Nel cuore delle Prealpi Venete, Borgo Valbelluna si snoda fra paesaggi incontaminati, antiche dimore e vita rurale che custodisce secoli di memoria.
Testo e foto Sonja Vietto Ramus

Tre anime, tre storie, un unico territorio da scoprire. Borgo Valbelluna, comune sparso nato nel 2019 dall’unione degli abitati di Lentiai, Mel e Trichiana, è una giovane realtà capace di preservare con cura tradizioni secolari e scorci di straordinaria bellezza.
Adagiato sulla sponda sinistra del Piave, il fiume “sacro alla Patria”, questo territorio della provincia bellunese sorprende per l’armonia tra passato millenario e ambienti naturali intatti, offrendo della Valbelluna, la media valle veneta attraversata dal celebre corso d’acqua alpino, l’immagine più autentica.
A poco più di cento chilometri da Venezia, la zona regala scenari naturali unici, dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi fino alle maestose Dolomiti, patrimonio UNESCO, veri simboli di un paesaggio straordinario.
Accanto a queste meraviglie naturali, si possono ammirare tesori culturali altrettanto preziosi, con centri storici come Belluno, il capoluogo, Feltre e Mel, quest’ultimo annoverato tra i borghi più belli d’Italia.

In questi scenari, gli amanti dell’outdoor trovano un vero paradiso: escursionismo, trekking, nordic walking, mountain bike, arrampicata e sport fluviali sono esperienze imperdibili.
E dopo una giornata di avventure, a conquistare i visitatori ci pensa la cucina locale, che unisce sapori veneti e influenze ladino-dolomitiche, autentica e profondamente legata al territorio.
“Dalla fusione di tre comuni è nato il nuovo Borgo Valbelluna – spiega il vicesindaco Simone Deola –, un territorio che si estende dal fondovalle fino ai crinali prealpini e che conta decine di frazioni e circa 550 chilometri di strade pubbliche. Tradizionalmente, è sempre stata una zona dal forte carattere manifatturiero, cuore pulsante della provincia di Belluno. Oggi vogliamo valorizzare il territorio anche in chiave turistica, facendo emergere le bellezze paesaggistiche, le tradizioni e la storia che rendono unica la nostra comunità”.
Mel, fra vicoli veneziani e musei

Capoluogo di Borgo Valbelluna, Mel si affaccia sulla vallata con vedute che raggiungono le Dolomiti. Il cuore del borgo deve il suo assetto alla dominazione della Serenissima, che ha lasciato tracce profonde nell’architettura e nell’organizzazione urbana.
Al centro della piazza Papa Luciani si trova la Chiesa Arcipretale, circondata da palazzi nobiliari con giardini privati, tra cui Palazzo Municipale, con gli affreschi dell’Orlando Furioso, e Casa Francescon, una delle dimore più antiche.
Passeggiando tra le viuzze del borgo, la Carera invita a ripercorrere l’antico tracciato verso le attività produttive del contado, mentre poco distante la Giazera testimonia l’ingegno nelle tradizioni rurali e nella conservazione degli alimenti.
Palazzi veneziani, facciate sobrie e camini scandiscono dunque il profilo dell’abitato, creando un’atmosfera raccolta e genuina.
A impreziosire il paese c’è il Museo Civico Archeologico, nel Palazzo delle Contesse, con reperti della necropoli dell’VIII secolo a.C.: dalle schegge di selce dei Neanderthal ai corredi funerari dei Veneti antichi, fino a oggetti di epoca romana e medievale.
“Il nostro è un viaggio che parte da lontanissimo, attraverso 40mila anni di storia-raccontano dal museo-dalle prime tracce dell’uomo nel territorio fino alle popolazioni che hanno abitato stabilmente la Valbelluna. Qui si comprende bene come Mel non sia mai stato un luogo isolato, ma un punto di incontro, di scambio e passaggio tra culture diverse”.
Le collezioni sono frutto della preziosa collaborazione tra comunità locale, amministrazioni e Soprintendenza. Le sale al piano terra ospitano anche esposizioni temporanee, come l’attuale mostra dal titolo “Il Lavoro Dipinto” (visitabile sino al 10 maggio), organizzata da Artdolomites Aps, che racconta il passaggio dal mondo rurale alla modernità industriale attraverso opere di Renato Guttuso, Mario Sironi, Cagnaccio di San Pietro e altri pittori.

Nella frazione Farra di Mel, il Museo del Latte e della produzione casearia accompagna invece il visitatore in un viaggio fra strumenti originali, ambienti ricostruiti e testimonianze della vita contadina.
“Le sue radici affondano nella storia della Latteria di Farra, attiva dal 1891 sino agli anni Settanta-spiega Antonella Susana, volontaria del CRAL Farrese-. Oggi, tra macchinari restaurati, documenti e stampi per il burro, quel passato rivive con autenticità. Non è solo un museo: è la voce di chi ha lavorato qui ogni giorno. Conservare questo patrimonio significa non dimenticare chi siamo”.
Il museo è aperto liberamente ogni domenica d’estate, negli altri periodi su prenotazione.
Tò Vegna, il gioco storico della Valbelluna
Nato almeno nel 1600, il Tò Vegna è un antico gioco tradizionale del territorio, ancora oggi simbolo di comunità e festa, soprattutto a Farra di Mel. Due squadre, da uno a cinque giocatori, si sfidano su un campo di 34 metri, tra le case del borgo, con una pallina di spugna compatta (deve avere un buon rimbalzo) che può essere colpita solo con la mano o l’avambraccio oppure con il piede e la gamba (gomiti e ginocchia esclusi). Dal 2023 è riconosciuto come bene immateriale UNESCO all’interno del progetto Tocatì.
“Per noi del CRAL Farrese -spiegano i volontari-,il Tò Vegna oltre ad essere un gioco è anche un modo per ritrovarsi, mantenere viva la tradizione e trasmettere ai più giovani la storia del nostro paese”.
La seconda domenica di luglio, in occasione della sagra di Farra, le contrade di Camont, Pradon, Pian del Toro e Crosere si contendono il Palio.
A maggio, invece, si svolge una competizione con squadre formate tramite sorteggio dei giocatori, mentre la terza domenica di settembre è dedicata alla sfida a coppie.
Lentiai, capolavori fra i narcisi

Immerso tra colline e valli silenziose, il comune di Lentiai è uno scrigno di storia e tradizione. Tra le sue bellezze spicca la Chiesa di Santa Maria Assunta, monumento nazionale, con l’elegante soffitto ligneo a cassettoni del 1577 e il polittico dell’Assunta, opera della bottega di Tiziano.
Nella pittoresca frazione di Bardies, la Chiesa di Sant’Antonio Abate accoglie i visitatori con affreschi cinquecenteschi, immersi in un’atmosfera senza tempo.
In un’altra frazione, quella di Cesana, la chiesa di San Bernardo, risalente al XII secolo e un tempo cappella dei conti del luogo, conserva preziosi affreschi del XIII-XIV secolo, tra cui la Madonna con Bambino; recentemente riportati alla luce, rendono la chiesa una tappa dei percorsi culturali e cicloturistici della Valbelluna.
Sempre a Cesana, le decorazioni di una sala del Palazzo del Pretorio – oggi dimora privata – mostrano maschere veneziane, paesaggi, dame e cavalieri.
Ma Lentiai non è solo arte: i prati che in primavera si tingono di narcisi, i boschi silenziosi e le vette delle Dolomiti rendono ogni passeggiata un’esperienza indimenticabile, svelando la vita autentica della Valbelluna, fatta di tradizioni radicate e scorci naturali.
Trichiana, tra sentieri e storia

Come Lentiai, anche Trichiana unisce bellezze naturali e testimonianze storiche, rivelando un altro volto affascinante della valle. Fra ville padronali e suggestive frazioni d’altura, si apre lo spettacolare canyon dei Brent de l’Art, un ambiente naturale unico, visitabile in ogni stagione, dove l’acqua e la roccia modellano paesaggi di rara bellezza.
I sentieri si snodano tra boschi e radure verso Melere e Pranolz, offrendo scorci sulle Dolomiti che ricordano veri e propri dipinti. Il paese, sede del Premio Letterario Nazionale “Il Paese del Libro”, è anche luogo natale della giornalista e partigiana Tina Merlin, figura simbolo di impegno e memoria.
Passeggiando fra antiche abitazioni in pietra e silenzi rigeneranti, si scopre un territorio dove usanze del passato e natura convivono in armonia.
Tra rafting e storia: il Piave da scoprire

A una trentina di km da Borgo Valbelluna, precisamente da Ponte nelle Alpi, comune di 8mila abitanti noto come “porta delle Dolomiti”, il maestoso Piave regala emozioni a contatto con l’acqua.
Fra le esperienze in rafting che partono da qui, accompagnate da Christian Da Canal, esperta guida e fondatore dei marchi Canyoning Borgovalbelluna e Rafting Dolomiti,una conduce lungo un tratto di circa 8 km sino al territorio di Belluno, tra montagne e scorci che mutano a ogni curva, regalando vedute mozzafiato.
Scesi dal gommone a Borgo Piave, storico quartiere fluviale della città di Belluno, si possono visitare due musei. Quello del Porto Fluviale e degli Zattieri, ospitato a Palazzo Doglioni, racconta la storia del porto e delle corporazioni fluviali.
“La nostra collezione permanente parla di Borgo Piave come porto strategico per Belluno– spiega Antonio Gheno, uno dei volontari dell’associazione Borgo Piave ETC-. Attraverso strumenti originali, fotografie e modelli, documentiamo la fatica, l’ingegno e la comunità degli zattieri”.
A pochi passi, in Riva San Nicolò, il Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco, nelle sale del quattrocentesco Palazzo Secco,conserva 65 maschere lignee e 35 manichini, illustrando riti e tradizioni attraverso arte, antropologia e memoria culturale.
Assaggi di Valbelluna

Arte, natura e storia. Ma anche tanti prodotti della terra che si raccontano attraverso sapori autentici e produzioni locali.
Tra le aziende agricole (consorziate in Mele a Mel Aps, associazione senza fini di lucro che tutela e valorizza i prodotti di questa terra) ci sono l’Azienda Agricola Enrica Balzan che produce mele e succhi freschi, zucche Santa Bellunese e fagioli Gialét e Bala Rossa; l’Azienda Agricola Marco Casagrande con ortaggi, piccoli frutti, composte e prodotti da forno; l’Azienda Biologica Il Colle del Tiglio con formaggi freschi, semicotti e stagionati, yogurt, ricotta e insaccati di suino; la Fattoria Bepi Zumelle con formaggi freschi, erborinati e a crosta fiorita e insaccati; Dolomiti Canapa con olio, farine, pasta, prodotti da forno e cosmetici naturali; Le Coccinelle con ortaggi, zafferano, sciroppi, confetture e saponi alle erbe; Solum con composte, dolci, praline al cioccolato, creme spalmabili e prodotti da forno; Vallenzai con uova fresche e pollame allevato con cura; Verbum Panis con pane a pasta madre e farine selezionate; Macellerie Sperandio (in attività dal 1900) con carni locali.

Completano il quadro i vini di Tenuta Crodarossa e Poggio Pagnan, tra spumanti, rossi e bianchi di eccellente qualità.
Passeggiare tra queste aziende e conoscerne la storia significa immergersi in un mondo di profumi, colori e sapori, dove ogni prodotto è testimonianza di una cultura rurale viva e capace di emozionare chi visita questo lembo di Veneto.
Informazioni Utili
Quando andare: Il Comune di Borgo Valbelluna è una meta da vivere in ogni stagione: i boschi si tingono dei colori caldi dell’autunno, l’inverno regala paesaggi innevati, la primavera fiorisce e l’estate offre frescura e relax. Al tramonto, la valle regala scorci indimenticabili, da accompagnare rigorosamente con la cucina di montagna.
Come arrivare: Borgo Valbelluna è facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici. Dall’autostrada A27 si esce a Belluno o Fadalto–Vittorio Veneto e si prosegue lungo la SP1 della Sinistra Piave; da Feltre si può percorrere la SS50 fino a Busche, per poi immettersi sulla SP1.
In treno, la linea Padova–Calalzo serve le stazioni di Feltre, Belluno e Busche/Lentiai/Mel, da cui è possibile proseguire con autobus o taxi. Gli aeroporti più vicini sono Treviso Canova, Venezia Marco Polo e Verona Catullo, tutti collegati al territorio tramite noleggio auto o transfer.

Dove dormire: La valle offre sistemazioni per tutti i gusti. Il Rifugio Pranolz (rifugiopranolz.it), a 780 metri di quota, immerso nel verde delle Prealpi, accoglie gli ospiti da oltre cinquant’anni con camere confortevoli, cucina stagionale e una nuova area wellness.
Nel cuore di Mel, Casa Francescon (dimoredolomiti.it), un palazzo trecentesco affacciato sulla piazza principale, regala fascino storico, affreschi e un ampio giardino. In frazione Zottier, il Relais Poggio Pagnan (poggiopagnan.it),ricavato da un antico fienile, combina tradizione e design.
L’Agriturismo Casa Marietta (casamarietta.eu) e l’Agriturismo Saettà (agriturismosaetta-dolomiti.it) offrono ospitalità autentica tra panorami sulla valle e sul fiume Piave. Corte Maccarini, nella frazione Gus di Mel, unisce comfort moderno e fascino storico, con un suggestivo giardino privato.
Dove mangiare: La cucina locale completa l’esperienza della Valbelluna. A Borgo Valbelluna, Col de Venz birreria & ristorante (coldevemz.it) propone birre selezionate e piatti tipici, come porchetta di produzione propria, radicchio al vino, pizzoccheri e spezzatino di manzo Angus, mentre l’Azienda Agricola Poggio Pagnan, a Zottier, offre degustazioni di vini e prodotti locali, con la possibilità di partecipare a lezioni di cucina per imparare a preparare specialità come pastìn, cordele e lo schiz, il formaggio tipico delle malghe.

Associazioni: un ringraziamento va a Borgo Valbelluna Safe Walking Aps, Consorzio Turistico Dolomiti Prealpi, Mele a Mel Aps, Borgo Piave ETC, Artdolomites Aps, Pro Loco di Trichiana, Amici di Cesana Onlus, CRAL Farrese, Frammenti d’Arte e gruppo Stelle Alpine per l’impegno costante nella tutela, valorizzazione e promozione di questo territorio e del suo patrimonio unico.
Link utili: visitborgovalbelluna.it e dolomitiprealpi.it
Testo e foto di Sonja Vietto Ramus|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































