Dal mito della frontiera ai Parchi Nazionali: l’eredità di Roosevelt nel Great American West

Un itinerario di 15 giorni tra Wyoming, South e North Dakota ripercorre l’avventura di Theodore Roosevelt e la nascita della coscienza ambientalista americana, tra geyser, monoliti e Badlands.

Wind Canyon in the South Unit of Theodore Roosevelt National Park. Credit NPS

Alle origini di una visione: Roosevelt e le Badlands

Nel 2026, a Medora, nel North Dakota, il 4 luglio verrà inaugurata la nuova Theodore Roosevelt Presidential Library & Museum, in occasione dei 250 anni dell’Indipendenza americana. Un luogo simbolico che celebra l’eredità di Theodore Roosevelt: uomo d’avventura, allevatore, riformatore e primo presidente ambientalista della nazione.

Credit Library of Congress; Col. Theodore Roosevelt of the “Rough Riders” Library of Congress Prints and Photographs Division U.S. Copyright Office

Il suo legame con il Great American West inizia nel 1883, quando arriva nel Territorio del Dakota per cacciare i bisonti. Dopo una spedizione di quindici giorni acquista il Chimney Butte Ranch, noto come Maltese Cross Ranch, e sperimenta la durezza della vita di frontiera. Qui comprende la fragilità delle risorse naturali, osservando il sovrapascolo e la progressiva scomparsa della fauna. Quelle esperienze segneranno profondamente la sua visione politica, trasformando un giovane aristocratico newyorkese in un convinto sostenitore della tutela ambientale.

Il presidente che salvò 230 milioni di acri

Durante la sua presidenza, Roosevelt lasciò un’impronta indelebile nella storia della conservazione americana. Nel 1905 istituì il Servizio Forestale degli Stati Uniti; creò 51 riserve federali per uccelli e 4 riserve naturali; nel 1906 promulgò l’Antiquities Act, che rese possibile la designazione di monumenti nazionali come il Devils Tower National Monument. Complessivamente, garantì la protezione di oltre 230 milioni di acri di terre pubbliche.

La sua azione consolidò il sistema dei parchi nazionali, assicurando che paesaggi unici e habitat preziosi fossero preservati per le generazioni future. Non si trattò solo di una scelta politica, ma di una missione personale nata tra le praterie ventose del Dakota.

Yellowstone e Grand Teton: la meraviglia da custodire

Grand Teton Natioal Park @Wyoming Office of Tourism

Un itinerario di quindici giorni nel West può iniziare dal Wyoming, con almeno quattro giorni tra Yellowstone National Park e Grand Teton National Park. Tra geyser, sorgenti termali, laghi cristallini e vette frastagliate, si comprende perché Roosevelt definì Yellowstone un luogo “non paragonabile ad alcun altro al mondo”.

Nel 1903 vi trascorse due settimane esplorando e campeggiando, ribadendo la necessità di proteggere quella regione straordinaria “per il bene e il godimento di tutti”. La sua visione contribuì a rafforzare la tutela del primo parco nazionale americano e a consolidare l’idea stessa di patrimonio naturale condiviso.

Le Black Hills: natura sacra e memoria presidenziale

Proseguendo verso est si attraversano le Big Horn Mountains, con soste nelle cittadine storiche di Cody e Sheridan, fino a raggiungere le Black Hills, territorio sacro per i Lakota, che le chiamano Paha Sapa. Qui si dedicano almeno tre giorni alla scoperta di paesaggi e siti iconici.

Mt Rushmore Night Photo by Travel South Dakota

Al Wind Cave National Park, istituito da Roosevelt nel 1903, si esplora una delle grotte più lunghe e complesse al mondo, celebre per le sue formazioni “a scatola”. Poco distante si erge il Mount Rushmore National Memorial, dove il volto di Roosevelt è scolpito accanto a quelli di Washington, Jefferson e Lincoln. Lo scultore Gutzon Borglum lo scelse per rappresentare lo sviluppo industriale, le politiche progressiste e l’impegno nella conservazione ambientale.

Il ritorno alle Badlands: dove nacque il “romanticismo”

Il viaggio culmina nel Theodore Roosevelt National Park, nel cuore delle Badlands del North Dakota. Qui Roosevelt tornò dopo la morte della moglie e della madre, fondando l’Elkhorn Ranch e abbracciando una vita aspra da allevatore e cacciatore. Definì questa esperienza “il romanticismo della mia esistenza”.

Oggi il parco si esplora in almeno due giorni, tra calanchi scolpiti dal vento, bisonti e cavalli selvaggi. La North Unit Scenic Byway offre vedute spettacolari sulle Northern Great Plains, restituendo l’essenza di quei paesaggi che cambiarono per sempre la vita di Roosevelt.

Tra geyser, colline sacre e praterie infinite, il Great American West racconta ancora la trasformazione di un giovane avventuriero in statista visionario. Un viaggio che è insieme esperienza naturalistica e immersione nella nascita della coscienza ambientale degli Stati Uniti.

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