Dal Salento ancora estivo un Festival fotografico di respiro internazionale. E’ la quinta edizione dell’ Yeast Photo Festival a Galatina, Lecce, dall’ 11 settembre all’8 novembre. Il tema è il cibo, veicolo di conflitti, racconto di lavoro, fame e comunità.

E’ quello che mangiamo che ci definisce , sono le tavole dove sediamo che rappresentano chi siamo. Da questo tema allo Yeast Photo Festival 2026, si snodano racconti per immagini e progetti profondi e dolenti che attraversano paesi e comunità.

Il Premio Pulitzer 2026, Saher Alghorra, ci parla di Gaza. Dove il cibo è carestia: nella Striscia c’è una gravissima mancanza di cibo con almeno il 30% di bimbi malnutriti. Qui le persone muoiono per fame e malattia. Queste immagini ci portano dentro la tragica quotidianità di Gaza, non nella guerra fatta di bombe e droni ma nelle sue conseguenze sulla vita quotidiana che tenta comunque di continuare.
Pescatrici velate
La fotografa iraniana Forough Alaei è riuscita a comporre un reportage sulle donne pescatrici del Golfo Persico. Sono velate e sfidano un mondo difficile per riuscire a mettere in tavola qualcosa da mangiare . Sono donne, velate ma indipendenti e forti.
Si chiama “Daughters of the Sea”questo progetto della fotoreporter iraniana e ci svela un mondo a noi sconosciuto. Il luogo è l’isola di Hengam; le pescatrici hanno solo piccole barche consunte su cui prima dell’alba vanno verso il mare aperto per gettare le reti. Un mondo lontano che potrebbe sparire domani.

Ed ecco che il cibo si fa racconto in immagini. Il racconto di luoghi, culture e geografie tanto diverse tra loro ma dove mangiare o non avere cibo diventa un chiarissimo specchio di identità diverse, riflesso di culture, religioni e tradizioni .
50 portate per Sant’Antonio

E ancora cibo come condivisione come spiegano gli scatti di Marco Zorzanello, fotografo italiano che ci parla della “Panarda”, rito abruzzese con un banchetto da oltre 50 portate dove c’è un posto a tavola per tutti. In questo villaggio abruzzese, Villavallelonga, il cibo è comunità ed è coinvolgimento di tutti.
Ogni anno il 16 di gennaio per la festa di Sant’Antonio Abate viene approntato un enorme banchetto dove tutti sono invitati perché nessuno deve rimanere affamato e solo. Cucina contadina, piatti poveri come simbolo di solidarietà.
E’ messicana Koral Carballo. Le sue immagini fotografano la comunità afro-messicana del Coyolillo in Messico nello stato di Veracruz. Si tratta di un villaggio afro-meticcio di 3000 abitanti discendenti di schiavi neri dell’epoca coloniale. Il Carnaval de Coyolillo celebra l’identità di questa popolazione nell’unico giorno in cui veniva loro concessa dai proprietari terrieri la libertà: il giorno del carnevale.

E’ la regione del Donbass al centro del lavoro della fotoreporter britannico-svedese Anastasia Taylor-Lind e della scrittrice ucraina Alisa Sopova. Il reportage dal titolo “5K from the Frontline” racconta un lavoro decennale e mostra la guerra nella sua tragica normalità.
Guerino e il cibo
Sono polaroid sfuocate e imperfette quelle che registrano il “Cibo” titolo del racconto che del cibo fa Pier Costantini. Qui è la famiglia d’origine il teatro d’azione. Il focus è sul padre Guerino, contadino innamorato del cibo e del cucinarlo. Cucina ostinatamente Guerino dopo varie malattie legate proprio all’alimentazione che tuttavia non ne fiaccano la resistenza.
Elena Heatherwick, Chris de Bode, Myrto Papadopoulos, Johann Clausen e Maria Contreras Coll sono cinque fotografi che raccontano sette paesi affacciati sul Mediterraneo: con “Foodprint Project”.
E’ la dieta mediterranea la protagonista del progetto che oggi ritrova un ruolo nuovo e sempre più importante per sua tradizione che difende biodiversità, salute ed evita lo spreco alimentare. Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Marocco, Cipro e Croazia sono accomunate nel racconto di una cultura del cibo affacciata sul Mediterraneo.
America senza agricoltori

Il fotografo e filmmaker americano Bob Miller porta al Festival “The Last Generation, storia di sparizioni di uomini e attività legate al cibo e alle materie prime. Il fenomeno si chiama “hollowing out”, e definisce lo svuotamento dell’agricoltura, soprattutto quella legata alle fattorie di medie dimensioni. Le comunità rurali sono stravolte: dal 1948 oltre quattro milioni di famiglie contadine sono scomparse negli Stati Uniti. E’ il racconto di vite che spariscono e nel contempo la storia di chi resiste e trova nuove strade.
Informazioni utili
| Yeast Photo Festival è promosso e organizzato dalle associazioni BESAFE e On The Move dal 2022, sotto la direzione artistica di Edda Fahrenhorst e i co-direttori Veronica Nicolardi e Flavio & Frank Sabato. yeastphotofestival.it info@yeastphotofestival.it Biglietti Intero valido per tutte le esposizioni: 12 euro. Per ciascun biglietto d’ingresso venduto nel periodo di svolgimento del festival, €1 sarà devoluto a Fondazione AIRC per sostenere la ricerca oncologica. Elenco riduzioni sul sito. I luoghi del festival Ex Convento delle Clarisse, Piazzetta Galluccio Arco Andriani (mostra in esterna), via Umberto Lillo Palazzo Di Mitri, via Umberto I, 9Palazzo Stefanelli, Via San Mauro, 10 Chiesa dell’Immacolata (Chiesa di Santa Maria della Grazia), Piazza Alighieri Pro Loco Galatina, via Umberto I n.28 |
Testo di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com












































