Un cammino antico, che segue la venerazione di San Giacomo, il santo che protegge dai fulmini
Testo e foto di Gisella Motta

Stiamo per incamminarci su di un percorso antico che attraversa tutta l’isola per 450 km; è un cammino sacro, un pellegrinaggio quasi, unito da un fil rouge: la venerazione per San Giacomo, colui che protegge dai fulmini e dispensa il viatico ai morenti.
Di questa lunga strada noi faremo solo un breve frammento. Breve ma incantevole, nel vero cuore interno di una Sardegna magica e arcaica.
Camminare accanto a San Giacomo
La nostra avventura inizia a Noragugume in provincia di Nuoro, uno dei Borghi autentici d’Italia, a circa un’ora e mezza di auto dall’aeroporto di Alghero Nei pressi della Chiesetta della Beata Vergine d’Itria veniamo accolti in una piazzetta tutta addobbata con striscioni colorati che annunciano la partenza del nostro itinerario sul “Cammino di Santu Jacu”.
Questo è uno dei percorsi che fanno parte dell’evento “Noi Camminiamo in Sardegna” organizzato dalla regione coinvolgendo escursionisti da tutta Italia e dall’estero per promuovere la scoperta di borghi, luoghi religiosi, musei e siti archeologici di tutta l’Isola.
L’accoglienza è persino esagerata: gli abitanti del posto hanno allestito per noi un buffet così ricco di specialità sarde da assomigliare ad un banchetto di nozze.
Visitiamo la Chiesetta di Santa Croce, del XVI Sec, e poi la chiesa più grande, dedicata a San Giacomo, di età moderna consacrata nel XVIII° secolo. In San Giacomo ammiriamo la statuetta lignea della Fanciulla di Noragugume, piccolo capolavoro seicentesco che raffigura una giovane morta con abiti tradizionali sardi rinvenuta, ormai dimenticata, in una teca all’interno della chiesa.
Nuraghi, sepolcri e musica
Si riparte lungo un sentiero molto facile in mezzo alle campagne tra cavalli, stradine sterrate e fichi d’india per arrivare proprio sotto il paese di Bolotona nel tardo pomeriggio, in tempo per godere dello spettacolo di una calda luce che avvolge la Chiesa cinquecentesca di San Basiglio.
L’interno della chiesa è sobrio, come spesso in queste terre; spicca la statua del Santo sulla parte destra della navata centrale. All’esterno dal grande pratone si apre un ampio panorama sulle montagne del Marghine: qui i gruppi folcloristici della zona ci intrattengono fino all’imbrunire con la musica e i loro balli tipici.
L’indomani la seconda tappa del nostro itinerario parte dal centro abitato di Bolotona. Si attraversano colline olivetate, vecchie carbonaie e boschi di querce da sughero fino a raggiungere il punto panoramico di Sa Sedda de sas Aeras a quota 1165 metri per poi ridiscendere fino all’interessante area archeologica di Ortachis, dove un nuraghe monotorre e un gruppo di circoli megalitici raccontano di un antico passato.
Si prosegue per Badde Salighes dove le autorità ci attendono nel parco di Villa Piercy per un caloroso benvenuto accompagnato da una lunghissima tavola imbandita di ogni prelibatezza. Gestita da un gruppo di guide locali la villa prende il nome dall’ingegnere Gallese al quale venne affidata la costruzione della principale ferrovia sarda.
Curata e in ordine, sia in esterno che all’interno, oggi viene utilizzata per l’organizzazione di eventi di ogni genere, soprattutto matrimoni. Le cerimonie trovano un suggestivo palcoscenico nella bellezza del parco ricco di specie arboree molto rare come l’unico Abete di Spagna presente sull’isola. La suggestiva galleria degli alberi di bosso crea un effetto prospettico prediletto dalle coppie di sposi inseguiti dai loro fotografi.
Un borgo fantasma dove vivono solo leggende
Il borgo medioevale di Rebeccu (fraz. di Bonorva) dà l’impressione di un villaggio fantasma abbandonato dai suoi abitanti: a ridargli vita contribuirà l’accogliente albergo diffuso che ci ospita per questa notte. Una bassa nebbiolina sulla piana di Santa Lucia il mattino seguente rende il paesaggio davvero suggestivo e dopo aver accarezzato il cane e il gatto che abitano in zona, volgiamo il passo verso Ittireddu.
Il Cammino di Santu Jacu , come detto si sviluppa attraverso tutta l’Isola da Nord a Sud, ma noi, questa volta, siamo al termine della nostra avventura. Ci godiamo la Tomba dei Giganti-Sa Peddra Longa di Torralba prima di arrivare alla Chiesa duecentesca dedicata a San Giacomo; il santo osserva dall’altare raffigurato in una bella statua seicentesca che esce in processione il 25 luglio.
La chiesetta di origine medievale sorge nel silenzio dell’aperta campagna, per noi ultima testimonianza dell’antica devozione verso Santu Jacu, uno dei santi più amati e venerati in Sardegna.
Infoutili
Informazioni: sul sito di Sardegna Turismo e sul sito Noi Camminiamo in Sardegna
Come arrivare: Ita Airways- Volo da Milano Linate a Alghero
Quando andare-Clima: Il mese di ottobre è perfetto per fare trekking in Sardegna perchè non fa tanto caldo e la vegetazione è ancora favolosa e poco autunnale
Dove dormire: Rebeccu-Frazione di Bonorva- SS-Hotel Ristorante Su Lumarzu
Dove mangiare: ristorante Sa Ziminera-Bolotona
Suggerimenti: Una visita alla Dimora storica Villa Piercy
Abbigliamento: estivo con una felpa da tenere nello zaino. Scarpe da trekking(anche solo quelle più basse)
Testo e foto di Gisella Motta|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com









































