Seattle e la storia della musica. Itinerario nella capitale del grunge

Poche città al mondo possono annoverare tra le proprie eccellenze una corrente musicale che ha cambiato la storia. Seattle è una di queste.


C’erano una volta gli anni Ottanta con le loro mode, la cultura punk, le piaghe sociali dell’eroina e dell’Aids (che in quegli anni toccarono livelli record) e una crisi economica, che incrementò situazioni di povertà e degrado nei ricchi e potenti Stati Uniti d’America. A pagare più di tutti le spese della recessione (anche in questo caso) furono i giovani, detronizzati dal tetto del mondo e relegati alla base della piramide senza più aspettative, senza futuro. Per sfuggire a un destino in apparenza già segnato molti ragazzi dell’epoca si rifugiarono tra le sette note, dando vita a un fitto sottobosco di scene musicali interessanti, strettamente connesse con il territorio di appartenenza. Gli artisti di quel periodo si sentivano emarginati, urlavano al mondo la propria rabbia dando libero sfogo alla necessità di distaccarsi completamente dalle mode precedenti. Ecco dunque che borchie, lustrini e spalline prominenti lasciarono il posto alle camice a quadri di flanella tipiche dei taglialegna delle montagne, ai maglioni ampi e ai jeans strappati. La musica dei sintetizzatori e delle tastiere venne completamente abbandonata ad appannaggio di un ritorno alle origini, al suono nudo e crudo tipico degli anni Settanta, con un’assenza voluta di effetti “alla moda” che sporcò il sound rendendolo “dirty” (sporco), “filthy” (sudicio), in altre parole grunge.

Il grunge fu un vero e proprio movimento sociale più che un genere musicale, in quanto vennero etichettate con questo termine tutte quelle band provenienti dalla città di Seattle e giunte alla ribalta tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta: Nirvana, Soundgarden, Melvins, Mudhoney, Mother Love Bone, Pearl Jam, Alice in Chains e tanti altri. La concentrazione di tanti progetti musicali di successo in un’unica città aveva dell’incredibile, al punto che il “Seattle Sound” conquistò in breve la scena mondiale. Prima di iniziare l’itinerario alla scoperta dei luoghi della musica di Seattle, che tra gli altri diede i natali al grande Jimi Hendrix, va segnalato che dal sito del Comune della città è possibile scaricare una completissima Music Map, sulla quale sono segnati tutti i luoghi musicali di culto della città. La nostra esplorazione virtuale di Seattle non può che partire dal luogo simbolo della rivoluzione del grunge, l’etichetta discografica indipendente Sub Pop, che si trova al 2013 di Fourth Avenue in zona Third Floor. La Sub Pop ha avuto il merito di portare alla ribalta molte band del posto, producendo album del carico di “Bleach” de Nirvana. La struttura è tutt’oggi in attività e i fans che accorrono in città da tutto il mondo possono tentare una visita nell’edificio, ovviamente verificando preventivamente la disponibilità dello staff.

Al n°1-2 di Pike Street si trova invece l’Experience Music Project, un innovativo centro culturale nato come museo in memoria di Jimi Hendrix (la cui tomba si trova proprio a Seattle al Renton’s Greenwood Cemetery), che oggi ospita anche una galleria permanente sul Seattle Sound, il museo Science Fiction e molti altri spazi espositivi, tutti dedicati alla musica. Uno dei fiori all’occhiello dell’EMP è la gigantesca installazione di 10 metri fatta con oltre seimila chitarre, sette delle quali suonano da sole. Per assaporare appieno il rapporto profondo tra Seattle e la storia della musica si consiglia infine una visita a Beltown, quartiere che si trova all’ombra del celebre Space Needle, la piattaforma da cui si può vedere l’intera città. Qui si concentrano i locali cult della scena musicale alternativa degli anni Novanta come il Crocodile Café, al 2200 2nd Avenue, dove suonarono Pearl Jam, R.E.M e tanti altri. Il Black Dog Forge (al 2316 Second Avenue) ha ospitato per anni le prove di band del calibro di Saoundgarden e Pearl Jam, e i fabbri artigiani che lavorano qui hanno costruito i set di tante loro esibizioni. Ultima chicca imperdibile è il Vogue, club in cui i Nirvana si esibirono dal vivo per la prima volta. Nella sua location originale, al 2018 1st Avenue, oggi c’è un salone di parrucchiere in stile rock and roll, mentre il locale notturno oggi si trova al 1516 -11th dell’ Avenue di Capitol Hill e si dedica al burlesque e alla musica gotica.

Testo di Alessandra Narcisi | Foto web

Vai alle info utili

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.