Percorsi segreti di Napoli: le Scale della Principessa Jolanda

A Napoli, si sa, salite, rampe, scale e gradoni congiungono le colline al mare senza soluzione di continuità. E una delle passeggiate più suggestive da fare in città è proprio quella che si snoda attraverso le scale che da via Foria portano a Capodimonte.

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Il Palazzo Reale di Capodimonte e la sua fontana ©Shutterstock

Pur essendo situato in una delle zone più popolose della città, questo, tra i percorsi segreti a Napoli, è lontano dai rumori urbani e dallo smog e per questo conserva ancora il fascino, ormai perduto, di una Napoli bucolica. Il sentiero culmina a Capodimonte, da dove è possibile ammirare uno dei panorami più belli all’interno dell’omonimo Bosco. 

Il percorso

Si parte dal Tondo di Capodimonte – così chiamato per via della sua pianta ovale – che venne realizzato tra il 1832 e il 1836 dall’architetto Antonio Niccolini su commissione di Ferdinando I. Fin da quando Carlo di Borbone scelse la collina come luogo ideale su cui costruire un palazzo reale che fungesse sia da riserva di caccia che da galleria d’arte per la collezione Farnese ereditata dalla madre Elisabetta, giungere a Capodimonte si era rivelato piuttosto difficile, soprattutto per i servi e i cavalli che accompagnavano gli aristocratici a palazzo.

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La rotatoria spartitraffico tra via Capodimonte e Corso Amedeo d’Aosta detta “Tondo di Capodimonte” ©Shutterstock

I lavori per costruire la reggia, difatti, partirono nel 1738, ma andarono avanti molto a rilento per via dei problemi logistici nel trasporto di materiale che, per la presenza del vallone della Sanità, doveva attraversare diverse curve e salite prima di giungere al cantiere reale.

Già con Ferdinando IV si pensò a una possibile soluzione, ma sarà con l’arrivo di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat che si riuscirà ad avvicinare Capodimonte al centro, favorendo l’urbanizzazione della zona e la costruzione di ville nobiliari e di case per i dignitari.

Si costruì, infatti, Corso Napoleone, una strada rettilinea che partiva dal centro, scavalcava il vallone della Sanità con un ponte e terminava in una piazza ellittica – il Tondo – da cui si diramavano una serie di tornanti fino alla reggia.

Dopo la Restaurazione, la strada cambiò nome in Via Santa Teresa degli Scalzi e in Corso Amedeo di Savoia dove Niccolini fece costruire un giardino di forma ellittica con fontane a vasca che doveva essere aggirato per poter seguire la strada verso la residenza reale: in pratica una rotatoria ante litteram.

La scalinata

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La scalinata di Capodimonte adornata da alberi ©Shutterstock

Qualche decennio dopo fu aggiunto lo scalone monumentale in piperno (una roccia magmatica) che partendo dal Tondo permetteva un accesso pedonale più rapido al palazzo reale. I gradini di Capodimonte progettati dallo stesso architetto Niccolini formano oggi una scalinata con diversi sedili divisi in più scaglioni, oltre a essere circondata da un boschetto composto in parte da alberi secolari.

La scala è arricchita da vasi egizi posti sui pilastri che ne segnano l’inizio e da due ghirlande: su quella di sinistra c’è la dicitura dei giardini, su quella di destra gli stemmi del Comune di Napoli e di Casa Savoia.

La scalinata fu dotata poi di un belvedere, che oggi è rimasto abbandonato, e di piccoli sedili di pietra: alla fine di ogni rampa, i piazzali sono adornati con alberi sopravvissuti in condizioni pressoché identiche a duecento anni fa.

Alla base della gradinata si trova la fontana di Capodimonte, realizzata contemporaneamente alle scale e progettata in modo organico nel nuovo assetto del Tondo. La fontana era stata pensata come una grande vasca per permettere ai cavalli di abbeverarsi prima di salire in direzione della reggia. Non a caso, questa zona era chiamata “Regresso” perché è qui che si fermavano le carrozze dei nobili e si effettuava un cambio di cavalli, i quali stanchi tornavano giù verso il centro, e cioè “regredivano”.

Il toponimo

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Napoli, la città vecchia vista da Capodimonte ©Shutterstock

Il Tondo di Capodimonte e le scale della Principessa Jolanda sono evidentemente un luogo incantevole quanto poco conosciuto di Napoli. Dal centro storico a Capodimonte, questo sentiero regala panorami imperdibili, oltre ad aver rivoluzionato completamente la storia del quartiere: i collegamenti diretti con la parte alta della città e con la reggia velocizzarono gli scambi commerciali e le comunicazioni con il piccolo borgo di Capodimonte a nord.

Ma cosa c’entra la principessa Jolanda di Savoia con i gradini che portano il suo nome? Le scalinate e i giardini furono intitolati alla figlia primogenita di re Vittorio Emanuele III nel 1907: la principessa fu particolarmente riverita in tutta Italia e anche le amministrazioni di Napoli vollero intitolarle un luogo della città.

Inizialmente, infatti, si pensava che Jolanda sarebbe diventata regina d’Inghilterra con un matrimonio combinato dalla nonna. Invece la principessa fece una scelta d’amore e sposò un ufficiale di cavalleria, abbandonando tutte le prospettive di reggenza.

Infoutili

Come arrivare: Linea L1 (fermata Museo) o Linea L2 (fermata Cavour) della metropolitana.

Quando andare: in ogni periodo dell’anno (maggiormente consigliato in primavera e autunno).

Come vestire: scarpe sportive e abbigliamento comodo.

Cosa visitare: Tondo di Capodimonte; Scale della Principessa Jolanda; Bosco e Museo di Capodimonte.

Cosa leggere: Francesco Paolo Busco, Napoli a piedi. Guida insolita alla città, Homo Scrivens, 2018, Euro 11,90.

Testo di Angelo Laudiero|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com