotta, uova e Parmigiano Reggiano. Da assaporare anche il Formaggio Conciato, stagionato nelle grotte di gesso, e la crostata di Carciofo Moretto.

A novembre si svolgono quattro sagre dedicate alle prelibatezze locali: il porcello, il tartufo, l’olio, la pera volpina e il formaggio stagionato.

La zona umida delle Valli d’Argenta nel Delta del Po

Delta del Po, Rovigo
Parco Regionale del Delta del Po @Lucio Rossi

Il Parco del Delta del Po, situato nei territori di Ferrara e Ravenna, è perfetto per escursioni in autunno. Dichiarato Riserva Biosfera MAB Unesco, offre un paesaggio unico fatto da canneti, paludi, lingue di terra e lagune. In questa vasta area vivono 360 specie di uccelli e ben 10.000 fenicotteri rosa.

Per una escursione si può partire dall’Eco Museo delle Valli di Argenta nella località Campotto, a circa 40 km da Ferrara. Dal Museo si diramano percorsi che si possono seguire a piedi e in bici o a bordo di uno shuttle elettrico.

Due le modalità di visita: la prima, a pagamento, permette escursioni con una guida in zone umide particolari come Campotto, Bassarone e Bosco Traversante. La seconda è libera: si può girare a piedi o in bici nella zona umida Vallesanta.

In questo territorio i sapori sono quelli del mare, del fiume e delle valli. I piatti, quindi, sono anguille, vongole veraci, cozze, gamberetti, orate e sogliole, branzini, ma anche riso, funghi e tartufi. Un pranzo delizioso può essere rappresentato dai cappellacci di zucca, seguiti da un fritto misto di pesce. Il tutto accompagnato dal vino locale Fortana DOC.

Rimini, l’arboreto di Mondaino

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Il borgo di Mondaino ©Shutterstock

Nei dintorni di Rimini, in territorio di Mondaino, sorge l’Arboreto, un grande giardino botanico vasto 9 ettari, specializzato in alberi e arbusti, all’interno del quale si trovano un teatro a forma di foglia e una residenza per artisti.

Dal centro storico di Mondaino si percorre un km e si arriva all’Arboreto. Al suo interno sono ospitate 6000 piante, suddivise per vari sentieri tematici. Nella struttura ci sono anche tavoli per picnic.

L’esperienza culinaria prevede l’assaggio di tartufo bianco pregiato e formaggio di Fossa. Chi vuole può brindare con Trebbiano o Sangiovese e, al momento del dessert, con un bicchierino di buon vino di visciole.

Informazioni utili:

Per saperne di più si può consultare il sito.

Testo di Gabriele Laganà|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com