Metti una sera a cena. I social eating in viaggio



Stanco dei soliti menù per turisti cari e deludenti? Hai voglia di assaggiare la cucina tipica senza dilapidare il tuo patrimonio, incontrare la gente del posto, scambiare opinioni, entrare in contatto vero e autentico con il luogo in cui ti trovi? Fatti invitare a cena a casa di un abitante.

Nell’era del low cost, attanagliati dalla crisi, preparatevi alla Collaborative Consumption, ovvero la tendenza a un consumo condiviso. Obbiettivo: abbattere i costi, ma non solo. Per chi ha già messo a disposizione la propria auto (carsharing),  il proprio divano (couchsurfing) o la propria stanza (AirBnB) da oggi è il turno della propria tavola. Nascono i social eating, ovvero piattaforme web in cui è possibile iscriversi per invitare o lasciarsi invitare a cena da una sconosciuto.

Tra i primi a partorire l’idea sono tre ragazzi francesi, Cédric, Julien e Sebastien, i quali hanno creato una start up: Cookening. Come funziona? Semplice. Chiunque può partecipare, basta iscriversi e creare un proprio profilo. Chi ha voglia di far provare ai viaggiatori le proprie doti culinarie, pubblica il proprio annuncio con il menù che intende proporre, correlato da prezzo e foto della location. Al viaggiatore non rimane altro che prenotare, scegliendo tra le varie proposte secondo i propri gusti, esigenze di salute o credo religioso e infine recarsi a casa del proprio chef.

A cena conclusa c’è la possibilità di recensire l’incontro lasciando un commento. Il pagamento anticipato avviene online tramite la piattaforma che trattiene il 16,7 % per mantenersi. Nel caso in cui lo chef non rispetti i suoi obblighi nei confronti  dell’ospite, quest’ultimo ha la possibilità, fino alla mezzanotte del giorno successivo, di bloccare il pagamento compilando un formulario di reclamo,  disponibile inviando una email a claim@cookening.com. Una volta addotte le ragioni dello scontento, l’ospite verrà rimborsato.

Le destinazioni sono tante, dovunque vi troviate a voi la scelta!  Uno dei primi esperimenti italiani è Gnammo, altra piattaforma online in grado di gestire i contatti tra viaggiatori e cuochi improvvisati. Anche qui il meccanismo non presenta grosse difficoltà.  Dopo aver creato il proprio account si può scegliere se indossare i panni di uno Gnammer o di uno chef che crea l’evento, definisce menù e prezzo e, infine, attende i suoi commensali in un’atmosfera di arricchente convivialità. Per gli Gnammers nessuna commissione, mentre agli Chefs andranno tutti i guadagni. L’unica spesa da sostenere è relativa alle commissioni bancarie e di PayPal, che sono all’incirca il 3% dell’importo. L’ospite paga la cena e Gnammo incassa i pagamenti per conto dello Chef. Il giorno successivo all’evento il sistema invia una notifica con i conteggi e si opera contestualmente il bonifico

Il fenomeno stupisce ma non troppo, se pensiamo alla tavola come forma più antica di social network. Emergency sposa l’idea e quest’anno, per festeggiare i suoi 20 anni, sceglie Gnammo come partner. L’iniziativa prevede l’organizzazione di cene in tutta Italia con lo scopo di raccogliere fondi da destinare ai progetti umanitari. Sono già in programma 100 incontri, ma chi intendesse augurare il suo personale buon compleanno può farlo proponendo una cena, un pranzo o soltanto un semplice thè pomeridiano utilizzando la piattaforma Gnammo.

I social eating sono in crescita e qualcuno parla già di abusivismo. Gli obblighi a cui si deve attenere un ristorante sono svariati, dalla sicurezza ai controlli sanitari. Gnammo  precisa che, essendo un evento privato, non è richiesto da un punto di vista normativo, alcun requisito particolare. Al momento  ci si aspetta che vengano rispettate le normali norme igieniche. Essendo una prestazione di servizio tra privati, poi, non è richiesto alcun giustificativo fiscale, nessuna ricevuta o fattura. Nel caso in cui il singolo privato (chef) superi un introito di 5000 € l’anno, sarà necessaria l’apertura di una partita IVA.

Ci piace pensare che dietro il consumo collaborativo e il suo conseguente risparmio economico, si celi qualcos’altro: una fame di incontri e di scoperta, di voglia di trasformare anche un semplice pasto in un’esperienza unica.

Link utili: Cookening; Gnammo; Emergency 100 cene per un progetto; Gastromama


Testo di Livia Ficcaglia © LATITUDESLIFE.COM RIPRODUZIONE RISERVATA

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