Nell’immaginario collettivo Lugano è da sempre sinonimo di banche e finanza. Pochi sanno che invece è una città particolarmente dedita all’arte.

Arte moderna e contemporanea e fotografia trovano, infatti, sempre più spazio presso il Lac, il Masi (Museo d’Arte Svizzera), e il Museo delle Culture (Musec) nella storica Villa Malpensata.
Ne è una prova anche la recente inaugurazione della mostra dedicata a Zhang Hong Mei, artista cinese fra le più originali e interessanti nel panorama contemporaneo del cosiddetto “Regno di Mezzo”.

Fa riflettere il titolo della mostra: Fabric of the City. Allude al concetto urbanistico e sociologico della stratificazione delle città cinesi come quella dove vive Mei, che conta più di nove milioni di abitanti. Nelle grandi tele, esposte al Musec fino al 6 luglio, l’artista esprime le sue riflessioni e i suoi sentimenti, a volte contrastanti, sullo sviluppo vertiginoso di queste megalopoli.

“Nelle mie tele ho voluto mostrare la città nella sua doppia verità, proprio come la vedo e la vivo io, mentre con i mezzi mi sposto da casa al mio atelier” spiega in un italiano quasi perfetto caratterizzato dal suo accento un po’ cantilenante, “ Da una parte la bellezza e i vantaggi della sua modernità, dall’altra la sua durezza e indifferenza e la solitudine dei suoi abitanti. Al pubblico la libertà di scegliere su cosa soffermarsi”.

Nelle trenta opere esposte l’artista, utilizzando il “jianzhi”, l’antica tecnica del ritaglio della carta imparata fin da bimba, ha ritagliato e incollato minuziosamente secondo sofisticati progetti compositivi frammenti di stoffa rossa, gialla, verde, blu e nera creando vertiginose e vivide visioni urbane. E così i ritagli dialogano con le superfici piatte che fanno loro da sfondo, come l’inchiostro nero interagisce con lo spazio bianco nella tradizionale pittura di paesaggio cinese.

Zhang Hong Mei, le cui opere sono esposte negli Stati Uniti, in America Latina e in Europa oltre che in Cina, non si limita a rielaborare in chiave moderna le tecniche pittoriche tradizionali ma le assimila, le fa proprie per poi infondere loro nuova vita con passione perché l’arte per lei è la migliore amica che possa trovare, un’amica che non la lascia mai sola e che, a suo dire, le coccola l’anima.

Informazioni utili
Musec, Lugano, fino al 6 luglio
Testo e foto di Fabia Garatti|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com














































