Nel giardino di Sheherazade

L’Isola Madre, nel cuore del lago Maggiore, è un immenso giardino botanico galleggiante, dove migliaia di varietà di piante trovano un habitat ideale. Una tavolozza di audaci accostamenti cromatici che stupirebbero il più ispirato pittore.

Isole Borromee - I giardini dell'Isola Madre (VB)
Isole Borromee - Il giardino botanico dell'Isola Madre (VB)

Flaubert lo chiamava luogo voluttuoso, anzi, il luogo più voluttuoso visto al mondo. Tale delizia altro non era che il lago Maggiore, o Verbano. E Flaubert era solo uno dei molti amanti di questa meraviglia lacustre. Da secoli questo specchio d’acqua e le sue sponde, sono meta del più elitario turismo italiano ed europeo. Il bel mondo ha lasciato il suo segno nelle ricche e sontuose dimore che ne ornano le affascinanti rive. Uno dei segreti di tanta piacevolezza è il microclima che caratterizza il Verbano: là nella pianura lombarda è come un piccolo mediterraneo, un’enclave protetta che sfugge alla nebbia e al grande freddo, dove vivono palme e ulivi. Oltre a grandi famiglie, prima fra tutte quella dei Borromeo. La loro impronta risale ai secoli viscontei, quando i Duchi di Milano delegarono ai fedeli feudatari, il compito di arginare le invasioni da nord. Tutto il lago passò quindi nelle mani dei Borromeo, tranne le isole, che non rientravano nei possedimenti della famiglia. Vennero acquisite in seguito, quando ancora erano semplici scogli quasi disabitati e di poca importanza: prima l’isola di S.Vittore, l’attuale Isola Madre, poi l’Isola Inferiore, oggi Isola Bella.

Isole Borromee - I giardini dell'Isola Madre (VB)
Isole Borromee - Il giardino botanico dell'Isola Madre (VB)

E proprio nel cuore del golfo sta l’Isola Madre, la più grande e anche la più affascinante per l’atmosfera raccolta e incantata che vi regna. Il suo parco è un campionario di colori che galleggia sulle acque azzurre del lago, fitto delle più svariate specie vegetali del mondo. Furono i Rovelli, giardinieri di casa Borromeo, i geniali creatori di questa perla vegetale, ideata dopo il palazzo antico, in stile severo, che la famiglia fece erigere sull’isola. Il palazzo Borromeo risale al secolo XVII e fu progettato da Pellegrino Tibaldi. Sobrio ed essenziale all’esterno, conserva  al suo interno sale ricchissime di arredi provenienti dalle varie dimore della famiglia e opere d’arte, quadri, arazzi e mobili pregiati. Spiccano tra tutti il Salone dei Ricevimenti, uno spazio delle meraviglie che vanta alle pareti, opere del Procaccini, del Nuvolone, del Costa e del Montaldo, e la Sala delle Stagioni, che deve il suo nome ai quattro quadri fiamminghi del XVIII secolo che le raccontano, oltre alla Sala delle Bambole, dove si trova in mostra una delicata  collezione di bambole francesi e tedesche del secolo XIX. Terminata la villa, ci si dedicò agli esterni. Lo sviluppo dell’attuale parco si deve al conte Gilberto V Borromeo Arese e a suo figlio Vitaliano IX, che ne fecero il primo giardino di acclimatazione del Lago Maggiore. Un contrasto delizioso tra le linee classicheggianti e asciutte della casa e l’impianto spontaneo del giardino. Con mano felice, si cercò un modello meno rigido di quello all’italiana imperante nel periodo; si guardò quindi ai giardini inglesi, quasi che ricalcavano maggiormente l’armonia naturale. Il risultato è ancora qui a stupirci: un giardino botanico con piante secolari, logge di fiori esotici e radure di rose e gelsomini costeggiate da viali eleganti. Nel piano delle Camelie esplodono almeno 150 specie di questi profumati fiori, ma anche un’essenza originaria dal Tibet, la Davidia involucrata; nel prato dei Gobbi si rifugia il cipresso di palude, dalle radici aeree e dalla lunga esistenza centenaria. Nel prato del Ginerium fiorisce in settembre l’erba delle Pampas, mentre nel piazzale dei Pappagalli vive una colonia di pappagalli Monacus, che fanno compagnia ai pavoni bianchi e azzurri e ai fagiani d’oro e d’argento che popolano l’isola. E laggiù, la Loggia del Kashmir è la casa del signore del giardino, il grande cipresso dell’Asia. Nel bel mezzo di questo piccolo meditteraneo lombardo, è spuntata la sorpresa di una terra tropicale, arcana a misteriosa, un giardino incantato delle Mille e una Notte,

Isole Borromee - I giardini dell'Isola Madre (VB)
Isole Borromee - Il giardino botanico dell'Isola Madre (VB)

tra palme, ninfee tropicali, buganvillee ed eucalipti. E poi le superbe camelie, uno dei vanti del giardino, inserite nel 1830 e oggi fiorite in centocinquanta varietà differenti. Il custode supremo è il maestoso esemplare di cipresso del Kashmir, che si dice il più vecchio d’Europa, dalla chioma immensa che ombreggia  una superficie di duecento metri quadrati. Un simbolo. Era il 1862; allora il cipresso era solo un seme. Il seme venne piantato e proliferò oltre ogni aspettativa generando una pianta rigogliosa ed enorme, unica al mondo per dimensione, dal fogliame discendente verde-azzurro, una vera rarità. Ma oggi il gigante è sofferente, mostra solo un terzo del suo volume ed è sostenuto da enormi tiranti. Nel il giugno del 2006 una tromba d’aria ha colpito l’isola e lo ha abbattuto. Ma la pianta è stata rimessa a dimora, curata amorevolmente dagli 8 giardinieri dell’isola, coordinati dal giardiniere capo Gianfranco Giustina, che aspettano al capezzale la ripresa. E non solo il cipresso ebbe a soffrire della furia dei venti: tutto il bosco frangivento su un lato dell’isola, per circa 300 metri di lunghezza, venne abbattuto, ridotto a un ammasso di rami. Uguale sorte toccò ai boschetti di rododendri e a diversi alberi di grande valore. Per asportare il legname sono stati effettuati 120 voli da parte di elicotteri, non potendo arrivare sull’isola mezzi meccanici di adeguate dimensioni. Ai primi di gennaio 2007 due squadre di tree climbers hanno potato le piante rimaste in piedi ma compromesse dal tornado, rimodellandole e in alcuni casi ancorandole al terreno con tiranti. Sono state piantate 200 nuove piante di tipo “aggrappante” per ricostruire la barriera frangivento, oltre a bagolari, olmi, querce, ciliegi, sofore. In autunno sono poi stati inseriti lecci e frassini e rifatto il bosco di magnolie. E’ stato anche rianimato il boschetto di rododendri e sistemate altre parti del giardino meno devastate, ma dicono che occorreranno 10 anni perché il giardino ritorni al suo splendore. Intanto, a breve, i giardini dell’Isola Madre torneranno alla fioritura primaverile: un tripudio di azalee, camelie e rododendri, aceri, banani, camelie, eucalipti e palme esploderanno tra mille colori e profumi, a testimoniare la ripresa di uno dei giardini più belli del mondo. E tra il frullio dei pappagalli, lo stormire delle fronde blu del grande cipresso, al richiamo dei pavoni, sembrerà ancora di passeggiare nel giardino di Sheherazade.

Testo e foto di Lucio Rossi

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