Carloforte, per un weekend da gourmet

Carloforte, un piccolo gioiello da scoprire a piedi, in bici o via mare. E, naturalmente, a tavola. Comunque sia molto lentamente, secondo i ritmi dell’isola di San Pietro che consentono di assaporare quanto di meglio questo luogo sa offrire. Innanzitutto il paesaggio, selvaggio e genuino, contraddistinto dalle Colonne, i due faraglioni icona dell’isola. E ancora il borgo di Carloforte, con il suo porticciolo, le case color pastello e i cortili segreti che si aprono lungo i carrugi, a testimoniare il passaggio dell’antica colonia di genovesi che, di ritorno dalla tunisina Tabarka, lasciarono nell’isola l’impronta e il dialetto ligure che tuttora sopravvive. Infine il tonno, quello “Rosso Bluefin”, qualità pregiatissima che si pesca in queste acque: una chicca da veri gourmet.

In questa piccola isola a sud ovest delle coste della Sardegna, nel territorio del Sulcis Iglesiente, tutto infatti ruota intorno al tonno. Qui sopravvive l’ultima tonnara a terra ancora attiva nel Mediterraneo che, dall’Ottocento, pesca e lavora secondo metodi artigianali: vale la pena visitare lo stabilimento in località La Punta e incontrare il “rais” e i suoi “tonnarotti”, depositari di un’arte antica che ancora si tramanda oralmente. Non è quindi un caso che a Carloforte, oltre alla tradizionale Sagra del Cuscus Tabarchino, sia il Girotonno l’evento più atteso: una manifestazione a carattere internazionale che vede chef di tutto il mondo misurarsi su ricette che vedono protagonista il celebre pesce locale. La kermesse, che di solito coincideva con l’antico rito della mattanza, oggi dismesso, ha luogo ogni anno agli inizi di giugno, ed è occasione per conoscere da vicino attraverso eventi, mostre mercato, degustazioni e laboratori del gusto l’identità e la cultura carlofortina, fortemente incentrata sulla pesca e i prodotti tipici locali come la tunnina, la bottarga e il musciame (risultato della salatura ed essicazione del filetto).

Va da sé che uno dei modi migliori per avvicinarsi alla cultura locale è sedersi a tavola e apprezzarne la cucina. La scelta è ampia: provate ad esempio il tradizionale “tonno alla carlofortina” proposto dall’Osteria della Tonnara da Andrea, un ambiente informale con vista sul porto e sulle saline ma con grande rigore e attenzione in cucina. Imperdibile, poi, una sosta al Ristorante Da Vittorio, sul lungomare, per assaggiare i famosi “spaghetti alla Vittorio” conditi con un insolito sugo nero, ottenuto tramite una particolare cottura e l’unione di ben cinque sughi diversi. D’obbligo, poi, le celebri linguine del ristorante Da Nicolo, una vera istituzione a Carloforte, che offre una cucina della tradizione rivisitata in chiave moderna. Non fatevi sfuggire la tartare del Dau Bobba, locale situato in una ex fabbrica in zona saline. Infine, vale la pena assaggiare il tradizionale cascà alla tabarchina (il cuscus vegetale) oppure la bobba (passato di fave) de La Cantina, trattoria in pieno centro storico.

Per chi desidera cimentarsi ai fornelli, le botteghe cui trovare prodotti locali sono molte. Due fra tutte: il Pastificio artigiano Luxoro, nel centro storico, per fare scorta di fregola, curzetti e cassulli e la Pescheria Fratelli Feola di via Magenta per tutte le specialità ittiche carlofortine. Per l’aperitivo o per una colazione vista mare, l’indirizzo di riferimento è il Niko Caffè in Piazza della Repubblica per le immancabili ciambelline glassate, ma non lasciate l’isola senza aver fatto tappa al faro di Capo Sandalo per godervi un incantevole tramonto tra i profumi inebrianti della macchia mediterranea, magari brindando con un calice di Carignano del Sulcis, corposo vino rosso il cui vitigno si dice introdotto in queste zone dai Fenici.

Info: Carloforte

Testo di Barbara Lacchini | Foto di Francesco Nonnoi Ufficio del Turismo Sulcis Iglesiente

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