Due inviati speciali, italiani, giornalisti, marito e moglie che da un quarto di secolo vivono a New York, raccontano gli Stati Uniti, percorrendo la provincia americana in due viaggi in auto coast-to-coast nel libro Qui non è Nuova York. 100 giorni nell’America profonda

L’ultimo libro di Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi, edito da Neri Pozza, è una fotografia degli Stati Uniti d’America al di fuori di New York. Un libro racconto-documento con interviste e incontri che traccia uno spaccato della provincia americana. Uscito da poco e quanto mai attuale, anche per conoscere e meglio comprendere comportamenti e scelte che hanno orientato i risultati delle recenti elezioni.
I due giornalisti italiani, che da più di un quarto di secolo vivono e lavorano a NY, invitano il lettore a seguirli nei loro viaggi da Est a Ovest. Un coast-to-coast con i radar accesi come inviati dell’Istituto Italiano di Cultura. Alla ricerca di un’America spesso poco conosciuta e fuori dagli itinerari classici.
L’altra America
“Tutti crediamo di conoscere l’America. Se non siamo noi ad andarci è l’America che viene a noi. Con innumerevoli film, serie televisive, format importati e ricopiati, immagini di celebrità, scandali e red carpets. E soprattutto un’economia e una politica che influenzano quelle di tutto il mondo.” È l’incipit del libro e già si comprende quale sarà il filo conduttore del racconto lungo i 32 mila chilometri on the road.
Nei due viaggi gli autori hanno toccato fra l’altro 17 parchi nazionali e oasi naturali. È la scoperta dell’«Altra America», la più lontana dai luoghi conosciuti dai turisti italiani, diversa da quella che si racconta o si vede in TV e sui social.
Qui non è Nuova York

Il libro porta in tanti luoghi inaspettati e «innaturali», come le foreste del Washington State con i pini cresciuti sui tronchi degli alberi segati un secolo e mezzo fa per costruire la Ferrovia del Grande Nord; siti storici leggendari, come The Lost Colony, la colonia inglese fondata nel 1585 sull’isola di Roanoke, North Carolina, e misteriosamente scomparsa. Curiosità architettoniche, come il campus della Università del Texas a El Paso, disegnato come i templi del Buthan, paesaggi unici, come i crateri della Luna in Idaho. Laghi e monti che hanno ispirato grandi scrittori, come quelli del Michigan per Hemingway. Bellezze inattese, come il Crystal Bridges Museum immerso nei boschi di Bentonville, Arkansas, la capitale del gigante dei supermercati Walmart.
Ma il racconto è interessante soprattutto per le interviste, gli incontri e le situazioni ricche di umanità. Ci sono le testimonianze del passato più buio dell’America, come il nuovo Museo del linciaggio a Montgomery, Alabama. Squarci di speranza come la storia di Opal Lee, la novantaseienne afroamericana che da Fort Worth, Texas, ha marciato fino a Washington per rendere festa nazionale il giorno della liberazione dalla schiavitù.
Gli italiani d’America
E gli innumerevoli pezzi d’Italia e i tanti italiani di nuova immigrazione incontrati ovunque, come gli scienziati del nasa Jet Propulsion Laboratory a Pasadena, California, o gli insegnanti della nostra lingua nei campus universitari delle città più sperdute.
«No. L’America non è quella di Julia Roberts, di Meryl Streep, di George Clooney e men che meno quella di Woody Allen. L’America non è più, e forse non è mai stata, quella dell’assalto alla scalinata di Columbia, almeno come noi l’abbiamo interpretata. L’unico che forse l’ha capita è stato Pasolini». Commenta Fabio Finotti, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York che ha curato la prefazione.
Per gli autori il libro è sicuramente un gesto di riconoscenza verso la nazione che da tanto tempo è Casa e raccontare gli States di luoghi e rotte inusuali, entrando nella cultura e costumi locali.
Qui non è Nuova York. Neri Pozza editore. Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi
Testo di Teresa Scacchi|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com










































