Cefalonia, l’isola dove la montagna incontra il mare tra boschi di pini profumati, bianche scogliere e acque che sembrano rubate al cielo. Un luogo dagli orizzonti infiniti. Una terra dai contrasti gentili, scolpita dal vento che trasporta l’odore del timo e del sale.

Un’isola da vivere: l’accoglienza lenta di Cefalonia
Cefalonia è il genere di luogo che ti ricorda quanto sia semplice la vita se solo ci fai caso: lo sguardo di un vecchio seduto davanti un kafeneio che ti osserva, un distributore di benzina che funziona anche da market per qualsiasi necessità ed una capra poco distante che ha deciso che quel pezzo di strada è suo.
Arrivi pensando al mare turchese e riparti ricordandoti di quel pescatore che ti ha corretto la pronuncia di un villaggio dal nome alquanto improbabile. Qui si arriva per vedere un’isola e poi senza accorgersene, ci si ritrova ad essere alleggeriti.
Qui le stagioni, come i paesaggi cambiano pigramente ed hanno ancora l’accortezza di avvisarti quando lo fanno. Cefalonia è la parte di una Grecia che respira lentamente.
Le spiagge più belle di Cefalonia

Myrtos Beach
E’ il tipo di spiaggia che ti fa dubitare delle tue scarpe: arrivi convinto di essere un viaggiatore esperto e finisci col fare la stessa foto di tutti gli altri. Già dal belvedere capisci comunque che qui c’è qualcosa che merita più di qualche scatto: la strada scende sinuosa verso la baia, il bianco dei ciottoli ti corre incontro e il turchese intenso del mare è così perfetto che sembra quasi sospetto.
Da sopra non pensavi che potesse essere reale. Sei a riva, la bellezza ti invade il cuore, ti accarezza e cancella dalla mente tutte le altre spiagge che hai visto.
Antisamos Beach
Questa è la spiaggia che ha studiato marketing senza saperlo. Colline verdi perfette, acqua blu in stile brochure e abbastanza gente da ricordarti che non sei l’unico ad aver visto “Il Mandolino del Capitano Corelli”. E’ un’isola greca meravigliosa, anche se con un leggero rumore di sottofondo in stagione.
Tuttavia, un acquario di pesci è lì ad accoglierti, aspetta solo che tu indossi la maschera, ti tuffi senza pensarci troppo e nuoti con loro. Come ogni cosa che è quasi perfetta, la pecca si nasconde nell’essere diventata appunto affollata e, forse, meno naturale.
Fteri Beach
Fteri appartiene al genere di spiaggia che non vuole essere trovata, ma poi finisce su Instagram comunque. Arrivarci è già una selezione naturale: o in barca o a piedi con una sudata memorabile. E quando finalmente ci sei, scopri che la natura ha deciso di non includere nulla di superfluo (nemmeno un bar dove comprare acqua a prezzo umano).
Fteri è una promessa mantenuta dalla natura quando decide di non mentire. E’ stupenda, sicuramente, ma con quel sottotesto greco molto chiaro: “sei ospite, non cliente”.
Kamari Beach

Se Fteri è la celebrità, Kamari Beach è come l’amico/a che non ha un profilo social e, per questo, vive decisamente meglio. Ci arrivi solamente in barca e ti domandi come sia possibile che esistano ancora luoghi come questo.
Poi guardi il telefono: nessun segnale… e sorprendentemente scopri che non è nemmeno un problema. Kamari è una parentesi nel mondo, qui non c’è nulla da conquistare, basta lasciarsi trasportare dalle onde.
Petani Beach

La spiaggia di Petani è Myrtos senza il reparto P.R. Stessa bellezza insolente, con meno folla, solitamente, ed una strada che ti fa chiedere se la destinazione valga la pena necessaria per arrivarci. Per avere le risposte devi avere la pazienza di aspettare il tramonto perché quando anche il sole decide di tuffarsi in queste acque limpide, tutto diventa oro.
Entri in uno stato dell’anima sublime, una sorta di contemplazione trascendentale, accorgendoti che metà della spiaggia smette di parlare mentre l’altra metà prende il telefonino per immortalare un qualcosa che andrebbe vissuto senza creare polvere digitale.
I villaggi da non perdere a Cefalonia

Assos è quel tipo di villaggio che sembra progettato da qualcuno che ha detto ”facciamo qualcosa di carino, ma non troppo perchè poi arriva il turismo”… risultato: case color pastello, una fortezza che si arrampica su una collina come se si fosse pentita a metà strada ed una quantità di gatti che probabilmente ha una sua rappresentanza in consiglio comunale. Tutto pare così perfetto da sembrare leggermente diffidente verso chiunque arrivi con una valigia.
Fiskardo è il posto dove arrivano gli yacht per ricordarsi di essere yacht. Tutto è troppo curato per essere completamente innocente; in sostanza è un posto che ha imparato a sopravvivere ai terremoti ed alla propria eleganza.
Qui le taverne sorridono, i tavoli sono disposti strategicamente per fotografare il tramonto ed anche il mare sembra essersi pettinato prima del tuo arrivo. Le barche come i turisti oscillano come storie incomplete, il vento porta voci con sé che non appartengono al presente. E’ un quadro bello certo, ma è una bellezza che sa di esserlo.
Agia Efimia, la perla dell’isola, è il tipo di luogo che pare non abbia alcuna fretta di diventare famoso ed è forse proprio per questo che funziona. Ha quella particolare capacità greca di far sembrare normale ciò che altrove verrebbe venduto come “esperienza autentica”. Una baia serena, dalla quale l’alba fa capolino, un angolo di tranquillità dove il lusso sta nel trovare un tavolo all’ombra per ordinare qualcosa che non sai pronunciare: sedersi per poi aspettare.
Agia Efimia non cerca di stupirti, ti lascia semplicemente il tempo necessario per notarla ed innamorartene…qualche secondo.
Sami è il posto dove arrivi pensando che sia solo un punto di passaggio, un luogo più turistico di altri, e poi capisci, con un certo imbarazzo, che avevi torto.
E’ forse il problema dei porti, quelli un pochino più grandi perlomeno: tutti li attraversano, pochi li guardano davvero. Le persone arrivano coi traghetti, orari concordati, zeppi di valigie e poi ripartono. Tuttavia Sami ha una pazienza antica, sa che prima o poi qualcuno si fermerà davanti al suo mare, ad ammirare le montagne che la circondano, e capirà che questo non è un porto dove finisce una strada, è un luogo dove iniziano storie.
La grotta di Melissani e il suo lago sotterraneo

Poco distante, troviamo la Grotta di Melissani: col suo lago è il posto dove la natura ha deciso di fare ufficialmente il suo momento Wow!
Ti mettono su questa barchetta blu, all’interno di una caverna illuminata dal sole meglio di un teatro a cielo aperto, e tu sei lì attonito che ti chiedi se devi applaudire o semplicemente annuire. La luce cade dall’alto come una rivelazione primitiva, mentre l’acqua diventa memoria liquida. E’ tutto così scenografico che sospetti ci sia un regista e che di lì a poco griderà “Ciak, Azione”.
Argostoli : cosa vedere nella capitale tra laguna e tartarughe

Ogni isola ha bisogno di un posto dove ricordarsi che non vive soltanto d’estate. Argostoli ottempera questa necessità anche se è capace di mantenere un tono di leggerezza, da vero salotto all’aperto. Il lungomare, il ponte di Bosset che attraversa la laguna, il porto con le sue famose tartarughe Caretta Caretta, il miglior simbolo dell’isola.
Decidono loro quando apparire, nuotando beate accanto alla città, mentre gli esseri umani corrono per arrivare da qualche parte. Forse sta qui la differenza fra le nostre specie, la parte che abbiamo smarrito: noi abbiamo inventato gli orari, loro hanno conservato il tempo.
Sapori di Cefalonia, le taverne e il vino Robola

Come non accennare qualcosa in più sulle taverne greche? Ognuna racconta una storia che difficilmente si potrebbe scrivere, anche se tutti i bicchiere di vino o di birra, sarebbero capaci di aggiungere un capitolo. D’altronde la loro regola è semplice: più il menù è corto, più il proprietario ti dirà: “oggi non c’è rimasto molto!”.
E’ una bugia meravigliosa, perché quel quasi niente si traduce in calamari pescati la mattina, pomodori che sanno ancora di sole, la feta, il loro tipico formaggio, ed una caraffa di vino dell’isola, il Robola, che ogni locanda ti presenta come un parente però simpatico e che ti fa capire perché la filosofia sia nata qui.
Alla fine di questo “niente assoluto”, compare immancabilmente un dolcino offerto dalla casa e tutto questo spendendo meno di un panino con bibita in aeroporto. Non è per arruffianarsi, è semplicemente il modo greco di ricordarti che hai smesso di essere un cliente circa un’ora fa appena sei entrato.
Cefalonia: geografia per un ritorno

C’è un momento verso la fine del viaggio, in cui apri la mappa e fai un errore di valutazione: pensi di aver visto tutto, molto perlomeno, ma poi inizi a guardare meglio.
Ti accorgi che ci sono ancora le lunghe spiagge di Skala che aspettano il primo sole del mattino, il porto tranquillo di Poros da cui arrivano e partono traghetti carichi di storie, la piccola Pessada con le sue acque placide, le taverne sul mare di Lourdata, dove il pranzo rischia seriamente di trasformarsi in cena.
Ti rendi conto che avresti potuto vivere un altro giorno tra le calette di Lassi, o magari salire sul monte Ainos per capire se il blu del Mar Ionio, visto dall’alto, sia davvero diverso da quello che avevi imparato ad amare con i piedi dentro.
Come far finta di non sapere che l’epica Itaca e la poetica Zante meriterebbero di essere visitate perchè veramente poco distanti da Cefalonia. E ci sono i sentieri che non hai percorso magari, le cantine dove non ti sei fermato, le grotte tutte da scoprire, le escursioni in barca che “partivano domani mattina”, i paesi che hanno fortunatamente dimenticato di aggiornarsi agli ultimi cinquant’anni.
D’altronde le vere sorprese delle isole non hanno gli ombrelloni; sono proprio i paesi dove il tempo del caffé dura più del caffé stesso e dove un anziano ti spiega la strada dandoti come punto di riferimento un albero che apparentemente lì tutti conoscono, tranne te
Testo e foto di Lorenzo Masotti|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com











































