Alsazia: Mulhouse, una città in continua trasformazione

Dalla “Città operaia” alla “Città del Treno”, dalla “Città Manifesto” alla Città dell’Automobile, Mulhouse offre una vivace testimonianza  del suo ruolo nella storia sociale ed economica, oggi città europea in continuo movimento.

Il suono stesso del nome indica che siamo in Francia, in Alsazia, ma a un passo dalla Germania e dalla Svizzera tedesca. Città di frontiera, Mulhouse raccoglie da questa situazione sia i vantaggi, sia qualche inevitabile criticità.


Città imperiale
nel 1308, Mulhouse ha avuto una storia movimentata di cui porta ancora i segni. Resiste come repubblica indipendente al Trattato di Westfalia del 1648, quando l’Alsazia passa sotto la Francia. Nel 1798, diventa finalmente francese, per poi passare nel 1870 alla Germania e ritornare francese nel 1918. Alla vigilia della seconda guerra mondiale, è occupata dalle truppe tedesche e viene infine liberata nel 1944.

Oggi, la cittadina francese che ha raggiunto i 112.000 abitanti, ricorda il suo passato tormentato con la Torre Europa, le cui tre facciate rappresentano i tre Stati che convivono in questo territorio. Da sempre orgogliosa della sua indipendenza, forse dovuta anche alla religione protestante, la città è nota per la capacità imprenditoriale dei suoi abitanti, che si sono impegnati nel corso degli ultimi secoli prima nello sviluppo dell’industria tessile e, a partire dagli Sessanta del XX secolo, anche di quella automobilistica negli stabilimenti Peugeot.

Se Mulhouse non rappresenta una meta turistica per eccellenza, è perché generalmente la si immagina come un moderno, fervente centro industriale. Ma basta raggiungere Place de la Réunion, il cuore della città, con la mole imponente del Duomo dedicato a Santo Stefano (che racchiude splendide vetrate del XIV secolo)  e l’Hotel de Ville, già ammirato alla fine del Cinquecento da Molière, per capire subito che si tratta di un luogo che custodisce molte testimonianze dal passato.

Non a caso, è stata proclamata nel 2008 “Città d’Arte e di Storia”, per la qualità del suo patrimonio storico-culturale. Tra i gioielli cittadini, oltre all’Hotel de Ville, edificato nel 1552, esempio del Rinascimento locale, l’antica farmacia Au Lys, la più antica d’Alsazia, con mobilio che risale all’epoca di Carlo X, i Bagni municipali, realizzati nel 1925, dalla architettura e decorazioni particolarmente accurati.


Un capitolo a parte meritano la Città operaia (Cité ouvrière) e la Città Manifesto.  Su impulso della borghesia industriale locale viene realizzato, a metà Ottocento, un quartiere dedicato agli operai che lavorano presso le industrie di  Mulhouse. Il progetto prevede la realizzazione di 1200 abitazioni distribuite su sessanta ettari. La casa tipo, il cosiddetto carré mulhousien, è composto da quattro appartamenti con giardinetti indipendenti, raggruppati sotto un unico tetto.

Nel 2004 accanto alla Cité ouvrière viene realizzata, sui resti di una fabbrica, la Cité Manifeste, coinvolgendo cinque grandi  architetti, tra cui Jean Nouvel. Concepito per rispondere alle esigenze di alloggi spaziosi e funzionali della società moderna, il progetto vuole mantenere la continuità con il vecchio quartiere.

La storia passata e recente di Mulhouse ne fanno anche un esempio di città attenta ai  trasporti più innovativi. Oggi raggiungibile in solo un’ora da Digione, con il nuovissimo TGV Rhin -Rhône, inaugurato a dicembre 2011, è stata la prima città in Francia a introdurre, a fine 2010,  il tram-train. Attraverso un percorso di poco più di 20 km, il tram-train collega la città alla Valle della Thur con mezzi capaci di viaggiare indifferentemente su binari tramviari e ferroviari, grazie a un sistema che integra le tecnologie proprie del tram a quelle ferroviarie.

Un primato che non sorpende: Mulhouse è d’altra parte la città che inaugura – nel 1839 – la prima linea ferroviaria alsaziana, la Mulhouse-Thanne. Dal 1971, inoltre, viene allestito il museo del trasporto ferroviario, oggi conosciuto come Cité du Train e considerato il più grande d’Europa. Un vero scrigno, dove grandi e piccini possono rivivere l’epopea dei primi viaggi in ferrovia e ammirare esemplari di locomotive che hanno fatto la storia.


Si trovano addirittura alcune carrozze dell’Orient Express, sulle quali è ambientata una scena ispirata al famoso racconto di Agatha Christie – con  Hercule Poirot mentre intervista i viaggiatori, a caccia dell’assasino.  L’ultimo padiglione aggiunto al museo, ripercorre il ruolo svolto dalle ferrovie nel corso degli eventi più significativi della storia moderna.

A un altro mezzo di trasporto è consacrato invece il museo nazionale Cité dell’Automobile, che ospita una collezione di oltre quattrocento vetture di 97 case diverse, tra cui le celebri Bugatti, collezione unica al mondo per ricchezza e varietà.

D’estate, poi, Mulhouse si anima col Festival Automobilistico, giunto alla dodicesima edizione, che attira decine di migliaia di visitatori ogni anno.

Un’altra meta d’obbligo per chi viene da queste parti nella bella stagione, è il Parco Zoologico e Botanico, che ospita 1200 esemplari di animali per 190 specie, tra cui tigri siberiane, lemuri, zebre, pantere persiane. Il Parco si trova in prossimità del verdeggiante quartiere Rebberg, ricco di residenze di sicuro interesse architettonico.

Mulhouse, in sintesi una città che ha molto da raccontare di sé.


Testo di Licia Zuzzaro | Foto Ente del Turismo Mulhouse

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