Un autunno d’oro nella terra di Minosse. Creta, abbandonata dalle grandi folle, in ottobre e novembre diventa un luogo silenzioso e splendente

“Io non so se Minosse abitava a Cnosso. So soltanto che c’è una luce, una luce precisa, che solo a Creta ho trovato”. Niente di più vero del reportage di viaggio di Antonio Tabucchi da “Viaggi ed altri viaggi”, una raccolta postuma di viaggi dello scrittore che racconta le esperienze dell’anima. Sì perché a Creta “il mito non è paesaggio è leggenda”.
Il momento migliore per cogliere il fascino dell’isola più grande e piu’ popolosa della Grecia è senza dubbio l’inizio autunno. Il mese di ottobre ed anche novembre regalano spazi immensi, terre antiche che si lasciano scoprire nel silenzio autunnale, tra lo stridio di cicale tardive, l’odore di mosto e isentieri battuti solo dal vento.
Cnosso la grecia del mito

Quando la pazza folla estiva di luglio ed agosto è andata via, Creta mostra il suo fascino dando il meglio di sé. Gli appassionati di cantine ed assaggi devono far tappa a Sud di Heraklion, conosciuta come culla della capitale minoica. Qui merita una visita il sito archeologico di Cnosso, risalente all’età del bronzo (consigliamo la visita guidata individuale si spendono circa 20 euro, oltre il biglietto d’ingresso).
Suggestivo il Palazzo di Cnosso, legato ai miti della Grecia classica, come Minosse ed il labirinto costruito da Dedalo, fatto costruire dal re cretese per rinchiudere il Minotauro metà uomo e metà toro, nato dall’unione di sua moglie con un toro, a cui ogni anno bisognava tributare in pasto sette ragazze e sette fanciulli per saziare la sua fame insaziabile.
Molto belli gli affreschi e l’impianto del sito che fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Il palazzo, oggiun insieme di elementi di varie epoche, racconta la sua grandezza, come vero e proprio centro del governo della città. Poteva ospitare fino a 12mila persone e ricopriva una superficie di oltre 20 mila metri quadrati.
Vino e cantine

Dopo il bagno di cultura ci si dirige verso le cantine di Archanes a sud Di Heraklion, qui i vigneti si arrampicano e si producono ottimi vini locali, come i rossi intensi e speziati, il Liatiko ed il Kotsifali. Vale la pena visitare le cantine, dove oltre a degustare i vini, si possono assaggiare le piccole e gustosissime olive nere, accompagnate dal pane caldo.
Fate tappa ai piccoli villaggi, come Dafnes, Peza, Siva dove si può entrare in una taverna e scegliere tra i gustosissimi piatti tipici: i souvlaki di maiale e pollo, accompagnati dai dakos, una specie di “frisa”, condita con formaggio locale, pomodoro, olio di oliva ed origano o il capretto alla brace.
L’autunno è il momento giusto per scoprire spiagge poco conosciute che non hanno nulla da invidiare alla famosissima Elafonissi, molto turistica.
Tra queste vale la pena visitare: Spinalonga, Prevelipalm beach, Agiofaragoal Sud (ci si arriva attraversando una gola stretta che porta ad un sentiero, dove con un po’ di fortuna si può incontrare qualche esemplare di capra selvatica, ma solo per un instante). E’consigliabile affittare un’auto, in questa stagione se ne può trovare una vasta scelta spendendo anche 20 euro al giorno.
L’isoletta di Gramvousa

E prima di lasciare l’isola una sosta a Gramvousa, una piccola isoletta, ci si arriva dal porto di Kissamos con traghetti giornalieri. Oltre alla visita alla fortezza veneziana, la camminata alla rocca richiede fiato e scarpe comode, ma ne vale la pena per la vista mozzafiato, immergetevi nelle acque cristallina dell’isola ed ammirate i tanti pesci ed in lontananza il profilo di un relitto incagliato nella sabbia. Il tempo si ferma qui.

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Testo di Giovanna De Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com
Giovanna De Giglio










































