Grasse. Cento anni di essenze Fragonard.

C’è un posto in Provenza dove l’aria sa di qualcosa che non si riesce a nominare subito, eppure si riconosce all’istante. Grasse non si presenta — si annuncia. E non lo fa con le parole.

Tra i cinque sensi, l’olfatto è l’unico capace di scavalcare la logica per arrivare dritto alla memoria. Visitare Grasse in primavera assomiglia a una gioia fisica, immediata, quasi infantile. Questa cittadina sulle colline della Costa Azzurra gode di un microclima che sembra progettato da qualcuno molto esigente. Il sole del Sud scalda la terra dall’alba, la freschezza notturna delle colline raffredda l’aria al calar del buio, le sorgenti d’acqua abbondanoi. Il risultato è un ecosistema sensoriale unico al mondo, un giardino naturale dove prosperano specie botaniche leggendarie. Non è un caso che Chanel N°5 contenga esclusivamente i gelsomini coltivati lì.

Una dinastia al femminile

La sala macerazione dove il liquido riposa e i grandi filtri delle essenze.

Nel 1926, quando Eugène Fuchs fondò la sua profumeria in questa città ricca di storia, probabilmente non immaginava che cent’anni dopo l’azienda sarebbe stata ancora nelle mani della sua famiglia. Dopo la guida visionaria di Jean-François Costa, che negli anni Settanta trasformò Fragonard da bottega artigiana in un vero e proprio impero culturale, il testimone è passato alle sue tre figlie. Oggi la Maison è nelle mani di Anne, Agnès e Françoise Costa, le “sorelle del profumo“, come qualcuno le ha soprannominate con un’affettuosa precisione. Anne si occupa della creazione e del laboratorio, Agnès della strategia e dell’immagine, Françoise della gestione finanziaria. Una conduzione tutta al femminile che ha saputo tenere insieme la fedeltà alle origini e un’eleganza contemporanea che si respira in ogni dettaglio della Maison.

L’Usine Historique: dove i fiori cedono la loro anima

I poderosi alambicchi in rame all’interno dell’Usine Historique.

Ai piedi della città vecchia sorge l’Usine Historique, un edificio ottocentesco che sembra fatto apposta per custodire segreti. La visita, gratuita, disponibile anche in italiano, ma da prenotare, è uno di quei percorsi che cambiano il modo in cui si guarda (e si annusa) il mondo.

Si comincia dai grandi alambicchi in rame, dove la distillazione trasforma i fiori in vapore e il vapore in essenza. Ma non tutti i fiori si lasciano domare così facilmente. Il gelsomino e la mimosa, per esempio, sono fiori capricciosi. Il calore dell’alambicco li distrugge prima che possano cedere il loro profumo. Per questi fiori esiste una tecnica antichissima messa a punto proprio a Grasse, l’enfleurage, che sfrutta l’azione di grassi (un tempo animali, oggi solventi volatili) per assorbire lentamente l’essenza. È un processo lento, quasi meditativo, e i numeri la dicono lunga: per ottenere un solo chilo di assoluto di gelsomino occorrono circa otto milioni di fiori, tutti raccolti a mano.

Poi ci sono i “fiori muti“. Il mughetto e la fresia, per quanto intensamente profumati, non cedono la loro fragranza né all’alambicco né all’enfleurage. La loro essenza deve essere ricostruita in laboratorio con sapienza chimica — un lavoro che assomiglia più alla composizione musicale che alla chimica industriale.

Nella Sala della Macerazione, il liquido ottenuto riposa per tre settimane, esattamente come un vino d’annata, prima di essere filtrato e privato di ogni impurità. E poco lontano nascono i famosi saponi di Fragonard, alcuni nella caratteristica forma a uovo, con il 3% di essenza, che sprigionano note di mimosa, lavanda e rosa di maggio.

La scienza del flacone dorato

I flaconi di alluminio dorato, o colorato, la firma di Fragonard nel packaging. Sopra le varie size nel laboratorio.

Una delle scelte più caratteristiche di Fragonard sono i flaconi in alluminio dorato o colorato. Al di là dll’eleganza, il metallo scherma completamente la luce, proteggendo il profumo per un periodo che va dai sei ai dieci anni, e rende la bottiglietta più leggera ed economica rispetto al vetro. Una soluzione che unisce funzionalità e riconoscibilità — e che nel tempo è diventata una firma visiva inconfondibile. Naturalmente anche eleganti flaconi in vetro sono utilizzati per alcune collezioni di Eau de Toilette e confezioni regalo. 

Il “Naso”: l’organo del profumiere

L’organo olfattivo dove operano i Nasi profumieri e dove si può creare il proprio profumo.

Il cuore intellettuale della fabbrica è la stanza dell’organo olfattivo, dove operano i Nasi, i profumieri. È una delle carriere più selettive al mondo. Si stima che esistano solo circa duecento Nasi a livello globale, su poco più di duemila profumieri professionisti. La formazione è rigorosa e lunghissima, due anni per imparare a riconoscere trecento essenze, poi altri sette di pratica per padroneggiarne oltre tremila.

Un profumo, infatti, è un’architettura complessa. Può contenere dalle venti alle duecentocinquanta essenze, anche quando crediamo di comprare un “semplice” profumo alla rosa. La differenza tra le varie tipologie in commercio è questione di concentrazione. Il Profumo vero e proprio contiene il 24% di essenza rispetto all’alcol ed è il più prezioso; l’Eau de Parfum scende al 15%; l’Eau de Toilette al 10%; l’Eau de Cologne al 5%.

E poi c’è la piramide olfattiva, uno degli strumenti concettuali più eleganti di questo mestiere. Le note di testa sono le prime a farsi sentire — fresche, agrumate, volatili — ma svaniscono in circa quindici minuti, come un primo saluto. Le note di cuore costituiscono il tema principale della composizione: fiori, frutti, la sostanza vera del profumo. Le note di fondo, infine, sono le più persistenti — sandalo, patchouli, muschi sintetici (un tempo si usavano secrezioni animali, oggi la tecnologia ha trovato alternative altrettanto affascinanti) — e sono quelle che si sentono ancora sulla pelle la sera, come un ricordo che non vuole andarsene.

Creare il proprio profumo: l’esperienza sensoriale

La storia di Fragonard è anche nei libri

La visita all’Usine Historique non finisce con la teoria. Prima di uscire, si ha la possibilità di sedersi davanti all’organo del profumiere e di provare, con le proprie mani e il proprio naso, a identificare e costruire una fragranza. È un’esperienza sensoriale guidata che educa l’olfatto a riconoscere le grandi famiglie olfattive. Gli agrumati (Hespéridés), freschi e vitali, l’energia del mattino in forma liquida. I floreali, l’anima romantica di Grasse, con la rosa di maggio e il gelsomino in primo piano. Gli orientali, caldi e sensuali, con le loro note di vaniglia, resine e ambra. Gli speziati, con pepe, cannella e chiodi di garofano che aggiungono profondità e carattere.

Guidati dagli esperti della Maison, i visitatori imparano a bilanciare le note, a capire come si costruisce una composizione, a fidarsi dell’istinto oltre che della logica. Si può scegliere di creare un profumo personalizzato partendo dagli ingredienti selezionati durante la sessione, un ricordo olfattivo da portare via da Grasse che nessuna fotografia potrebbe mai sostituire.

Le visite guidate sono disponibili in più lingue, italiano incluso, e si prenotano direttamente sul sito della Maison. Esistono percorsi standard e sessioni più approfondite dedicate alla creazione del profumo personale. È consigliabile verificare i calendari con anticipo, soprattutto in primavera quando Grasse è nel pieno della fioritura e l’afflusso di visitatori è maggiore.

2026: l’anno della Rosa e “Air de Grasse”

L’Air de Grasse, il profumo creato per celebrare il centenario della Maison, dove la rosa Centifolia predomina.

Per celebrare il suo centenario, le sorelle Costa hanno eletto la Rosa fiore dell’anno. Un omaggio alla Rosa Centifolia, la varietà dalle cento foglie che in primavera trasforma le colline di Grasse in una distesa pastello. La fragranza celebrativa si chiama “Air de Grasse” ed è un inno alla freschezza, alla leggerezza, alla rinascita. Riesce a catturare qualcosa di difficilmente definibile, quella sensazione di aria pulita e fiori appena aperti che si respira sulle colline provenzali all’alba.

Cosa fare a Grasse, oltre il profumo

I saponi a forma di uova alle essenze Fragonard

Grasse non si esaurisce con Fragonard. Chi ha la fortuna di passarci qualche ora in più scopre che la città ha una sua identità stratificata, fatta di vicoli medievali, palazzi barocchi e piazze dove la vita scorre ancora a un ritmo antico.

Il centro storico si esplora a piedi, arrampicandosi tra i carruggi in pietra fino alla Cattedrale Notre-Dame-du-Puy, fondata nell’XI secol. Custodisce tre tele di Rubens e un’opera di Jean-Honoré Fragonard, il pittore rococò a cui la Maison deve il nome. È uno di quei luoghi dove l’arte e il profumo si intrecciano in modo inaspettato, e vale la sosta anche solo per capire da dove viene tutta questa eleganza.

A poca distanza sorge il Museo Internazionale della Profumeria (MIP) , distribuito su quattro piani: è la prima collezione pubblica al mondo dedicata all’industria del profumo, dai tempi dell’antico Egitto fino ai giorni nostri. Chi vuole spingersi oltre può raggiungere i Giardini del MIP a Mouans-Sartoux, riaperti al pubblico nella primavera del 2026, dove serre e giardini lussureggianti custodiscono il patrimonio botanico delle piante da profumo della regione. Grasse conserva anche un piccolo e raffinato Museo del Costume e del Gioiello Provenzale, con abiti e accessori dal Settecento all’inizio del Novecento, collezione personale di Hélène Costa, moglie di Jean-François, che dice molto sull’anima collezionista di questa famiglia.

Nei laboratori le essenze aspettano di essere miscelate per diventare i profumi più famosi della Maison.

Un consiglio per chi la visita in agosto: il primo weekend del mese Grasse dedica una festa intera al gelsomino. Le strade si riempiono di fiori e di persone, e per qualche giorno la città torna ad essere quello che è sempre stata, il giardino profumato del Mediterraneo.

Una pausa al Café des Musées

L’entrata del Café des Musées dove rilassarsi per un pranzo leggero. Courtesy Fragonard

Dopo ore trascorse ad annusare, imparare e scegliere, arriva il momento di sedersi. Appena fuori dalla fabbrica Fragonard, il Café des Musées è il posto naturale dove fermarsi. Un bistrot di quartiere con un pergolato esterno che d’estate diventa il posto più piacevole di Grasse per un pranzo leggero. La cucina è quella della tradizione provenzale — salade niçoise, ravioli, cassoulet stagionale — senza pretese gastronomiche ma con quella sincerità di ingredienti che in queste terre è quasi automatica. Il pane è buono, il servizio è familiare, e mangiare all’aperto con l’aria che ancora porta qualche nota di quello che si è appena visitato ha un suo fascino preciso. Non aspettatevi una grande carta, è un posto da frequentare con spirito da habitué, non da critico gastronomico. Ma dopo una mattina tra alambicchi e piramidi olfattive, è esattamente quello di cui si ha bisogno.

Se preferite muovervi nel centro storico può cercare una delle terrazze ombreggianti di Place des Aires, dove i ristoranti propongono versioni varianti della salade niçoise e, tra le specialità dolci locali, la fougacette — una focaccia ai fiori d’arancio che sa di Provenza come nient’altro.

Dintorni: la Provenza da gustare lentamente

Il castello a Vallauris che ospita il museo della ceramica e le opere di Picasso

Un viaggio a Grasse si presta a diventare il punto di partenza per un itinerario di più ampio. Scendendo verso la costa si arriva a Golfe-Juan, tappa ideale per una sosta con vista sul Mediterraneo. Poco lontano verso l’interno, Vallauris conserva una tradizione ceramica secolare che vale la deviazione. Per chiudere il cerchio nel modo giusto, la scelta migliore è ritirarsi in un mas provenzale autentico come La Bastide du Soleil a Golfe-Juan. Tra il profumo della macchia mediterranea, le mura di pietra e uliveti secolari, Grasse e i suoi dintorni prendono le sembianze di uno stato dell’anima che si porta addosso, come una goccia di profumo prezioso sulla pelle, anche molto tempo dopo essere tornati a casa.

Info pratiche: la visita all’Usine Historique di Fragonard è gratuita e disponibile in italiano su prenotazione. Le esperienze sensoriali di creazione del profumo sono a pagamento e vanno prenotate in anticipo su fragonard.com

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Testo e foto di Teresa Scacchi|2026 Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com