Lazio da vedere. Sapori e colori in Ciociaria, Sabina e Tuscia

Una sinfonia di verdi. Una distesa di ulivi, alternata a boschi di querce, faggi, noccioli e castagni, colora con molteplici sfumature il territorio laziale punteggiato da borghi medievali. Il viaggio alla scoperta di un patrimonio di storia, arte, artigianato, cultura e tradizioni, parte dalla Ciociaria di cui gli over 50 ricordano il libro di Moravia, il film con cui la Loren vinse l’Oscar e il tormentone “fusse che fusse la volta bona” del barista ciociaro creato da Nino Manfredi, ma ignorano la presenza di gioielli architettonici quali la Certosa di Trisulti e il Palazzo dei Papi ad Anagni dove l’autoritario Bonifacio VIII si prese un ceffone dopo aver preannunciato una scomunica.

La Certosa di Trisulti spunta fra le pieghe dei Monti Ernici, a 5 km da Collepardo. Abitato da 8 monaci cistercensi – il più giovane è padre Claudio, 84 anni portati con nonchalanche – il complesso architettonico, in stile romanico-gotico, risale al 1204. Di rilievo al suo interno, la chiesa di San Bartolomeo e l’antica farmacia, dove i monaci lavoravano erbe e spezie raccolte sui monti per estrarne essenze ed aromi, ancor oggi conservati in antichi vasi. Le tradizioni monastiche hanno dato impulso alla liquoreria Sarandrea, importante industria erboristica nazionale, creata nel 1920 da un frate cappuccino: qui sono nati la prima sambuca con distillato di fiori di sambucus nigra e il non meno famoso Amaro San Marco. Lasciamo la terra che produce ben 700 vini doc e imbocchiamo la via dell’olio che porta in Sabina, entrata nella storia per il ratto delle sabine, ma rimasta nel cuore degli uomini per le sue foreste maestose e l’incantevole olio di colore giallo, dall’odore di fruttato e dal gusto vellutato. La natura qui regna sovrana e raggiunge l’apice con l’Olivone, l’olivo più grande ed antico d’Europa che si ammira a Canneto. Accoglie il turista con la sua grande chioma e il suo tronco possente, maestoso e imponente con oltre 1.500 anni di vita. Oggi, in barba all’età, è ancora capace di produrre 8 quintali di olive l’anno. E per capire a fondo la cultura dell’olivo non resta che intraprendere un viaggio fra presente e passato nel Museo dell’Olio a Castelnuovo di Farfa dove si può ascoltare “l’olio e l’oliva che suonano”: due installazioni in cui l’olio, attraverso un meccanismo costituito da cilindri, goccia a goccia riempie gli antichi orci settecenteschi, mentre il tronco di olivo, fissato al suolo con un perno, ruota accarezzato da tre archi. I suoni vengono trattati digitalmente e la “musica” che si ascolta somiglia alla “voce dell’olivo”.

E in questo paesaggio verdeggiante, ai piedi del monte Acuziano, in un’atmosfera di mistico silenzio sorge la storica Abbazia di Farfa le cui origini si perdono nella leggenda. Il primo fondatore, San Lorenzo Siro, giunse dalla Sabina con la sorella Susanna e alcuni monaci orientali, e cominciò l’ opera di evangelizzazione. A questa attività si deve la leggenda secondo cui la figura di questo santo, è legata alla sconfitta di un enorme drago che infestava la Sabina. Il primo nucleo della futura abbazia sorse sui resti di un tempio dedicato alla dea Vacuna, intorno alla metà del VI secolo. Alla fine dello stesso secolo l’invasione longobarda lasciò l’abbazia devastata. Dopo molti anni, San Tommaso di Moriana, pellegrino in Terrasanta, vide la Madonna che lo invitava a cercare nella Sabina un luogo con tre alti cipressi dove costruire un edificio religioso. Tommaso trovò il luogo e riedificò l’abbazia che ebbe l’onore di ospitare il Carlo Magno in viaggio verso Roma per essere incoronato imperatore. Dopo un’occhiata curiosa alla strana scacchiera graffita sul muro di cinta del borgo medievale, il tour prosegue verso l’Etruria Viterbese fatta di pitture arcaiche, paesi arroccati su speroni tufacei, rocche e castelli fra boschi di nocciole e castagne. Il “gioiello” è Civita di Bagnoregio: una manciata di case medievali in cima a un cucuzzolo. La chiamano “la città che muore” perché è abitata solo da 18 persone, ma il suo fascino non scompare con il passare dei secoli. Non a caso, il registra Giuseppe Tornatore e lo psichiatra Paolo Crepet fanno base qui per scrivere le loro opere. Il quadro delle bellezze della Tuscia si completa a Caprarola con l’imponente Palazzo Farnese a pianta esagonale e cinque piani affrescati in ogni angolo. Prima di salutare queste terre, vale la pena di assaggiare un piatto di gnocchi conditi con formaggio fuso e granuli di nocciole: è un’esperienza gastronomica sublime.

Testo di Graziella Leporati | Foto Web

Info utili
Informazioni e assistenza per organizzare un viaggio personalizzato secondo le proprie esigenze presso le migliori agenzie di viaggio.

Dove dormire: Hotel Villa Fiorio, viale Dusmet, 25; Grottaferrata (Roma); t.0694548007/8/9; camere doppie da 95 euro, colazione compresa.
Boscolo Etoile Accademy, Largo della Pace,Tuscanica (Viterbo); t.0761445160; camera con colazione, pranzo e sei ore di corso di cucina con lo chef Rossano Boscolo, 180 euro a notte. Antica Residenza, Vicolo della Maestà, Civita di Bagnoregio (Viterbo); t.0761792548; suite per due persone da 300 euro a notte.
Dove magiare: Enoteca Tredici Gradi, piazza Don Gargiuli, Viterbo; t.0761305596. Hostaria La Pergoletta, via Doria, 38; San Martino al Cimino (Viterbo); t.0761378666. Osteria LaMula, via Casilina, 366, Ferentino (Frosinone); t.0775395358

Shopping: Olio extravergine, prodotti cosmetici confetture biologiche, creme spalmabili alla nocciola, al pistacchio e al cioccolato nell’azienda agricola “Il Cervo Rampante”, località Lo Stazzo- Castelnuovo di Farfa. Prodotti di erboristeria,officinali e i loro derivati si trovano nella liquoreria artigianale dell’Erboristeria Sarandrea Marco, via DAlatri, 3/B, Collepardo, (Frosinone); t.077547012 Vino bianco e rosso nell’azienda Corte dei Papi a Colletonno vicino ad Anagni; t.0775769271.

Suggerimenti: Visitare il Museo dell’Olio a Palazzo Perelli a Castelnuovo di Farfa ; t.076536370. Orario: da lunedì a giovedì su prenotazione, venerdì 15-19.30 (estivo 15-20), sabato, domenica e festivi 10-19 . Ingresso: euro 5,16

Eventi: a Viterbo nei mesi di agosto e settembre, tra borghi e piazzette medievali si svolge il Festival Barocco, che presenta ogni anno un cartellone nutrito di concerti con alcuni dei più grandi interpreti e direttori d’orchestra. A Frosinone, la festa della radeca (foglia d’agave) il martedì grasso di Carnevale. Si tratta di un’allegra processione che celebra la rivolta dei frusinati contro le truppe d’occupazione francesi avvenuta nel 1798 e nel 1799.