Aquisgrana: un viaggio tra storia, scienza e dolci prelibatezze

Situata nel cuore dell’Europa, Aquisgrana è una città ricca di fascino e tesori storico-architettonici di grande valore.

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La cattedrale di Aquisgrana ©Shutterstock

Sono diversi i primati che può vantare la città di Aquisgrana (Aachen in tedesco, Aix la Chapelle in francese). La città, voluta da Carlo Magno (742-814), che ne fece la sua residenza abituale, è stata la prima città tedesca ad essere inserita, nel 1978, nel Patrimonio Unesco.

Aquisgrana è stata anche la prima città tedesca liberata dagli Alleati nella seconda Guerra Mondiale.
Città più occidentale della Germania, gode di una posizione invidiabile, al confine con Belgio e Paesi Bassi, da cui dista circa un’ora di treno.

Nel cuore dell’Europa, nelle vicinanze del parco Eifel, la città di circa 280.000 abitanti è, dai tempi del suo fondatore, considerata luogo simbolo dell’ideale di unificazione dell’Europa occidentale.

Una città multiculturale, che vanta la presenza di quasi sessantamila studenti universitari grazie alla presenza di un’università di eccellenza (RWTH) e tra i principali centri di innovazione della Germania.

Città d’arte, di storia e di pellegrinaggi

Sebbene quasi il 60% della città sia stato bombardato nel corso dell’ultima guerra, e già a metà del Seicento molti edifici in legno furono distrutti da un incendio devastante, Aquisgrana racchiude ancora oggi un tesoro inestimabile.

Fortunatamente il nucleo più antico della sua cattedrale, edificato nel 790, è stato preservato. Il visitatore rimane abbagliato dalla struttura ottagonale della Cappella Palatina, ispirata a San Vitale a Ravenna e a Santa Sofia di Costantinopoli. Rivestita in marmo e dalle ricche decorazioni musive, realizzate nuovamente nel 1880.

Il Duomo, oltre ad ospitare dalla sua morte Carlo Magno (che nel 1215, viene trasferito nel coro della cattedrale) è anche meta di pellegrinaggio perché, secondo la tradizione, custodisce quattro preziose reliquie in tessuto: l’abito di Maria, le fasce di Gesù, un drappo di Giovanni Battista, il panno che Cristo indossava sulla croce.

Reliquie che vengono esposte ai pellegrini ogni sette anni dal 1349 fino ai giorni nostri. Il prossimo pellegrinaggio si svolgerà, infatti, dal 17 al 25 giugno 2028. Nel 936, Ottone I consacra il Duomo come luogo di incoronazione dei re tedeschi: sul trono di marmo, ancora oggi intatto, trentadue re vengono incoronati ad Aquisgrana fino al XVI secolo.

I tesori da ammirare

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L’interno della cattedrale di Aquisgrana ©Shutterstock

Anche il Museo del Tesoro del Duomo è uno scrigno di splendidi manufatti a partire dal sarcofago romano che rappresenta mirabilmente il Ratto di Proserpina, prima sepoltura di Carlo Magno, dal busto-reliquia che lo rappresenta, dalla croce di Lotario, insieme a tele, sculture lignee ed altri pregevoli oggetti di arte sacra.

Per approfondire la conoscenza di Aquisgrana si potrebbe partire dal Centro Carlo Magno, dove il visitatore può ripercorrere, attraverso un allestimento moderno, la storia della città fino all’epoca moderna.

Un altro imponente edificio è il Rathaus, il Municipio, in stile gotico, costruito sui resti del Palazzo imperiale di Carlo Magno sulla piazza del Mercato, centro nevralgico della vita cittadina.

Una visita, anche di esplorazione, al Museo Suermondt-Ludwig (Wilhelmstrasse 18) ci racconta, attraverso la sorprendente collezione di sculture lignee a soggetto sacro (Gesù bambino e adulto, Madonne, Pietà) quanto fosse già nel XIII e XIV secolo, raffinata ed evoluta l’arte scultorea.

Il museo raccoglie anche numerosi dipinti dall’antichità al periodo della Riforma e Controriforma, fino all’epoca moderna (il museo è aperto dalle 10 alle 17; chiuso il lunedì).

Le fontane

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Fontana di Carlo Magno ©Licia Zuzzaro

Che dire poi delle numerose sculture e fontane disseminate per la città? Alcune sono autentiche sculture parlanti. Non statiche, ma comunicanti, disponibili a interagire con chi le osserva.

Un esempio? La fontana “Il Circolo del denaro”, alle spalle dell’Elisenbrunnen che cristallizza in figure umane il diverso rapporto con il denaro, in relazione al ruolo sociale (il ricco, il mendicante, la donna avida) o la fontana delle bambole –“Puppenbrunnen”- in Krämerstrasse che durante il giorno attrae adulti e bambini che si divertono a spostare le parti mobili dei vari personaggi, ognuno dei quali rimanda a una professione o evento storico della città.

La scultura nota come “Klenkes”, rappresenta tre ragazzi che sollevano il mignolo, assurto a saluto tipico degli abitanti, con cui si evoca il saluto usato dai bambini sfruttati in passato nella industria per la produzione di aghi.

L’invito è quindi ad esplorare la città alla ricerca delle sue fontane e numerose sculture, ognuna con un messaggio preciso da decodificare o un richiamo alla storia della città.

Città termale: da Elisenbrunnen alle Carolus Thermen

Elisenbrunnen, l’elegante edificio bianco in stile neoclassico, con colonnato dorico e due padiglioni alle estremità,rappresenta il simbolo della città termale. Edificato dapprima nel XIX secolo, è stato completamente ricostruito nel 1953 dopo i pesanti bombardamenti.

Si narra che i soldati romani facessero guarire le loro ferite di guerra nelle acque calde e sulfuree di questa area. Da due fontanelle oggi continua a sgorgare acqua calda sulfurea, se si volesse saggiarne odore e temperatura.

A testimonianza dell’apprezzamento di queste terme da parte di teste coronate, rappresentanti della nobilità e borghesia di tutto il Continente, quattro targhe commemorative in marmo riportano i nomi dei più noti frequentatori delle Terme, tra cui Georg F. Händel e Giacomo Casanova.

Oggi un moderno e attrezzato centro termale, a nord est rispetto al centro città, il Carolus Thermen, assicura una ricca offerta di servizi per la salute o semplicemente per una giornata di relax.

Printen e altre prelibatezze, in attesa del Natale

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Aquisgrana, la vetrina della Pasticceria Van Den Daele ©Licia Zuzzaro

Un altro segno distintivo della città sono sicuramente le sue numerose e invitanti panetterie/pasticcerie (printebäckerei o konditorei), a iniziare dalla più antica della città: Van Den Daele, la cui vetrina rappresenta una vera tentazione, anche per i prezzi decisamente accessibili e dove è possibile fare anche un pranzo veloce.

Ma in tutto il centro della città ci si può imbattere in sontuose vetrine che invitano ad entrare e dove acquistare i Printen, dolci tipici di Aquisgrana, impreziositi da una miscela di spezie (tra cui anice, cannella, cardamono, coriandolo), che possono essere ricoperti di mandorle o da una glassa di cioccolato fondente o bianco.

La città ospiterà dal 22 novembre al 23 dicembre 2024 il mercatino dell’Avvento che occuperà un’ampia area che va dalla piazza del Mercato alla piazza del Duomo.

Un’occasione in più per apprezzare i profumi di dolci speziati, frutta secca, marroni, ma anche formaggie altre prelibatezze. Molte le iniziative in programma nel periodo tra concerti, mostre, workshop per famiglie.

Programma durante il Mercatino dell’Avvento (in inglese)

Informazioni utili:

Come arrivare: trovandosi alla confluenza di tre nazioni, si può arrivare dall’Italia in aereo sia da Bruxelles che da Düsseldorf o Colonia. I collegamenti sono assicurati da treni ad alta velocità (ICE, Eurostar) o regionali, con un tempo di percorrenza variabile da una a tre ore. Se si dispone di più giorni, si può prevedere un tour a tappe, in treno, via Monaco o Parigi.

Dove dormire: la scelta è molto ampia, tra hotel, appartamenti, bed and breakfast.
In zona centrale, a pochi passi dal Municipio, l’Hotel Aquis Grana **** può essere una buona opzione.

Dove mangiare: anche in questo caso l’offerta è veramente ampia, tra cucina locale e cucina mediterranea o esotica.
In piazza del Mercato (Markt 33) Zum goldenen Einhorn (all’Unicorno d’oro) è un locale storico e accogliente, con cucina tipica.

La raccomandazione: occorre tenere conto dei diversi orari, rispetto al sud Europa. Qui la cena si serve dalle 18 e nei locali più apprezzati è consigliabile la prenotazione. Anche i negozi chiudono in genere alle 18/19, così come i principali musei.

Link utili:

Aachen Tourismus – aachendom.de

testo di Licia Zuzzaro |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com