Colori da Kodachrome

Un piccolo Parco Statale a breve distanza dal Bryce Canyon National Park: una deviazione di una giornata al Kodachrome Basin.

Kodachrome Basin State Park, Utah © Lucio Rossi

Il Kodachrome Basin State Park è una di quelle attrazioni turistiche che, per la dimensione ridotta e la vicinanza a un luogo molto più famoso (il Bryce Canyon), non riceve le attenzioni che merita. Meglio così: meno attenzioni significa meno turisti, e meno turisti significa più tranquillità e più libertà.

Il nome

Kodachrome Basin State Park, Utah © Lucio Rossi

Un nome piuttosto singolare con una storia altrettanto particolare: per creare un reportage e per riempire quello che fino ad allora era un punto bianco nelle mappe, la zona venne esplorata e fotografata da una spedizione di National Geographic nel 1948; in questa occasione venne nominata Kodachrome flat, in onore del brand Kodak, che allora monopolizzava il campo della fotografia e stampava i magazine di National Geographic. Nel 1962 l’aerea divenne ufficialmente Parco Statale, e, temendo ripercussioni da parte dell’azienda, venne rinominata in modo piuttosto banale: Chimney Rock State Park. Tuttavia Kodak si accorse delle potenzialità di questo Parco ed accettò di riconferire all’area il nome del brand, sponsorizzando i primi opuscoli pubblicitari.

Già questa storia ci fa capire che i colori di questo Parco necessitano di essere ammirati e fotografati.

I colori del parco

Kodachrome Basin State Park, Utah © Lucio Rossi

Se questo Parco Statale porta il nome di un marchio fotografico celebre per la ricca saturazione e per la fedeltà della resa dei colori, non è un caso. La sua ricchissima storia geologica ha infatti fatto in modo che le sculture naturali di roccia fossero attraversate da striature di moltissime tonalità di bianco e di rosso.

Secondo alcuni geologi, la zona del Kodachrome Basin State Park mostra delle rocce vecchie di ben 180 milioni di anni. Se avessimo visitato questo Parco in un’epoca remota, quando ancora i dinosauri colonizzavano la Terra, l’avremmo trovata molto simile a quello che oggi è Yellowstone National Park: a quei tempi si potevano vedere molti geyser eruttare e oggi ne possiamo osservare i resti; si tratta di sottili e slanciati camini di sabbia, formatisi dai sedimenti solidificati degli antichi geyser.

I sedimenti delle rocce di Kodachrome Basin attraversano circa 85 milioni di anni, da 180 milioni a 95 milioni di anni fa: ogni periodo geologico ha colorato uno strato di roccia, raccontando una storia.

Così dalle rocce di Kodachrome Basin possiamo leggere la storia della Carmel Formation, lo strato più antico di gesso bianco che forma particolari venature tra le rocce rosse. Possiamo inoltre osservare la Entrada formation, un’altra formazione geologica, questa volta rossa, formata da sabbia, quarzo e argilla. Sopra allo strato Entrada ecco lo strato denominato Henrieville, di un marrone chiaro quasi impercettibile. E così via, fino ai periodi geologici più recenti.

I camini

Kodachrome Basin State Park, Utah © Lucio Rossi

L’attrazione principale di Kodachrome è costituita da 67 camini, formati da centinaia di strati sedimentari, che dalla base del bacino si innalzano fino a un’altezza di 52 metri: il più alto è appunto Chimney Rock, che per un breve periodo diede il nome al Parco. In prossimità di questi alti camini passano i sentieri del Parco.

La visita

Nonostante negli ultimi anni questo Parco Statale sia divenuto più noto al grande pubblico, è comunque meno frequentato del suo vicino, il Bryce Canyon. Il parco può essere visitato nel giro di un giorno; dista poco più di 30 minuti di auto dal Centro visite del Bryce Canyon National Park.

Seppur piccolo, Kodachrome offre percorsi per tutti i tipi di avventura: a piedi, in mountain bike, a cavallo. I sentieri hanno diversi gradi di difficoltà, ma nessuno è eccessivamente lungo.

I sentieri

Kodachrome Basin State Park, Utah © Lucio Rossi

Tra i percorsi più belli c’è sicuramente il Grand Parade Trail, che copre gran parte del lato est del Parco, per una lunghezza di circa 2,5 km.

Il Sentinel Trail è perfetto per gli amanti degli archi di roccia: questo sentiero, lungo meno di 3 km, porta sotto al Shakespeare Arch, l’unico arco di questo Parco, e conduce fino ad alcuni punti panoramici sul Grand Staircase-Escalante National Monument.

L’Angel’s Palace Trail, il percorso più famoso di Kodachrome Basin: un sentiero facile, lungo appena 2,5 km, che permette di ammirare, finalmente, i camini di roccia, oltre ad altri scorci panoramici del Parco.

Il lato ovest del Parco, infine, è percorso dal Panorama Trail, un percorso un po’ più impegnativo (circa 10 km, scegliendo la variante più lunga), ma arricchito di numerosi punti panoramici, gole e formazioni rocciose.

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A cura di Stefano Ghetti|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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